Archivio mensile:maggio 2009

[giro in bici] Milano – Trezzano sul Naviglio – Zibido – Rozzano – Milano

Google Map del giro (35 km)

Il primo pezzo da Porta Romana a Porta Genova è il più faticoso e pericoloso per la vergonognosa e totale assenza di pista ciclabile, e a causa dei sampietrini e dei binari del tram dismessi.

Una volta imboccata la ciclabile di Alzaia Naviglio Grande, invece, giunge la serenità. Lungo il Naviglio Grande si pedala in tranquillità ammirando circoli di canottaggio, resti di architettura industriale e borghi e paesini pittoreschi.

Arrivati a Trezzano si scavalca il ponte, passando sulla statale. Proseguite per circa un chilometro oltre il paese in direzione Gaggiano, prima di entrare a Gaggiano immettetevi a sinistra su una ciclabile/carrabile che nel giro di un paio di minuti vi fa immergere nella natura: il percorso si chiama “Camminando sull’Acqua” (che incredibilmente non ha una presenza Internet per promuoverlo, ma solo una pagina di capitolato del comune di Buccinasco) ed è una pista ciclabile di alcuni chilometri che passa per molte cascine e il magnifico lago di Boscaccio e la adiacente Cascina Boscaccio (ottima se dovete sposarvi 🙂 ).

Superata la cascina si prosegue per altri 7/8 chilometri in mezzo a risaie e canneti fino a Zibido. I gentili abitanti del paese vi segnaleranno a quali incroci girare per ritrovare la pista ciclabile molto mal segnalata in questa zona. Ancora 2/3 chilometri, due rotonde e un ponte da fare con attenzione alle auto a alta velocità e si arriva all’altro naviglio: il Naviglio Pavese. Da qui una ciclo/carrabile tranquilla e agevolissima vi riporta a Milano in poco più di mezz’ora.

Tempo di percorrenza 2 ore e mezzo a velocità media andante. Il giro è quasi tutto asfaltato, una parte della ciclabile tra i due navigli ha molto ghiaino, sconsigliate le bici da strada. Il tratto tra Trezzano e Zibido controvento è appena impegnativo. Consigliato pic-nic al Boscaccio e rientro nel pomeriggio.

Consulta la mappa del giro su Google Maps

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[giro in bici] Milano-Idroscalo-Aeroporto di Linate-Ortomercato-Milano

Il giro si fa in 3 ore circa con andatura da passeggiata. Si attrarversano due parchi (Forlanini e Idroscalo) ricchi di aree per riposo e rifornimento. Il giro attorno alla pista dell’Aeroporto di Linate è suggestivo, con gli aerei che decollano e atterrano a poche decine di metri. Il rientro in città avviene per il popolare quartiere Ortomercato. 

Consulta la mappa del giro (33 km).

 

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Internet, Innovazione e ritorno alle origini…

Sono molto felice di vedere il Veneto ricorrere così frequentemente nelle mie giornate e progetti lavorativi e farlo sempre in chiave di innovazione e prestigio. Dopo le varie tappe veneziane, ora tocca a Padova. Durate le giornate del Forum della Ricerca e dell’Innovazione ci sarò una giornata dedicata a “Il futuro di Internet e dei media”.

Alle 14:15 presso Palazzo del Bo parleremo di Comunicazione e Web 2.0 assieme a clienti e amici: Stefano Stravato, Digital Marketing Manager di Fiat Automobiles S.p.A., Pepe Moder, Head of Digital di Barilla e Francesca Casadei aka La Fra.

Leggi il programma.

Vieni al Bo.

Ne parla anche Pepe.

Gestire i Social Media sta diventando un problema?

Debora Serracchiani posta su flickr la sua sidebar di facebook. Thanks for sharing, Debora: ti uso come cavia, a questo punto. Nell’immagine vediamo molti dati significativi, uno in particolare: 2.358 richieste di amicizia inevase. Ora le alternative possono essere:

– Debora Serracchiani trascura facebook e le tantissime richieste si sono accumulate nel tempo.

– Debora Serracchiani NON trascura facebook, ma ha oggettivamente difficoltà a tenere il ritmo con la sua popolarità crescente.

In entrambi i casi in questo momento facebook sta rappresentando più un problema che un’opportunità per la giovane politica. Quanti elettori mancati si annidano tra i 2.358 amici non accettati? Quali occasioni di incontro andate perse si nascondono in quei 248 inviti ad eventi senza risposta? E la presenza di Debora e la sua partecipazione in quei 1.257 gruppi a cui non si è ancora iscritta quanto avrebbe potuto aiutarla politicamente? Se a ciò aggiungiamo che un giovane politico oggi non può trascurare altri stumenti quali, per citarne solo alcuni, YouTube, Flickr e diciamo un blog il risultato è che un politico, anche solo emergente e con un seguito limitato, rischia di non farcela a gestire la sua immagine in prima persona. Ma il senso del web dei social network non era proprio questo: il dialogo diretto? E quindi?

 Far rispondere un segretario non si può, sarebbe (giustamente) un piccolo scandalo. Anche se certe funzioni in realtà un Personal Assistant potrebbe assolverle. Si aprono quindi due scenari.

Fino a dove un politico sui social media può “farsi sostituire”?

I Social Network possono paradossalmente tornare a diventare strumenti di comunicazione di massa (one to many)?

 

Social Media Marketing / Web Vs. Facebook: due modelli a confronto.

Internet e facebook: due tipi di “griglia” molto diversi. Il World Wide Web è per definizione una griglia aperta in cui tutto è condivisibile, riprendibile, cercabile. I Social Network e facebook in particolare, invece, sono griglie chiuse o semichiuse. In cambio di una profilazione molto penetrante e grandi accelerazioni di contatto, posso però vedere solo i contenuti di persone che hanno accettato di essere miei amici o contatti, posso cercare solo tra questi profili e spesso in modo limitato.

Questo diventa un bel problema quando un Social Network arriva a 8/9 milioni di utenti, ma si hanno solo poche migliaia di amici. Diventa un bel problema per chi deve innescare azioni di P.R. o solo predisporre rassegne o monitoraggio della online reputation di un brand.

Alla domanda (oggigiorno frequente) “Cosa si dice del mio prodotto su facebook?“, l’unica vera risposta onesta è: Non è dato saperlo. E’ possibile sapere cosa dicono di un prodotto i propri amici o amici di amici, ma in modo molto ridotto.

Gli strumenti di monitoraggio della reputazione, interni a facebook, infatti  sono:

– la search, che appunto non mostra i contenuti di chi non ci è amico e dà in ogni caso una ricerca non sui contenuti, ma sui profili/pagine (cioè il risultato non è il contenuto ma la pagina/profilo relativa alla search effettuata.)

Lexicon, che però evidenzia solo gli argomenti più discussi e non consente di cercarlo per il brand desiderato.

Diversa la natura dei problemi in fase di promozione, per i quali rimando sia alle slide presentate all’Università di Ancona, sia a post successivi. 

Il punto è quindi: come muoversi, sia in termini di ascolto, sia in termini di contatto/diffusione dei contenuti su un sistema a griglia chiusa, dove se un utente parla di me non lo vengo a sapere?

My 2 cents: strutturare profondamente e intensificare sempre più la propria presenza, il proprio network e contare sul modello “sociale”, per cui buoni contenuti attirano sempre più utenti e loro stessi fungeranno da vostre “antenne”.

Cliccate sull’immagine per ingrandirla.

 

LINKS

L’evento di oggi, 11 maggio a Ruling Companies

Scarica il dossier di Lele Dainesi: Social-Networking

Segui l’evento live sulla pagina facebook di The Ruling Companies

Social Media Marketing all’Università di Ancona.

Oggi alle 17:00 interverrò all’incontro organizzato da Club TI Marche ad Ancona dal titolo: “Creare conversazioni dentro e fuori l’azienda”. E’ una tavola rotonda dalla durata limitata così ho preparato un intervento sintetico che mette in luce i punti di difficoltà, ma spesso anche opportunità, che le aziende incontrano quando devono affrontare un’attività di marketing sui Social Media. La presentazione si intitola:

Social Media Marketing 5 problemi/opportunità.

Il Pane di Matera

 

(Matera, un’organizzatrice del MateraCamp ci regala il Pane di Matera)

I “raduni”, di qualunque natura, sono vecchi come l’uomo. Il desiderio di incontrarsi e scambiarsi esperienze, conoscenza esiste da sempre e l’uomo appena può organizza incontri con persone che condividono le stesse opinioni, gli stessi interessi, le stesse passioni. Internet nei suoi pochi anni di vita è diventato uno straordinario strumento di aggregazione, di organizzazione di incontri che nascono da affinità e frequentazioni online. La formula di rito di questi incontri si chiama BarCamp, termine di estrazione hacker e legittimato dall’editore americano Tim O’Reilly. Ogni anno in Italia si tengono decine di BarCamp, organizzati secondo regole scritte e non scritte, codificati in una WIKI. Uno particolare è quello dove sono appena stato e della cui genuinità voglio anch’io testimoniare qui: il MateraCamp.

Mi sono aggiunto a questo viaggio praticamente all’ultimo saltando su un aereo e dirigendomi verso uno dei posti meno raggiungibili d’Italia. Per andare da Bari a Matera (60Km) per un motivo o per l’altro ci vuole il triplo che da Milano a Bari (881km). Ma il viaggio vale la pena. Quando arrivate a Matera subito dopo il tramonto e la città vi apre le sue porte, vi rendete conto di essere in luogo speciale, assurdo anche. Materaviglia

(Matera, I Sassi, vista notturna)

Matera, la abbiamo chiamata affettuosamente Cratera, è una città dentro un buco profondo qualche centinaio di metri in cui vivono 50.000 persone. E’ lunare, surreale e al tempo stesso concretissima come il suo tufo, che ricorda il suo pane, o forse viceversa. Nei secoli gli uomini hanno scavato gallerie come talpe, 3 piani sotto il sottosuolo scavati con un angolo tale che arriva comunque la luce del sole. A Matera i morti stanno sopra i vivi. Vivi che scavano da sempre cunicoli per ripararsi dal freddo o dai nemici, per conservare il cibo e fuggire il caldo.

(Matera, I Sassi)

Matera città porosa, che assorbe e racconta, proprio come il suo pane. I Materani ti raccontano le storie della propria terra e una storia che ti raccontano tutti è quella del loro pane: antico, ruvido, pieno di bozzi come la terra che lo ha generato. Hanno fatto un consorzio e dicono che il Pane di Altamura (a 30km di distanza) famoso nel mondo è in realtà il Pane di Matera. Non c’è ovviamente nessuna prova su chi lo abbia preparato prima, ma se guardate il pane e pensate alla città non avrete alcun dubbio che è il pane di Matera e di nessun altro.

Grazie  a Matera, quindi, che ha condiviso con noi il suo pane, la sua gente, la sua pietra.