E se Internet fosse un frullatore?

E se Internet fosse un frullatore, invece che una fotocopiatrice, come dice Massimo Carraro, riprendendo un post di Kevin Kelly (fondatore di Wired)?

Forse la metafora è più adatta. I contenuti vengono rimasticati, rimescolati e rigurgitati, ogni volta un po’ diversi da prima, non fotocopiati. In queste piccole mutazioni sta la forza del network, dal mio punto di vista. Per esempio questo post non è la fotocopia del suo, ma un frullato del suo, di quello di Kelly e di altri pensieri…

Tag: Internet è un frullatore

6 Responses to “E se Internet fosse un frullatore?”

  1. baldo Says:

    Il frullatore mi convince, forse un po’ violenta come immagine: dei contenuti originari rimane ben poco. In internet bene o male rintracci sempre tutto…

  2. max Says:

    sì, anche il frullatore è una belle metafora.

    il superguru però mi promette di “selling the free” attraverso questi qualità irriproducibili: immediatezza, personalizzazione, interpretazione, autenticità, accessibilità, fisicità, reperibilità, patronage (non sono riuscito a tradurlo, sta a significare il fatto che qualcuno sia disposto a riconoscere un valore in denaro al tuo lavoro).

    selling the free… I love supergurus!

  3. Gianluca Says:

    non a caso scrivevo su twitter tempo fa che il copia-incolla è la vera invenzione del secolo :)

  4. Alessandro Stagni's Weblog Says:

    Frullatori e fotocopiatrici…

    In sintesi internet non è ne una fotocopiatrice ne un frullatore, ma un infinito libro dei segni (una sorta di Libro de Arena ) generatore di relazioni semiotiche, in cui un contenuto diventa simbolo di un altro contenuto.

    …In order to send a me…

  5. wolly Says:

    auguroni

  6. Yogasadhaka Says:

    Internet è il brodo primordiale.

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