Randy Pausch è un giovane professore della Carnegie Mellow University morto pochi giorni fa a 47 anni per un tumore al pancreas. E’ stato uno dei professori più brillanti e innovativi della prestigiosa università di Pittsburgh che ha sedi in tutto il mondo e cofondatore dell’Entertainment Techonlogy Center nonché del programma di formazione per la progettazione in 3D Alice.
Qui sotto vi incollo la sua ultima lezione: dura 1 ora e 16 minuti, ma è una delle lezioni più affascinanti e interessanti a cui possiate assistere. Dovete ringraziare Internet per questa possibilità di espansione della conoscenza, per cui oggi noi (assieme a altri 6 milioni di persone che l’hanno guardata negli ultimi giorni) possiamo assistere a una lezione universitaria fisicamente così lontana da noi, e dovete sapere l’inglese, come minimo, per cogliere davvero le opportunità di conoscenza che il mondo oggi offre.
La lezione, tenuta qualche mese fa, quando la sua diagnosi è diventata definitiva, si intitola: Come raggiungere i propri sogni d’infanzia e, in realtà, è dedicata ai suoi tre figli.
UPDATE: QUI la trovate coi sottotitoli (grazie Dr Who)
L’omaggio della Carnegie Mellow University a Randy Pausch lo trovate qui.
Il diario degli ultimi mesi di Randy Pausch qui.




28-07-2008 a 10:51 am
bella segnalazione marco,
la versione sottotitolata qui http://video.google.de/videoplay?docid=3047771997186190855
01-08-2008 a 10:29 am
Una lezione di sogno americano mi ha fatto pensare che noi attribuiamo poteri incredibili al web, ma il mezzo ha solo accelerato un comportamento che si manifesta da milleni: il tam tam, il passaparola. E dimostra anche il potere del marketing (perché io questo vedo nel contenuto del discorso, il mito del sogno americano fatto di speranza, possibilità, ottimismo e onestà che gli americani sono riusciti ad esportare a livello globale e questa lezione è una ulteriore conferma).
Indiscutibile che sia bello e faccia sognare, ma difficile da applicare in realtà molto diverse. Conosciamo il sogno africano, o quello iracheno? E senza andare tanto lontano conosciamo quello italiano? E’ una storia proprio americana che ci commuove come un film.
01-08-2008 a 6:10 pm
Ciao Margherita, mi sa che hai ragione, gli americani sono semnpre stati degli Story Tellers magistrali e Internet è una loro creatura: nessuna sorpresa che la stiano usando meglio degli altri …