“[...] non si può usare uno spunto di cronaca per chiedere un passo indietro. Più indietro di dove stiamo? “
Sono d’accordo con la frase qui sopra di Salvo, che mi dà lo spunto per ribadire e chiarire un concetto dopo un mio post sui Nativi Digitali che ha fatto molto clamore in rete. Mi riferisco al caso di Daniel, il giovane imprenditore ucraino-californiano che a 16 anni già scrive su TechCrunch (chapeau), ma già ha preso le nostre (di adulti) peggiori abitudini, chiedendo di farsi pagare da un’azienda che doveva recensire.
Se è chiaro che in certi casi dobbiamo trasmettere a Daniel e ai suoi straordinari compagni di avventura qualcosa in più (l’etica dello stare in rete), è altrettanto evidente che (in particolar modo per l’Italia) il lavoro da fare è talmente tanto sul terreno dell’innovazione, del ricambio generazionale, della meritocrazia che non può e non deve essere una caduta di uno di loro a fermare gli altri.
Ci tengo a chiarire questo perché un post nato come una provocazione e che in rete ha collezionato centinaia di commenti ha confuso un po’ le acque. Attenzione a non prendere il caso di Daniel come un motivo, una scusa per fermare tutto. Daniel si rialzerà e avrà imparato, con la sua caduta abbiamo imparato delle cose anche noi. Quindi val la pena ribadire una cosa: più etica, sì, più misura, parliamone, ma nessun passo indietro. Meglio avanti, anche se con qualche bozzo.





12-02-2010 a 9:10 am
[...] Photos « Rete e democrazia, ne parliamo in attesa del 4 febbraio a Venezia? Meglio avanti, anche se con qualche bozzo. [...]
20-06-2010 a 11:02 pm
[...] di esporre anch’io il mio punto di vista dopo il triduo di post di Massarotto (1 - 2 – 3) sul “fenomeno” dei nativi digitali, che ha fatto tanto discutere negli ultimi giorni. [...]