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Arriva Mobike a Milano. Eccolo testato sul casa-ufficio (5km).

Da qualche giorno sono a disposizione a Milano le prime bici di Mobike, il bike sharing cinese in free floating. L’ho usato sul mio abituale tragitto casa-ufficio, ecco un video con le impressioni.

In sintesi:

Pro -> Prendi e lasci le bici dove vuoi / ottima App / leggere e maneggevoli / poca manutenzione.

Contro -> lente / piccole / rigide / niente cambio/ costano dal primo minuto.

 

 

Mobike per AndroidMobike per iOs

 

Per “par condicio” nei giorni successivi ho testato, sullo stesso identico percorso il BikeMi elettrico, che di solito uso ogni giorno. È un servizio ottimo, che invita i soggetti più deboli a usare le bici, chi ha carichi pensati o chi non vuole sudare nei mesi caldi. Ma ha anche dei problemi logistici, essendo la frequenza di bici scariche, che costringono a odiosi cambi e attese, altissima. Parola di un abbonato con due tessere che lo usa tutti i giorni. Qui una disavventura (4 cambi di bici necessari per 3 bici scariche consecutive) che capita 1 volta ogni 3 o 4 giornate. Troppo.

 

Insomma. Ottime iniziative, fatte così così. Si può intervenire e renderle più usabili e efficienti. L’uso della bici per andare al lavoro è stato calcolato riduca la mortalità e le malattie abbassando i costi della sanità pubblica. E lascia le città più pulite e vivibili, a patto, ovviamente di avere una classe dirigente (locale e nazionale) che crea le infrastrutture e servizi accessibili, non che pensa alle bici solo per le campagne elettorali. Attendiamo fiduciosi.

 

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Trump Vs. Clinton: e se scende in campo Wikileaks? Benvenuti nel mondo del “sesto potere”.

Wikileaks_DNCLeaks

La “mano” di Wikileaks scoperchia le email del partito democratico, il cui simbolo è l’asino e le rivela al mondo intero.

Che ormai il marketing digitale sia entrato in pieno nella politica ce lo ripetiamo da alcuni anni. Che il fenomeno sia giunto a maturità è ancora da vedere. Continua a leggere

Buon vento a Roberto e a chi resta.

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Parole lette in ricordo di Roberto Venturini, Cimitero di Lambrate, 29 marzo 2016.

Ringrazio Stefania per avermi chiesto oggi di intervenire in memoria dell’amico Roberto. Lo faccio con molto piacere perché Roberto era un caro collega e un caro amico con cui ci siamo frequentati molto spesso: è stata una delle prime persone con cui ho parlato e mi sono confrontato 10 anni fa quando iniziammo l’avventura di Hagakure e Roberto ebbe consigli preziosi. Penso anche di essere stato l’ultima persona a parlargli perché ho chattato su Facebook con lui la sera della sua morte alle 20:30, da quel che ho capito pochi minuti prima che venisse a mancare.

Colgo lo spunto che mi ha dato Stefania nel pensare questo ricordo di chi era Roberto come amico, come uomo, come comunicatore non tanto per noi, che lo conosciamo, quanto per i suoi figli Eugenia e Raffaele. Infatti immagino che come tra noi ci sia chi ha frequentato molto Roberto, ma ha conosciuto poco la sua famiglia, cosi voi probabilmente non avete avuto modo di conoscere del tutto la dimensione pubblica e professionale di vostro padre, marito, figlio. Continua a leggere

Le radici culturali di Snapchat e le prospettive per i brand.

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Vignetta del New Yorker

Come sempre è difficile stabilire quando un “servizio” (un social network o una App) stia entrando nella majority phase della sua adoption. In queste fasi le Start Up sono ancora fragili e ci sono troppe variabili per i round di Venture Capital per cui tendono a non rilasciare cifre ufficiali, se non molto generiche e sporadiche.

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