Archivio mensile:aprile 2009

Un embed vale più di mille parole.

Ecco una cronaca di un mandato politico umana, diretta, globale, smart, virale (sigh) e soprsttutto gratis. Il presidente Obama pubblica su flickr le foto delle sue giornate alla Casa Bianca. Niente foto patinate, commenti dei lettori aperti. Ha ragione Christian Salmon: Obama  il presidente dello story untelling. Il deformalizzatore, il decostruttore di retorica.

Il nuovo “racconto” presidenziale non è più hollywodiano, ma internettiano o, almeno, anche internettiano. Eccolo:

http://www.flickr.com/photos/whitehouse/show/

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[powered by Unilever] “I nostri brand non sono più nostri”. I 5 nuovi comandamenti del marketing.

Simon Clift è il Chief Marketing Officer (CMO) di Unilever, uno dei giganti mondiali dei brand Food, HomePersonal Care.

Advertising Age è da un bel po’ di decenni la “bibbia” del mondo della comunicazione.

Il CMO di uno dei più grandi spender di pubblicità dichiara sulla bibbia dell’Advertising: “Brands aren’t simply brands anymore. They are the center of a maelstrom of social and political dialogue made possible by digital media”.

Il mantra recitato da Clift sembra quello che da qualche anno i marketing Blogger predicano incessantemente. Continua a leggere

[UDC->UGC] Chi scrive i cartelloni elettorali nel 2009? The people. – – – Updated

Il fatto.

Un blogger tecnologicamente dotato come Paul The Wine Guy (il nick è una citazione di Friends), realizza uno script per “riscrivere” i cartelloni elettorali di Pierferdinando Casini. Il sistema é semplice, basta immettere tre parole che inizino per U-D-C e il gioco pubblicitario scende dalle affissioni e sale sulla giostra del web. Il “diritto” a giocare con le iniziali del partito U-D-C non è più solo dei copywriter dell’agenzia dell’UDC, ma adesso è di tutti. Grazie a Paul The Wine Guy, ma soprattutto grazie alla Rete…

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Il filosofo, il computer e la scrittura…

Maurizio Ferraris ci racconta come l’avanzare della tecnologia porti a un prepotente ritorno della scrittura, anziché al suo declino. Sembrerà una banalità, ma il filosofo torinese conduce una presentazione brillante e con risvolti inediti: in particolare il concetto che “nulla di sociale esiste fuori del testo”, concetto cruciale per chi si occupa di Social Media.

Affascinante anche l’excursus sull’impatto della tecnologia (e del telefonino) nelle relazioni sociali. Credo Ferraris abbia saputo cogliere una sintesi che sa parlare ai tecnologi, agli umanisti, ai massmediologi, ai filosofi: insomma agli uomini.

Nel finale Ferraris analizza il ruolo della parola scritta nella globalizzazione: un’esplosione di documentalità, per dirla con Ferraris. Su una cosa sola non sono molto d’accordo: nel nostro ufficio c’è davvero pochissima carta! 🙂

Vi consiglio di dedicare 7 minuti ad ascoltare la presentazione del professor Ferraris.


 

[via Venice Sessions]

[Pubblicità Italia] – Coinvolgere per raggiungere…

Piero Babudro (il giornalista che mi ha intervistato qualche giorno fa) è stato molto gentile e ha inserito la mia intervista  sul quotidiano spedito via pdf di oggi. In teoria era programmata per il numero cartaceo di Pubblicità Italia, ma all’ultimo sono stato “sostituito” con non si sa bene chi e perché…  Meglio così, almeno riesco a linkarla e farla leggere sul web a chi interessa. Se fosse uscita sul cartaceo mi toccava faxarvela 🙂

Il PDF, comunque, lo trovate qui.

“Benvenuto in Ferpi”

Me lo ha detto ieri mattina (dopo quasi un anno che mi ripromettevo e cercavo di associarmi)  Roberto Antonucci al termine dell’incontro di benvenuto e ammissione dei nuovi soci.  Ferpi, la storica associazione dei relatori pubblici presieduta da Gianluca Comin, si è molto orientata al web in questo ultimo anno, rinnovando il sito e lanciando Ferpinet e facendo dei social media il tema centrale dell’ultimo magazine di cui ero ospite, prima ancora di associarmi.

Ecco il link per leggere la mia intervista.

Ecco il link per scaricare il Magazine Ferpi n. 56 marzo 2009.

Su questo numero: Nicola Mattina (One company, many voices) Italo Vignoli (Le relazioni pubbliche nell’era dei social media), Enrico Grazzini (La nuova sfida è preoccuparsi), Simona e Pietro Battistella (La presenza in rete di un’organizzazione è sempre più diffusa, è questa una delle sfide più difficili), Marco Massarotto (Internet Pr: cambiano strumenti e linguaggi), Michele Ficara Manganelli (Le organizzazioni devono imparare a conversare con i pubblici), Vincenzo Cosenza (Blog, forum, social media: l’opinione si forma online), Diego Biasi (La verà novità: le persone al centro).

[Il Mondo] Su Internet non serve essere “maghetti”: bastano impegno e passione.

 

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Grazie a Chiara Brusini per avermi inserito in un articolo su Il Mondo in edicola questa settimana che parla delle professioni del web. Oltre a me nell’articolo vengono intervistati clienti e colleghi: Stefano Stravato di FIAT, Mauro Lupi, Nereo Sciutto, Miriam Bertoli, Marco Loguercio, Andrea Andreutti. Professionisti che si occupano di Internet presso grandi aziende, o che hanno aperto nuove strutture e hanno creato posti di lavoro. Forse è questa cosa che ha fatto pensare al titolista che siamo dei maghetti: aver creato dei posti di lavoro in un difficile periodo di crisi.

L’articolo, infatti, si intitola: “Tornano i maghetti del web”.

In realtà posso assicurarvi, come sottolineano anche Mauro e Nereo, che non si tratta di magia, di trucchi o cose simili, ma di duro lavoro quotidiano e passione per quello che facciamo. Ogni tanto io aggiungo anche una sostanza calda e fumante che esce da strani marchingegni rumorosi: caffè.

Nessuna polemica, infatti “Mark Potter” vuole sdrammatizzare: sono sicuro le intenzioni erano le migliori e l’articolo racconta bene come Internet stia aprendo nuovi settori professionali, ma visto che c’è un gran bisogno di evangelizzare e produrre cultura di rete nel paese, l’idea che su Internet occorra essere dei maghetti rischia di non essere molto educativa. 

P.S.: Se qualcuno non lo trova ho il pdf dell’articolo inviatomi dall’ufficio stampa di un cliente, ve lo mando via mail.

P.P.S.: Il font di Harry Potter lo trovate qui.

P.P.P.S.: I credits della mia foto usata nell’articolo sono su SketchIn