Sempre sulla Broadway, c’e’ questo gigantesco negozio di maschere e costumi, prende un intero isolato.
Ecco l’altro ingresso sulla Quarta Avenue.
Si chiama Alphabet City, perche’ in questo angolo di Manhattan, in cui termina l’East Village, le strade hanno tutte delle lettere per nome (Avenue A, B, C, D). Una volta queste lettere, nel gergo comune, stavano per “Aggressione, Brutalita’, Crimine, Droga”. Oggi e’ una zona tra l’hippy e il trendy, piena zeppa di localini, ristorantini, negozietti. Un Quartier Latin d’oltreoceano.
Jose’ e sua moglie Cricket son partiti innamorati.
Questo tizio e’ un iraniano partito per Londra all’inizio della rivoluzione islamica, e anche un po’ partito di suo, con moglie appariscente al seguito.
Santo e’ partito con i suoi giri di “Shots” (lo Shot e’ un bicchierino di liquore da bere in un sorso).
Sergio e’ partito per una vacanza in Messico ed e’ tornato con Rosalba, una chica che deve ancora imparare l’inglese. Sergio ha una macelleria a Los Angeles e parla un misto di italiano e spagnolo incomprensibile anche per me.
Il padre di Sergio e’ partito dall’Italia durante la guerra e ha trovato un lavoro negli stati uniti. Poi e’ partito militare, rientrato in Italia per il servizio di leva a Vittorio Veneto incontra la madre di Sergio, la sposa e tornano tutti in California.
La mamma di Sergio parla ancora il dialetto veneto e basta ed e’ molto seccata dal fatto che suo figlio parli poco italiano e stia addirittura facendo piu’ progressi con lo spagnolo, ora che sta per sposare Rosalba.
In generale son tutti un po’ fuori, sara’ la giornata lunga (il matrimonio e’ iniziato alle 5 del pomeriggio e sono quasi le 5 del mattino). La festa prosegue nell’ufficio di uno degli amici di Jose’.
Un tizio (chissa’ cosa ha preso) mi rivolge le seguenti domande sette volte di fila, una dopo l’altra:
“So, where are you from? (Italy)
Ahhhh, Italy and what’s your job? (Advertising)
Mmm, and you are visiting here? (Yes)
Ohhh great, and what’s your job? (Ehm…advertising)
Ahhh advertising! And where are you from? (Uh…Italy)
Ohh Italy, and you are visiting here? (Sure!)
Where are you from?…”
E siamo solo alla seconda, mi ha fatto tutte e tre le domande per SETTE, GIURO, SETTE volte di fila in tre minuti, senza interruzione. Non l’ho fotografato perche’ era gia’ abbastanza flashato.
La cosa buffa e’ che una delle amiche di Jose’ fa l’art director alla Saatchy di NY. Io le dico che fino a due settimane fa facevo il copywriter. Lei mi chiede dove. Io le rispondo e lei mi fa: “Ah, are you are merging with FCB also in Italy?”. Io le rispondo che non so.
Il gioco di oggi si chiama stalking (pedinamento). Uscite per strada, scegliete una persona (chesso’ qualcuno che vi sembri interessante) e iniziate a seguirlo, vedendo dove vi porta. Ho cominciato con questa signora che ho seguito per dieci quindici block. Bisogna fare attenzione che la vittima non si accorga che la state seguendo, altrimenti avete perso. Bisogna affrettarsi agli attraversamenti pedonali, ma alla fine e’ molto rilassante, non dovete piu’ preoccuparvi di dove state andando: state seguendo qualcuno! E di sicuro vi portera’ in qualche posto interessante, basta un po’ di fiducia. La signora in questione, infatti, mi guida dalla trentaduesima sino alla Grand Central Station (non c’ero mai stato). Una volta che lei e’ entrata nella stazione continuo a pedinarla da fuori finche’ mi ritrovo in una hall dove c’e’ l’ingresso al Campbell’s Apartment, uno dei bar piu’ esclusivi di Manhattan, proprio dentro la stazione. Visto? Funziona!
Il Campbell’s Apartment e’ un enorme stanzone con camino e piano che negli anni ’40 era l’ufficio di un ricco banchiere, ora convertito in un magnifico bar dove servono “Cocktails from another era”, cioe’ i drink degli anni ’20 e del proibizionismo, un posto bellissimo che forse non avrei mai visto se non avessi pedinato la signora.
*=“Scusi, mi sta pedinando? Beh, veramente si’!”
Congedatomi dalle amabili hostess del Campbell’s Apartment e’ ora di scegliere un nuovo soggetto da pedinare. Questo signore col telefono sembra interessante, lo seguo per un po’ di isolati quando entra da Burger King, che noia. Non faccio in tempo a pensare di scegliere un’altra vittima che davanti al naso mi appare una curiosa bancarella che vende queste tovagliette con gli Stati dell’unione e i presidenti degli Stati Uniti. Beh, non e’ stato un viaggio a vuoto nemmeno questo.
Il gioco comincia a entusiasmarmi e inizio a pedinare questa signora con la maglietta rossa. Tra un po’ devo passare da Jose’ a recuperare il vestito di Santo per il matrimonio di domani. Ehi, ma non stara’ mica andando…massi’, la signora va proprio a Tudor city, dove abita Jose’! E mi lascia, prima di entrare in un pub, proprio di fronte alla Ford Foundation, un palazzo assurdo che ha al suo interno (all’interno!) un giardino tropicale, l’altra volta che ero qui mi era sfuggito. I LOVE STALKING!