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Non chef.

leshalles

Ecco il ristorante dove lavora lo chef Anthony Bourdain, autore di Kitchen Confidential: un ritratto impietoso e divertentissimo di una cucina di un ristorante. (Edizioni Feltrinelli Travel).

Ho letto il libro prima di partire e ho pensato di fare una scappata al suo ristorante, ma Anthony e’ in tournee per il mondo per uno spettacolo televisivo.

bourdain

VIP-eca

keitel

La giornata inizia da Tribeca (TRiangle BElow CAnal street, dove abita la gente cool), esco dalla metro e mi dirigo verso il Tribeca Film Festival Building. Attraverso la strada e chiedo indicazioni a un passante…che ha una faccia nota…osteria!…e’ Harvey Keitel. Mi verrebbe voglia di chiedergli una foto assieme, ma mi sembra una “turistata”. Harvey e’ molto gentile, mi indica la strada. Ringrazio, saluto, attraverso la strada tirando fuori di soppiatto la mia macchina digitale e…TIE’…Harvey Keitel sul mio blog ci finisci pure te.

bubby

Proseguo per greenwhich street passando da Bubby, sede domenicale del brunch di tutta la gente cool di Tribeca. Fuori c’e’ una fila che nemmeno Nobu meriterebbe, cosi’ lascio i cool in coda e me ne vado a mangiare le eggs benedict da un’altra parte.

Strawberry Fields

strawberryfields

Strawberry Fields merita un capitolo a parte. E’ un posto magico. E’ un angolo di parco convertito a memoriale in onore di John Lennon, proprio di fronte al Dakota Palace, dove viveva con Yoko Ono che finanzia il memoriale.

E’ il punto più affollato di Central Park e paradossalmente anche il piu’ tranquillo. Un fiume ininterrotto di gente transita per la piazzola con al centro una bellissima incisione con una sola parola: IMAGINE.

imagine

Un posto nato dall’immaginazione dove la pace, l’armonia e l’emozione sono molto reali. La processione non ha niente di funebre, anzi, a tutti spunta un sorriso che li accompagna sino all’uscita. Proprio a fianco dell’incisione qualcuno ha disegnato un enorme simbolo della pace fatto di petali.

peace

Prendo il mio Ipod per ascoltare una canzone di John Lennon mentre sono li’ e finisco per restarci un’ora e ascoltarle tutte. Alcuni ci passano, altri ci passano il pomeriggio, altri ancora si siedono sulle panchine con tanto di targhetta in memoria, ce n’e’ anche una di italiani.

panchina