Archive for the 'personal' Category

Milano: 1.000 prese elettriche nei parchi

19-06-2011

Oggi è una domenica pomeriggio di “pre-estate” e, avendo un po’ di arretrati, ho pensato di recarmi a lavorare a Parco Ravizza. Un’ottima idea dato che, a parte qualche zanzara (!), al fresco e col silenzio del Parco si sta bene e lavorare è rilassante. Dopo due ore però ho dovuto sospendere l’attività, e chiudere il computer (si era scaricato) e passare all’iPad con significative limitazioni.

Tutto perché nei parchi non ci sono le prese di corrente!

In questo momento sarei (come credo altre persone) anche disposto a pagare per una ricarica di corrente. 1€ per mezz’ora? Può avere un valore economico? Oppure si potrebbero sponsorizzare dei punti ricarica, impiegherei un minuto o due volentieri per leggere o interagire con dei messaggi pubblicitari per avere la mia ricarica e continuare a lavorare.

Perché ciò non avviene? Credo per pigrizia o inerzia del sistema. Proviamo a dargli una spinta? Ho lanciato una causa su Causes.com e facebook, se anche voi volete le prese di corrente nei parchi a Milano aderite e “fate un po’ di rumore” portando altre persone interessate, poi, strada facendo, ci organizzeremo meglio.

Trovi la causa qui:

Disclaimer: questa iniziativa è individuale privata e scollegata da Hagakure o qualsiasi cliente dell’agenzia per cui lavoro.

Surfing in Turbigo

08-05-2011

When we hear the word surfing our mind goes to sunny California Beaches or other dream locations. The dream of surfing must be pretty strong for these guys and living in the inland is not a limit for them. They found their wave in Turbigo, Lombardy (Italy) along the Naviglio (a historical fluvial commercial artifical canal). The video says it all: passion, fantasy, attitude. And it teaches us a great lesson: if you have a real passion you will always find a way to succeed in pursuing it.

Update

I found out that my friend Alberto Cottica shared some similar thougts a while ago, pointing out the “innovation process” that Turbigo surfers have done.

The Youtube Search for Turbigo Surf: http://www.youtube.com/results?search_query=surf+turbigo&aq=f

[Otaku Contest] La passione vien di notte…

18-09-2010

Qualche settimana fa, non ritenendo la mia agenda abbastanza piena, ho pensato di segnarmi su iCal un evento a mezzanotte, era l’Otaku Contest per gli amanti del Giappone [link]. Si trattava di essere collegati a Internet alle 24:00 e rispondere il più rapidamente possibile (e correttamente :) ) a tre domande sul Giappone. In palio gadgettistica nipponica varia e la gloria tra gli otaku (maniaci) del Giappone. Beh questo appuntamento notturo si è trasformato in una bella avventura, non solo ho vinto il contest (!), ma ho anche trovato un sacco di gente online a quell’ora della notte che discuteva e commentava il concorso sul sito e sulla sua pagina facebook. Una comunità di appassionati avvicinata dalla tecnologia. Ho anche avuto modo di chiacchierare un po’ con la mia amica Claudia che vive a Tokyo e che sento sempre poco, complice il fuso orario. La vincita è stata tecnologicamente rocambolesca: avevo due risposte giuste e una incerta (poi ho scoperto sbagliata) e il sistema continuava a rifiutare il mio post perché usavo la mail sbagliata (non quella con cui mi ero iscritto). Nel tempo in cui ho fatto 4/5 tentativi di mandare le risposte con quella sbagliata (e mi stavo rassegnando a perdere) sono riuscito a trovare anche la  terza risposta esatta e solo allora ho capito l’inghippo delle email, spedendo infine tutte e tre le risposte giuste per primo!

Come dovere ecco quindi un post per raccontare il piccolo trionfo, ma anche per una considerazione che vede Internet come una incredibile piazza dove le passioni delle persone si incontrano senza orari e distanze.

Ed ecco anche le foto del pacco che mi è arrivato a casa grazie a Hamakura. Non è bello ricevere i pacchi ordinati/spediti da Internet? Sembra Natale anche se è settembre…

Shanghai, la umida

10-07-2010

Shanghai vive dentro una nuvola di vapore acqueo capace di contenere 17 milioni di anime (più, pare, altre 5 milioni di anime clandestine). L’aver consultato vari servizi meteo prima della partenza e l’aver confrontato il 54% di tasso di umidità di Milano ai primi di luglio con il 79% di Shanghai negli stessi giorni, non mi aveva trasferito il concetto con altrettanta oppressione polmonare di quando sono sceso dal volo Air China a Pudong (PVG). Shanghai è stata definita in vari modi: “Parigi dell’Est”, “New York dell’Ovest”, “Puttana d’oriente”. Quel che è certo è che è una città umida, florida, in calore quasi. Avida di gru e escavatori che creano 5 linee di metropolitana in due anni. Qualunque guida comperiate per Shanghai è superata: durante i tempi di stampa come minimo han tirato su una torre di 500 metri o fatto due nuove strade e aperto almeno una dozzina di ristoranti alla moda.

Leggi il seguito di questo post »

Per un giorno faccio il food blogger

04-05-2010

Sandra mi ha coinvolto in un gioco con il Burro 1889 delle Fattorie Fiandino, prestigiosi produttori di burro del Piemonte. Di solito siamo noi a proporre attività di questo genere online e mi diverte molto l’idea di passare dall’altra parte e venire io coinvolto in un’attività che di solito progettiamo e coordiniamo. Mi diverte anche molto giocare a fare il food blogger per un giorno, perdoneranno la mia niubbaggine gli esimi compagni di post.

Il Lettino Fiandino: genesi di una ricetta.

Per me il sapore del burro è il ricordo di un panino mangiato da bambino dopo un pomeriggio passato a correre sui prati di Cortina. Pane burro e zucchero, pane burro e Nutella, pane burro e sale. Ma il burro era sempre molto presente, troppo forse: non più lubrificante dei sapori, ma sapore esso stesso. Allora quando mi è arrivato il Pack Fiandino mi è subito tornato in mente quel boccone rotondo e scioglievole sul palato, così volevo la mia ricetta: che sapesse di burro! La voglia di spalmare ha messo in moto la fantasia, la presenza in casa di solo cracker Wasa ha fatto il resto: ne è uscito un canapè che ha forse più fantasia nel nome, che nell’esecuzione, però è gustoso! :)

Ingredienti per 1 Lettino Fiandino singolo.

(raddoppiare per il Lettino Fiandino Matrimoniale)

1 cracker Wasa

4 riccioli di Burro Fiandino

30 grammi di Uova di Salmone

3 riccioli di valeriana

1 fetta di Salmone marinato

1 broccoletto saltato

5 grammi di verdure secche giapponesi

PREPARAZIONE

Lettino Fiandino Invernale

Lasciar prendere al burro la temperatura ambiente, senza farlo ammorbidire troppo. Arricciare tre riccioli e spalmarli sul cracker Wasa senza creparlo. Stendere a mò di lenzuolo la fetta di Salmone Marinato, adagiandoci sopra i riccioli di Rucola. Creare un velo-coperta di uova di Salmone e una spolverata di verdure giapponesi secche, delicatamente appoggiare a mo’ di cuscino il broccoletto saltato assieme al quarto ricciolo di burro.

Lettino Fiandino estivo

Se lo gradite in versione più semplice, veloce e al sapor di burro, dopo aver spalmato tre riccioli create un semplice lenzuolo di uova di Salmone e un cuscinetto fresco fatto con un ricciolo di Valeriana imbottito di uno di burro.

Bon Beurre!

Bello quando ti scrive uno sconosciuto…

23-03-2010

Gentilissimo Marco,

ho letto di recente il suo libro in poche ore, l’ho trovato aperto ed illuminante, proprio perchè utile nell’essenzialità e con semplici suggerimenti. Vivo nel mondo della comunicazione da qualche anno e la mia realtà lavorativa si intreccia tutti i giorni con gli argomenti del libro.le volevo segnalare inoltre che proprio il suo libro è arrivato a me in maniera come dire “Virale…” infatti l’ho trovato citato in un articolo all’interno del periodico Espresso ,credo esattamente come il processo con cui si parla per esempio del telefonino Nokia. Ho trovato spunti creativi interessanti e idee di pianificazione mediatica per alcuni clienti che avevo solo intuito ma mai trovato descritto. Cordiali saluti e complimenti per il suo lavoro

Una mail ricevuta stamattina da un collega sconosciuto (non riporto il nome per riservatezza). Son le cose che fan più piacere, perché proprio il fatto di non conoscersi rende un complimento (o una critica) sincero e spassionato. Vale per gli sconosciuti e vale per l’anonimato sul web. ;-)

TAX 2.0 – Il fisco come Venture Capitalist dell’Innovazione in Italia?

21-03-2010

La settimana scorsa ero al Barcamp di Catania “Stati Generali dell’Innovazione”  e mi sembrava doveroso portare un contributo, visto che così usa ai Barcamp (http://it.wikipedia.org/wiki/BarCamp). Al mattino, vedendo tanti ragazzi in procinto di lanciare la loro Start Up ho pensato di condividere con loro le esperienze fatti in questi tre anni per far crescere Hagakure. In particolare, visto che si parlava di finanziamenti e Venture Capital, ho pensato di condividere le difficoltà incontrate, per poter magari essere d’aiuto a qualcuno di loro nella programmazione delle loro attività.

Così mi son messo a scrivere delle slide di getto nell’aula di Palazzo Platamone e mentre le scrivevo mi rendevo conto di come il nostro fisco, se lo volesse, potrebbe essere il più straordinario Venture Capitalist agevolando la crescita finanziaria delle giovani Start Up con una politica fiscale ad hoc che con adeguate dilazioni e favorendo i reinvestimenti. Sarebbe una politica Win Win, in cui nel medio periodo una società ha più chance di crescere e quindi pagare in futuro più tasse.

In sintesi ecco i tre punti necessari secondo la nostra esperienza per invertire la rotta, da motore di opposizione all’innovazione a propulsore dell’innovazione stessa.

1 – SALDO IVA AL SALDO FATTURA PER LE AZIENDE SOTTO I 5 ANNI (Perché una StartUp deve finanziare lo Stato? Dovrebbe essere il contrario!)

2 – CONVERSIONE FISCALE PER CHI PRODUCE UTILI E LI REINVESTE PER  ASSUMERE NEI PRIMI TRE ANNI (Reinvestendo gli utili in posti di lavoro si creano dei nuovi contribuenti che pagano le tasse l’anno dopo)

3 – FINANZIAMENTI FISCALI AD HOC PER LE START UP

Vi incollo qui sotto il video e le slide, che ne pensate?

Perché difendere la rete? (Ovvero portiamo Twitter in Parlamento).

11-03-2010

[È nato tutto con questa nota su facebook: http://www.facebook.com/note.php?saved&&suggest&note_id=385548876604 ora abbiamo centinaia di tweet senza sosta e ne stanno già parlando in molti...] Vi ripropongo il testo anche qui, fuori da Facebook.]

Giovedì prossimo, 11 marzo, in occasione degli incontri di Capitale Digitale sarà in Italia Lawrence Lessig. Lessig (autore di REMIX, testo fondamentale per capire le nuove dinamiche che sottendono al diritto d’autore e alla fruizione di contenuti e informazione) è colui che ha fondato Creative Commons e che ha fatto da advisor a Obama nella sua campagna elettorale. Una figura di primissimo piano che avremo l’onore di poter seguGiovedì prossimo, 11 marzo, in occasione degli incontri di Capitale Digitale sarà in Italia Lawrence Lessig. Lessig (autore di REMIX, testo fondamentale per capire le nuove dinamiche che sottendono al diritto d’autore e alla fruizione di contenuti e informazione) è colui che ha fondato Creative Commons e che ha fatto da advisor a Obama nella sua campagna elettorale. Una figura di primissimo piano che avremo l’onore di poter seguire di persona o in diretta streaming. L’incontro sarà a Montecitorio, presso il Parlamento italiano e si parlerà di libertà e diritto all’informazione, di contenuti digitali e fruizione, di copyright e pirateria, di Internet e politica. In occasione di questo incontro, presieduto dall’onorevole Gianfranco Fini, e che vedrà la presenza di molti amici e persone che da anni lavorano per la Rete, invece di chiedervi di mandare via twitter le vostre domande abbiamo pensato di portare alla Camera le vostre risposte. Le vostre risposte alla domanda: perché dobbiamo difendere la rete? Se in questi giorni scrivete su Twitter i vostri motivi e usate il tag #difenderelarete, i vostri Tweet verranno consegnati a Lessig e al Presidente Fini e verranno consultati e discussi durante il dibattito. Ci sembrava il modo più forte di rendere davvero rappresentativo questo incontro e di “far entrare più persone possibili in Parlamento”. Vi preghiamo di diffondere questa nota presso i vostri amici che ritenete possano essere interessati e invitarli a Twittare il loro perché. Grazie. UPDATE 11/3/2010 ore 11:00 Siamo letteralmente travolti dai tweet, sono oltre 300 da ieri sera e crescono al ritmo di 2/3 al minuto! Riccardo Luna li sta leggendo, è probabile che oggi verranno proiettati o commentati non so se riusciremo a raggrupparli per le 15 in un documento, nè se sia giusto visto che è diventato il tag della giornata. Produrremo un documento da pubblicare sul web e spedire alla Camera all’inizio di prossima settimana, così non ci perdiamo i vostri tweet di oggi. ire di persona o in diretta streaming. L’incontro sarà a Montecitorio, presso il Parlamento italiano e si parlerà di libertà e diritto all’informazione, di contenuti digitali e fruizione, di copyright e pirateria, di Internet e politica.

In occasione di questo incontro, presieduto dall’onorevole Gianfranco Fini, e che vedrà la presenza di molti amici e persone che da anni lavorano per la Rete, invece di chiedervi di mandare via twitter le vostre domande abbiamo pensato di portare alla Camera le vostre risposte. Le vostre risposte alla domanda: perché dobbiamo difendere la rete?

Se in questi giorni scrivete su Twitter i vostri motivi e usate il tag #difenderelarete, i vostri Tweet verranno consegnati a Lessig e al Presidente Fini e verranno consultati e discussi durante il dibattito.

Ci sembrava il modo più forte di rendere davvero rappresentativo questo incontro e di “far entrare più persone possibili in Parlamento”. Vi preghiamo di diffondere questa nota presso i vostri amici che ritenete possano essere interessati e invitarli a Twittare il loro perché.

Grazie.

UPDATE 11/3/2010 ore 11:00
Siamo letteralmente travolti dai tweet, sono oltre 300 da ieri sera e crescono al ritmo di 2/3 al minuto! Riccardo Luna li sta leggendo, è probabile che oggi verranno proiettati o commentati non so se riusciremo a raggrupparli per le 15 in un documento, nè se sia giusto visto che è diventato il tag della giornata. Produrremo un documento da pubblicare sul web e spedire alla Camera all’inizio di prossima settimana, così non ci perdiamo i vostri tweet di oggi. Seguono aggiornamenti, qui sotto l’andamento della conversazione:

UPDATE 12/3/2010 ore 08:00

Stimiamo oltre 2000 tweet in 24 ore, i limiti tecnici della piattaforma twitter stanno venendo fuori nel retrieval, ne avevamo cmq salvati la stragrande maggioranza. In vari passaggi i tweet sono stati letti o citati, ora stiamo cercando il modo più sensato e realistico di confezionarli. Ecco un trend, per darvi l’idea.

E invece ecco la classifica dei top tag su Twirus.

Ecco perché non andrò a vedere Avatar (Boycott)

09-01-2010

GLORIOUS. EXTRAORDINARY. BEAUTIFUL. MA, SOPRATTUTTO, UNAVAILABLE.

Ho deciso di boicottare Avatar. Niente da dire sul film (anche perché non avendolo visto, come potrei?). Molto da ridire invece sulla logica distributiva di questo e di molti altri film, meglio dire di praticamente tutti i film e serial. Ho due grossi problemi, uno condiviso da moltissime persone e uno da una nicchia significativa di gente: io un film lo voglio vedere appena mi viene voglia, all’ora che mi va. E lo voglio vedere in inglese. Non mi sembra di chiedere troppo nel 2010.

Sono almeno tre giorni che molti dei miei amici parlano di Avatar su Internet. Il livello di passaparola su questo film è altissimo, ma sta generando un effetto collaterale: la frustrazione di chi ne sente parlare e non può vederlo. Qualcuno dei miei amici lo ha visto a un evento privato in preview, altri lo avranno scaricato illegalmente (cosa che non faccio e non voglio fare e che vi invito a non fare), altri scrivono dagli Stati Uniti o in paesi dove il film è nelle sale da giorni. Sarò io, ma trovo ridicolo il fatto che nel 2010 a Milano si possa leggere di gente che lo vede a Londra e NY, ma non lo si possa vedere. Trovo assurda una distribuzione che è legata a dinamiche dello scorso millennio. Trovo incomprensibile, visto che il film è uscito, il non poterlo vedere questo week-end, che ho la voglia e il tempo di farlo.

La tecnologia a nostra disposizione ci consentirebbe, da subito, di poter distribuire i film a livello planetario in simultanea. Oggi potrei leggere sul blog di un amico una recensione e decidere di guardarlo (legalmente) cliccando un link sul suo blog e pagando il film (e magari riconoscendo a chi porta uno spettatore un micropagamento). Non sarebbe meglio per tutti: spettatori e industria cinematografica? Perché ciò non accade? Non trovo una risposta, se non l’inerzia e miopia dei legislatori (che mantengono barriere giuridiche che nel mondo reale sono saltate da un pezzo) e dei produttori (che combattono una tecnologia che consentirebbe di far crescere il loro mercato).

E visto che la tecnologia oggi lo renderebbe possibile, perché  non posso vedere Avatar in Inglese, almeno finché non esce in DVD e non è nemmeno detto per allora? Sarei disposto a pagare 1/2€ in più per vederlo in inglese, ma mi fa uscir dai gangheri non poterlo fare per l’inerzia e la miopia di cui sopra. Vi sembra un capriccio personale? Può darsi. Ma pensate all’Olanda e ai paesi scandinavi, dove i film sono sempre in lingua originale  e coi sottotitoli e pensate come parlano Inglese rispetto a noi in quei paesi. Probabilmente oggi saremmo un paese migliore, più aperto e moderno se avessimo avuto accesso ai film in lingua originale.

Allora, non me ne vogliano James Cameron, la FOX e gli autori di quello che deve essere un bellissimo film, ma io questo giro salto. Non lo guardo, né lo guarderò quando uscirà al cinema, o in DVD o in TV. Boicotto Avatar, per colpa di tutti i film non distribuiti digitalmente, per colpa di tutti i film e serie TV non distribuiti (anche) in lingua originale. Boicotto Avatar in nome del mio diritto come consumatore di poter fruire di un contenuto dove, quando e nel modo che mi pare.

Voi che ne pensate?

Choukran, Marrakesh (Thank you, Marrakesh) – Part 1

06-01-2010

Bab El Khemis, Alley. Photo by Marco Massarotto, click for full credits.

I just spent six days in Morocco to visit Marrakesh and I’m very thankful to the city (and the people I met there) for the pleasant time. Marrakesh is warm (it actually is, on December it’s about 25°C) in a Maghreb, unique way. We were living in a Riad (the typical Moroccan house with a central patio, the picture above is Derb Jdid, where our Riad was located) in the north end of the Medina (part of the Unesco World Heritage). We were close to Bab El Khemis, the Door of Thursday, day in which there’s a local low end Suq (market), a zone mostly inhabited by locals.

[Find a very detailed and useful Marrakesh's Medina Google Map Mashup here]

The very comfortable climate encouraged long walks getting lost in the Medina alleys, discovering a monumental neighborhood and getting everyday closer with the people. At first the Medina is a little bit scary: dark alleys, poverty, dirt. After a couple of days it grows on you and you actually feel you always lived in that kind of place and talk with everyone. The Moroccans are friendly, honest, a bit pushy sometimes, but very pleasant people.

[I reccomend to download the Marrakesh iPhone LonelyPlanet it's worth if you buy a Meditel 3g sim card for 4.990DH that gets your iPhone online and will get you out of the Medina's alleys]

The Spice Market. Photo by Marco Massarotto, click for full credits

Street food is very popular in Marrakesh, so let’s cover that straight, starting from breakfast. :-) The chilly mornings didn’t scare me from a walk to Cafe Des Epices, at the Spice Market. Almost every morning I lingered there tasting a delightful Crepe Marocaine au miel (Squared, puff pastry crepes: videorecipe) and a fresh orange juice (oranges are so tasty there….) served by the young, beautiful girl working there. Sitting in the shadow of the Terrace of Cafe Des Epices is a perfect way to watch the Suq awaken and shape in front of your eyes.

Thé à la Menthe. Photo by Marco Massarotto, click for full credits.

The north end of the Medina (Bab el Khemis) is connected to the Suq (The spice market is one of the first you meet walking from north) by the Rue Assouel. This street is extremely lively form morning to night and you hardly will see a tourist there. Along Rue Assouel you may encounter: bakers, mechanics, small mosques, taylors, beggars, cigarette smugglers, egg sellers on sidewalks, small grill bars where Moroccans eat continuosly. It’s a journey into the Moroccan people and their history: proud, hard workers, often poor. Don’t get too formal on the dirt and the mud on the streets, you’ll get used to it and we all have been kinds playing in the streets and that’s the rule in the Medina: the street is the floor…

Marrakesh - Medina by night. Photo by Marco Massarotto, click for full credits.

…unless you can afford carpets. The carpet market follows the spice market, and after that the leather market and others all the way down, down (everybody will give you directions, most of the time wrong) down to… La Grand Place, the big square, the beating heart of Marrakesh: Djema el Fna.

Djema el Fna - Painting, photo by Marco Massarotto, click for full credits.

Djema el Fna is one of the world’s most famous squares and one of Africa’s largest and more active. In the morning terrace bars and stalls start offering fresh fruit juice along with every kind of item. As the day goes by Djema el Fna changes and becomes a huge open air restaurant with dozens of food stalls, a great view with amazing lights at sunset and a theatre with monkey and snake shows. A unique experience of humanity.

Marrakesh, Djemaa el Fna in the evening2, photo by Jerzy Strzelecki on Wikipedia, click for full credits

Food at this stalls is really fresh and tasty and it’s your best way into the Moroccan Cuuisine, made of grilled meat, rice and couscous with meat or fish, fried fish and all sorts of spicy, tasty, quick bites. Grab a seat at one stall (I suggest #34) and enjoy the moroccan flavours surrounded by the non stopping life of Djema el Fna: it will be a memorable meal.

Moving south from Djema el Fna square, the Royal part of the city begins… but we will talk about that in the next post.

Read Choukran, Marrakesh (Thank you, Marrakesh) – Part 2

Watch all the pictures on flickr

Read The Marrakesh tips post / (COMING SOON)

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