Lezione di vita

Randy Pausch è un giovane professore della Carnegie Mellow University morto pochi giorni fa a 47 anni per un tumore al pancreas. E’ stato uno dei professori più brillanti e innovativi della prestigiosa università di Pittsburgh che ha sedi in tutto il mondo e cofondatore dell’Entertainment Techonlogy Center nonché del programma di formazione per la progettazione in 3D Alice.

Qui sotto vi incollo la sua ultima lezione: dura 1 ora e 16 minuti, ma è una delle lezioni più affascinanti e interessanti a cui possiate assistere. Dovete ringraziare Internet per questa possibilità di espansione della conoscenza, per cui oggi noi (assieme a altri 6 milioni di persone che l’hanno guardata negli ultimi giorni) possiamo assistere a una lezione universitaria fisicamente così lontana da noi, e dovete sapere l’inglese, come minimo, per cogliere davvero le opportunità di conoscenza che il mondo oggi offre.

La lezione, tenuta qualche mese fa, quando la sua diagnosi è diventata definitiva, si intitola: Come raggiungere i propri sogni d’infanzia e, in realtà, è dedicata ai suoi tre figli.

UPDATE: QUI la trovate coi sottotitoli (grazie Dr Who)

L’omaggio della Carnegie Mellow University a Randy Pausch lo trovate qui.

Il diario degli ultimi mesi di Randy Pausch qui.

[via Massimo Moruzzi]

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3 pensieri su “Lezione di vita

  1. Margherita

    Una lezione di sogno americano mi ha fatto pensare che noi attribuiamo poteri incredibili al web, ma il mezzo ha solo accelerato un comportamento che si manifesta da milleni: il tam tam, il passaparola. E dimostra anche il potere del marketing (perché io questo vedo nel contenuto del discorso, il mito del sogno americano fatto di speranza, possibilità, ottimismo e onestà che gli americani sono riusciti ad esportare a livello globale e questa lezione è una ulteriore conferma).

    Indiscutibile che sia bello e faccia sognare, ma difficile da applicare in realtà molto diverse. Conosciamo il sogno africano, o quello iracheno? E senza andare tanto lontano conosciamo quello italiano? E’ una storia proprio americana che ci commuove come un film.

  2. Marco

    Ciao Margherita, mi sa che hai ragione, gli americani sono semnpre stati degli Story Tellers magistrali e Internet è una loro creatura: nessuna sorpresa che la stiano usando meglio degli altri …

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