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Fare le cose bene… quello che porto a casa da Venice Sessions 4

25-10-2009

La settimana scorsa ho avuto la fortuna (una delle tante che in questi anni il mio lavoro mi riserva) di prendere parte anche alla quarta Session delle Venice Sessions. Questa volta il tema era “Il futuro dei media nella Digital Age” e tra gli altri ospiti c’era “l’amministratore delegato della pubblicità mondialeMartin Sorrell.  (Ph. by D’ottavi)

Nei giorni immediatamente seguenti sono stato costantemente in viaggio (seguiranno dei post al riguardo), ma ho anche fatto decantare una serie di stimoli giunti da una giornata che è sempre intellettualmente molto faticosa. Il segnale più forte, più pulito, più puro alla fine è stato quello di Luca Sofri, che con una dorsale di dignità rara di questi tempi è stato in piedi mezz’ora per dirci che il futuro dei media ( e forse di qualunque altra cosa) è “fare le cose bene”. Sembra banale, ma una posizione etica incontrovertibile non lo è mai, tanto più di questi tempi. Oltretutto la presentazione di Luca è stata brillante e acuta. Qui sotto vi incollo i tre video, vale la pena ascoltarlo. Seguiranno altre riflessioni, vi rimando al canale youtube di Venice Session con tutti i video per approfondire o al sito.

http://www.youtube.com/venicesessions

http://venicesessions.it/

Ecco i video:

Blogfest 2009: quanti eravamo?

09-10-2009

Sulla Blogfest 2009 mi hanno chiesto in tanti: “Ma quanta gente c’era?“. La cosa sembra aver preoccupato quelli che non c’erano più che quelli che c’erano, impegnati a girare tra i barcamp e a stare in compagnia. Io ho incontrato un sacco di persone (e ho passato metà tempo in albergo con l’influenza :( ). I dati sui registrati ce li darà Gianluca. Quelli qui sotto (cliccate sull’immagine per vedere il ritratto collettivo di Organirama) c’erano di sicuro e a quanto pare si sono divertiti. All’anno prossimo.

Immagine 228

“Ci vogliono due motori e vanno calcolati fin dall’inizio.” [Working Capital Camp Torino, Mario Calabresi Lezione sull'innovazione.]

09-07-2009

Le lezioni italiane

Fondamentale (purtroppo) il concetto espresso da Mario Calabresi, neodirettore de La Stampa: “Uno pensa un progetto nuovo e calcola l’energia che deve mettere in questo progetto. Il punto è che uno può calcolare alla perfezione tutti i passaggi che dovrà fare [...] c’è un’altra cosa da fare, bisogna fare un secondo progetto per smontare le forze contrarie al cambiamento, ci vogliono due motori e vanno calcolati fin dall’inizio.”

Ascoltate il video.

Personalmente ho amato moltissimo anche la citazione di Calvino al minuto 08 e 20.

Le prime 5 start up di Working Capital

A proposito di innovazione e di piani, al Barcamp di Torino sono state presentate 5 nuove aziende, che Telecom Italia sosterrà a soli 4 mesi dal lancio di Working Capital, eccole:

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[giro in bici] Milano – Trezzano sul Naviglio – Zibido – Rozzano – Milano

31-05-2009

Google Map del giro (35 km)

Il primo pezzo da Porta Romana a Porta Genova è il più faticoso e pericoloso per la vergonognosa e totale assenza di pista ciclabile, e a causa dei sampietrini e dei binari del tram dismessi.

Una volta imboccata la ciclabile di Alzaia Naviglio Grande, invece, giunge la serenità. Lungo il Naviglio Grande si pedala in tranquillità ammirando circoli di canottaggio, resti di architettura industriale e borghi e paesini pittoreschi.

Arrivati a Trezzano si scavalca il ponte, passando sulla statale. Proseguite per circa un chilometro oltre il paese in direzione Gaggiano, prima di entrare a Gaggiano immettetevi a sinistra su una ciclabile/carrabile che nel giro di un paio di minuti vi fa immergere nella natura: il percorso si chiama “Camminando sull’Acqua” (che incredibilmente non ha una presenza Internet per promuoverlo, ma solo una pagina di capitolato del comune di Buccinasco) ed è una pista ciclabile di alcuni chilometri che passa per molte cascine e il magnifico lago di Boscaccio e la adiacente Cascina Boscaccio (ottima se dovete sposarvi :-) ).

Superata la cascina si prosegue per altri 7/8 chilometri in mezzo a risaie e canneti fino a Zibido. I gentili abitanti del paese vi segnaleranno a quali incroci girare per ritrovare la pista ciclabile molto mal segnalata in questa zona. Ancora 2/3 chilometri, due rotonde e un ponte da fare con attenzione alle auto a alta velocità e si arriva all’altro naviglio: il Naviglio Pavese. Da qui una ciclo/carrabile tranquilla e agevolissima vi riporta a Milano in poco più di mezz’ora.

Tempo di percorrenza 2 ore e mezzo a velocità media andante. Il giro è quasi tutto asfaltato, una parte della ciclabile tra i due navigli ha molto ghiaino, sconsigliate le bici da strada. Il tratto tra Trezzano e Zibido controvento è appena impegnativo. Consigliato pic-nic al Boscaccio e rientro nel pomeriggio.

Consulta la mappa del giro su Google Maps

GUARDA I MIEI ITINERARI SU WWW.PISTE-CICLABILI.COM

[giro in bici] Milano-Idroscalo-Aeroporto di Linate-Ortomercato-Milano

30-05-2009

Il giro si fa in 3 ore circa con andatura da passeggiata. Si attrarversano due parchi (Forlanini e Idroscalo) ricchi di aree per riposo e rifornimento. Il giro attorno alla pista dell’Aeroporto di Linate è suggestivo, con gli aerei che decollano e atterrano a poche decine di metri. Il rientro in città avviene per il popolare quartiere Ortomercato. 

Consulta la mappa del giro (33 km).

 

Vai alla Google Map del giro (33 km).

GUARDA I MIEI ITINERARI SU WWW.PISTE-CICLABILI.COM

Internet, Innovazione e ritorno alle origini…

20-05-2009

Sono molto felice di vedere il Veneto ricorrere così frequentemente nelle mie giornate e progetti lavorativi e farlo sempre in chiave di innovazione e prestigio. Dopo le varie tappe veneziane, ora tocca a Padova. Durate le giornate del Forum della Ricerca e dell’Innovazione ci sarò una giornata dedicata a “Il futuro di Internet e dei media”.

Alle 14:15 presso Palazzo del Bo parleremo di Comunicazione e Web 2.0 assieme a clienti e amici: Stefano Stravato, Digital Marketing Manager di Fiat Automobiles S.p.A., Pepe Moder, Head of Digital di Barilla e Francesca Casadei aka La Fra.

Leggi il programma.

Vieni al Bo.

Ne parla anche Pepe.

Il Pane di Matera

03-05-2009

 

(Matera, un’organizzatrice del MateraCamp ci regala il Pane di Matera)

I “raduni”, di qualunque natura, sono vecchi come l’uomo. Il desiderio di incontrarsi e scambiarsi esperienze, conoscenza esiste da sempre e l’uomo appena può organizza incontri con persone che condividono le stesse opinioni, gli stessi interessi, le stesse passioni. Internet nei suoi pochi anni di vita è diventato uno straordinario strumento di aggregazione, di organizzazione di incontri che nascono da affinità e frequentazioni online. La formula di rito di questi incontri si chiama BarCamp, termine di estrazione hacker e legittimato dall’editore americano Tim O’Reilly. Ogni anno in Italia si tengono decine di BarCamp, organizzati secondo regole scritte e non scritte, codificati in una WIKI. Uno particolare è quello dove sono appena stato e della cui genuinità voglio anch’io testimoniare qui: il MateraCamp.

Mi sono aggiunto a questo viaggio praticamente all’ultimo saltando su un aereo e dirigendomi verso uno dei posti meno raggiungibili d’Italia. Per andare da Bari a Matera (60Km) per un motivo o per l’altro ci vuole il triplo che da Milano a Bari (881km). Ma il viaggio vale la pena. Quando arrivate a Matera subito dopo il tramonto e la città vi apre le sue porte, vi rendete conto di essere in luogo speciale, assurdo anche. Materaviglia

(Matera, I Sassi, vista notturna)

Matera, la abbiamo chiamata affettuosamente Cratera, è una città dentro un buco profondo qualche centinaio di metri in cui vivono 50.000 persone. E’ lunare, surreale e al tempo stesso concretissima come il suo tufo, che ricorda il suo pane, o forse viceversa. Nei secoli gli uomini hanno scavato gallerie come talpe, 3 piani sotto il sottosuolo scavati con un angolo tale che arriva comunque la luce del sole. A Matera i morti stanno sopra i vivi. Vivi che scavano da sempre cunicoli per ripararsi dal freddo o dai nemici, per conservare il cibo e fuggire il caldo.

(Matera, I Sassi)

Matera città porosa, che assorbe e racconta, proprio come il suo pane. I Materani ti raccontano le storie della propria terra e una storia che ti raccontano tutti è quella del loro pane: antico, ruvido, pieno di bozzi come la terra che lo ha generato. Hanno fatto un consorzio e dicono che il Pane di Altamura (a 30km di distanza) famoso nel mondo è in realtà il Pane di Matera. Non c’è ovviamente nessuna prova su chi lo abbia preparato prima, ma se guardate il pane e pensate alla città non avrete alcun dubbio che è il pane di Matera e di nessun altro.

Grazie  a Matera, quindi, che ha condiviso con noi il suo pane, la sua gente, la sua pietra.

“Benvenuto in Ferpi”

04-04-2009

Me lo ha detto ieri mattina (dopo quasi un anno che mi ripromettevo e cercavo di associarmi)  Roberto Antonucci al termine dell’incontro di benvenuto e ammissione dei nuovi soci.  Ferpi, la storica associazione dei relatori pubblici presieduta da Gianluca Comin, si è molto orientata al web in questo ultimo anno, rinnovando il sito e lanciando Ferpinet e facendo dei social media il tema centrale dell’ultimo magazine di cui ero ospite, prima ancora di associarmi.

Ecco il link per leggere la mia intervista.

Ecco il link per scaricare il Magazine Ferpi n. 56 marzo 2009.

Su questo numero: Nicola Mattina (One company, many voices) Italo Vignoli (Le relazioni pubbliche nell’era dei social media), Enrico Grazzini (La nuova sfida è preoccuparsi), Simona e Pietro Battistella (La presenza in rete di un’organizzazione è sempre più diffusa, è questa una delle sfide più difficili), Marco Massarotto (Internet Pr: cambiano strumenti e linguaggi), Michele Ficara Manganelli (Le organizzazioni devono imparare a conversare con i pubblici), Vincenzo Cosenza (Blog, forum, social media: l’opinione si forma online), Diego Biasi (La verà novità: le persone al centro).

Meet the boing boing guru

18-02-2009

Riparte nel 2009 la serie di incontri organizzati da Maria Grazia Mattei e che portano a Milano (e in Italia) cultura di internet di alto livello. Anzi direi che sono gli appuntamenti più importanti al riguardo. Dovrebbero essere finanziati da un paio di ministeri, come minimo.

Dopo lo straordinario incontro di dicembre con Joi Ito (ne ho scritto qui) gennaio ci propone l’appuntamento con Cory Doctorow, il fondatore di Boing Boing.

Credo sarà molto interessante ascoltare, dalla voce del protagonista, l’ascesa editoriale di Boing Boing nell’ultimo decennio. BB si autodefinisce “a directory of wonderful things” e in questi anni di confusione mediatica è riuscito a diventare da “publishing entity” a  ospite fisso nella top 5 di technorati dei blog mondiali.

Le info sull’appuntamento con Cory Doctorow.

Dicembre… un mese in cui ho girato molto

22-12-2008

Per lavoro, moltissimo. Ma anche un ritorno a Genova, città ammaliante e rivisitata grazie a una strana forma di baratto moderno: ospiti in un Hotel ricco di fascino in cambio di qualche insegnamento su come usare il web per promuoverlo.

Poi serate e aperitivi milanesi, molti per lavoro, qualcuno con preview sul futuro, altri con gli urban wine.

Tanta street art, prima in un freddo week end in brianza, poi per lavoro, con i più noti street artist italiani a Bologna che dipingevano dal vivo al Motor Show e che ora hanno messo le loro opere all’asta (scade domani).

Una conferenza e cena a seguire dove ho avuto la fortuna di ascoltare da vicino Joi Ito e farne un piccolo racconto dal vivo in modo poco convenzionale, ma condiviso con persone interessate.

Una domenica piovosa passata con 90 appassionati di motori, e ora sono proud member del Punto Racing Club.

Ho migrato il blog su wordpress.com, come dicevo a Wolly, che non viene mai ringraziato abbastanza per la sua dedizione a WP, è più comodo. L’hosted version serve solo se hai particolare esigenze di design.

Ho ricevuto la mia scatola di un gioco di società ironico e carino, la versione “blog” del monopoli, in cui i due creatori, Marco e Juliette mi hanno incluso in due carte imprevisti manco a dirlo legate al cibo e al tennis: http://www.blogstargame.com/

Poi lavoro, lavoro, lavoro. Dicembre è il mese in cui si va a caccia di budget avanzati dall’anno in corso e di quelli nuovi. Poi arriva Natale, ormai è qui e tutto si ferma. [continua...]

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