Visitare New York
Stanotte ho scritto un’email a mio padre, cercando di trasmettergli quello che si dovrebbe fare a NY. Lui non c’è mai stato, io molte volte. Alla fine ero così soddisfatto di queste indicazioni (casuali, incomplete, ma con un loro briciolo di verità) che mi son detto: perchè non condividerle. Eccole.
A NY andate a vedere il Bloomberg building, pigliatevi un caffè da Strarbucks al mattino, mangiate un Donut da Donkin Donuts e non perdetevi un hot dog con succo di papaya da uno dei tanti Papaya King. Compratemi una maglietta di Papaya King, mi sono scordato di farlo (costa 10 USD). Provate il Pastrami nella Glatt Deli (gastronomia ebraica) sulla 46esima tra la settima e l’ottava avenue.
Midtown (dalla 38 alla 59) è la new york piu commerciale, vi consiglio Lower Manhattan, Lower East Side, il Village e l’East Village. Non c’è niente da vedere, sedetevi nei bar, mangiatevi qualcosa, fate finta di essere new yorchesi per un giorno o due, girate senza guide (non servono a nulla), macchine fotografiche, uscite come se foste a casa. Dopo due ore nessuno vi considererà un turista e comincerete a capire NYC.
Non prendete la metropolitana, ma camminate. Io in media a NY mi faccio 120 blocks (isolati) al giorno. Sono tanti. Se ne fate 70 siete bravi. Uscite di casa solo in scarpe da ginnastica, sennò, garantito, i piedi vi faranno male alle 14:30. Se non le avete compratele, anche solo per 4 giorni. Con 40/50 dollari compri un paio di Sneakers (si chiamano così) alla moda. Se lo fate mi ringrazierete. Paragon Sport, a Union Square (14 st/5th Avenue) è il miglior negozio di articoli sportivi al mondo. Union Square è il cuore della New York dei New Yorchesi.
Liberty Helicopters parte dai Chelsea Piers, Pier 64 se non ricordo male, due secondi su Internet e lo trovi. Voli un’ora sopra Manhattan su un Eurocopter, merita. Wall street è un posto senza senso. Tribeca va bene per viverci, non per visitarla. Ground Zero è un cantiere insignificante. Propaganda.
Passate un giorno intero a Central Park. Non vi annoierete. Dentro il parco, all’altezza della 70esima (lato est) c’è Strawberry Fields, un posto della fantasia. Si trova di fronte al Dakota Building, ex residenza di John Lennon. Edificio bellissimo. Strawberry Fields (dalla canzone omonima) è un angolo di parco curato dalla fondazione Yoko Ono, che è diventato un piccolo tempio dedicato a John Lennon. Un luogo dell’immaginazione, della canzone, della poesia. Ottimo per sedersi un’oretta e riposarsi.
Il senso della città è la sua energia. Il resto è fuffa da turisti.


September 7th, 2007 at 6:17 pm
che meraviglia. ci tornerei subito. l’energia che senti a ny non ha paragoni. io ci andavo al mattino, e giravo come uno zombie fino a sera. come mi sono riempito gli occhi in quel periodo (era il 78/79) lo sento ancora oggi. new york, mica cazzi!
September 7th, 2007 at 6:23 pm
Sì mi rendo conto che l’ultima frase è un po’ estrema, rischia di far rientrare il Guggenheim tr la fuffa da turisti…
Il senso era che chi si innamora di NY, di solito, lo fa per le sue vibrazioni. Poi c’è la massa che fa shopping selvaggio e si “comporta” da turista, ecco a NY non ci sono turisti, ci sono solo persone che si comportano come turisti, al di là da dove vengano.
September 11th, 2007 at 2:27 pm
Secondo me anche un pretzel meriterebbe una menzione. Comunque Manhattan è cibo per la testa. Di chiunque.
Per chi volesse approfondire, mi permetto di segnalare:
http://www.nonsolobrasile.com/racconti/newyorkstecamptext.htm
September 13th, 2007 at 10:32 pm
Belli questi suggerimenti.Aggiungo qualche riflessione da turista più frivola:
Mi è piaciuto molto attraversare a piedi il ponte di Brooklyn e poi passeggare a zonzo per quel quartiere così diverso da Manhattan, pur essendo sol a un fiume di distanza.
I quadri del MoMa sono un’emozione.
Arrivare a Times Square nel cuore della notte, scendendo lungo la Broadway …. “the city that never sleeps”.
September 14th, 2007 at 12:01 pm
ne è passato di tempo dalla prima volta a ny ed è entusiasmante cogliere ogni volta le mille cose che vedi e ci comunichi, grazie e raccontami un pò di più quando vuoi! ciao mm
November 10th, 2007 at 1:17 am
Per me non è mattina senza mangiare un Donut da Donkin Donuts.
Comunque io non tralascerei il ponte di brooklyn all’ora del tramonto. Da stare attenti a non farsi investire dai newyorkesi in bicicletta