Archivio mensile:gennaio 2008

Prima del book, l’ebook: Buzz/WOM/Viral

Gli ebook sono un formato comodo per parlare di un argomento in modo leggero e veloce, ma non superficiale. In questo ho cercato di riassumere le cose più significative che sono state fatte e dette riguardo Buzz Marketing, Word of Mouth, Viral Marketing. Critiche, suggerimenti e idee sono le benvenute.

 

Scarica il pdf: qui.

Si può vedere (anche in full screen) su SlideShare: qui.

La pagina dedicata agli ebook: qui.

La WOMMA (Word of Mouth marketing Association): qui.

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Dalle Conversation PR alla Conversation economy

Non lo dico io, ma John Battelle (tra le altre cose uno dei fondatori di Wired) in un interessante post in cui si interroga sul modello economico della comunicazione sui social media (un argomentino da niente).

Battelle indica due modelli economici rilevanti:

1) Il marketing conversazionale, citando un articolo di AdAge (qui l’articolo in inglese a pagamento, qui per voi il pdf) in cui le conversazioni brand-consumer sono il big scenario e il futuro della comunicazione e non i consumer generated ads considerati comefenomeno di secondo piano rispetto all’Epocal Change (parole di AdAge). In sostanza un modello di marketing orizzontale, relazionale, basato su logiche di rete e di networking andrebbe a costituire, secondo Battelle e AdAge, un modello economico in grado di sostenere e far prosperare i social media come evoluzione di quelli che Battelle chiama Packaged Goods Media (media inscatolati).

2) L’economia conversazionale o Conversation economy. Tracciando uno scenario evolutivo ancora più ampio Battelle descrive il marketing conversazionale come la punta di un iceberg. L’apertura di infiniti canali di comunicazione andrà a influenzare i processi di business delle aziende e i processi di mercato.

Sulla conversation economy, ecco anche BusinessWeek e Nova de Il Sole 24 ore che riporta l’intervista di Alessio Jacona (qui).

E pensare che ogni tanto mi veniva il timore di esagerare con le Internet (Conversation) PR…

[visto su MediaMeter]

Cosa pensa la rete del marketing del 2008?

Gianluca Diegoli tiene un blog delizioso e molto popolare che si chiama MiniMarketing (qui). poco tempo fa ha lanciato una provocazione (tecnicamente si chiama meme) chiedendo cosa faranno il marketing e le PR nel 2008 (qui). Ecco le risposte, sintetiche, come richiesto:

[da MiniMarketing]

Perché le api in copertina?

Ammesso che vi interessi vi racconto come è nata la copertina del libro. Ho passato alcuni mesi molto indeciso su cosa proporre all’editore come immagine di copertina. Inizialmente avevo preparato un placeholder per fare una copertina suggerita da chi fosse interessato. Poi mi ero orientato su una immagine in licenza Wikimedia Commons che descrivel’algoritmo Page-Rank, quello usato da Google.

Avevo trovato questa immagine sulla pagina italiana di WikiPedia che descrive il Page-Rank (Se siete interessati a capire come fiunziona Google vi consiglio di leggere la pagina inglese).

Un giorno vado a trovare Marco Ghezzi per discutere l’indice e lui apre il file relativo al mio libro sul suo computer. Il reparto grafico di Apogeo aveva studiato una copertina, probabilmente per preparare la scheda del libro da far girare nelle librerie. Tant’è vero che riportava un sottotitolo inesatto.

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Mi è piaciuta subito. Cromaticamente la trovo molto forte: contrastata, ma calda. Sulle api abbiamo fatto un ragionamento interessante.

Ci sono due cose, sulla metafora delle api, che all’inizio non mi entusiasmavano:

– non è la metafora più originale sull’argomento

– richiamano alla mente l’uso dell’ape per i buzz agent o buzz angels.

Ma ragionandoci sopra abbiamo realizzato che l’ape come simbolo del Buzz Marketing non fa onore a questi meravigliosi insetti e nemmeno al loro uso metaforico.

Chi usa l’ape come sinonimo di Buzz, infatti, ci dà una visione al tempo stesso limitata e deviante del ruolo che le api hanno. Le api-buzzer sono un binomio che comunica solo una piccola parte (e la più fastidiosa) delle api: quella di insetti che ti ronzano attorno.

Le api invece sono operaie, costruiscono, collaborano, raccolgono il meglio di quello che c’è (polline) e lo seminano. Creano reti sociali (gli alveari) che producono un frutto dorato di valore: il miele.

A quel punto eravamo conquistati. Andiamo con le api, ci siamo detti io e Marco: si meritano di essere rivalutate perché sono sane, costruttive e sociali, proprio come Internet.

Sul marketing virale (articolo + libro + intervista)

Mi hanno segnalato un articolo su D di Repubblica. Prima attraverso un sms, poi l’ho ritrovato su un post di fluido (qui). I pdf dei numeri usciti di D di Repubblica li trovate qui, ma non sono molto comodi da consultare.

Vi risparmio la fatica: potete trovare l’articolo qui, mentre il libro di Gianluca Arnesano è qui.

I due punti chiave, secondo me, sono:

capacità del Word of Mouth di influenzare gli acquisti:

I tre quarti della popolazione, però, non crede più alle persuasioni pubblicitarie classiche. Molto probabilmente, quindi, hanno riposto maggiore fiducia altrove. Forse in chi, non guidato da logiche pubblicitarie, sviluppa particolari competenze, utilizza prodotti e diventa con il tempo una fonte attendibile, una sorta di torre di controllo in grado di orientare le scelte di chi acquista.

– necessità di formare nuove professionalità:

La sfida è, e sarà sempre di più, interpretare il cambiamento e proporre una didattica che renda gli studenti preparati, attraverso una sana miscela di nozioni teoriche e di apprendimento rivolti al mondo dell’impresa, dell’editoria, del giornalismo e perché no, dell’arte”.

A questo punto vi linko anche una mia intervista sullo stesso argomento che ho recentemente rilasciato a Benedetta Baserga di RadioCittàFujiko (qui).

AUS Open: il primo quarto di Slam va a Novak Djokovic

 Novak Djokovic si aggiudica il primo appuntamento stagionale del Grande Slam, gli Open d’Australia 2008 battendo in finale il Francese Tsonga per 4-6, 6-4. 6-3, 7-6 (tie break 7-2)

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Non mi piace dire l’avevo detto, ma l’avevo detto 🙂 Quest’estate, dal Messico, seguivo i Masters del Canada e dopo aver visto il serbo Novak Djokovic battere in 3 giorni di fila i primi tre giocatori al mondo e guadagnarsi lui il terzo posto nel ranking ATP ero rimasto davvero impressionato. (Vedi i post qui e qui)

Djokovic e Tsonga sono giunti in finale battendo rispettivamente Federer e Nadal. I punti del torneo australiano avvicinano ulteriormente Djokovic a Nadal e al posto di numero 2 al mondo e aprono una stagione tennistica in cui il duopolio Federer Nadal sembra possa venir messo in discussione.

Il sito degli Australian Open

Il sito ufficiale di Novak Djokovic