Dopo la manicure l’altra mania nazionale sembra essere la lettura della mano, a giudicare dalla quantita’ di negromanti.
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La Williams non e’ molto Serena.
Proprio dietro casa abbiamo la Fashion Week e oggi si sono conclusi gli US Open a Flushing Meadows. Alla sera Serena Williams arriva a un party e viene assalita dai paparazzi. La Wiliams sara’ alta un metro e ottantacinque, due bicipiti da muratore e ha un sederone. Se ti tira una sberla ti stacca la testa: meglio che non legga questo post.
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9/11
L’uomo grattacielo
C’era una volta in Italia
Da Miami volo al La Guardia, a NY, nel Queens. L’atterraggio e’ spettacolare: l’aereo fiancheggia a 500 metri d’altezza tutti i grattacieli di Manhattan. All’arrivo mi viene a prendere Uncle Frank, Zio Franco, e mi porta a Long Island dove vivono i miei parenti.
Sembro il figliol prodigo rientrato da un lungo viaggio. Scattano subito i preparativi per cene, party e “block party”, feste di quartiere. Intanto andiamo a cena da mio cugino Roberto e dopo cena scatta il pokerino. Mi sento un po’ imbarazzato a fine serata, quando sono l’unico a vincere e mi porto a casa cento dollari, ma che diamine, sono loro che hanno chiesto di giocare.
Gli “Iampieri Brothers”, come li chiamo io, sono emigrati in Argentina quarant’anni fa, coi loro genitori e trent’anni fa si sono trasferiti tutti a New York con le mogli argentine. A casa Iampieri si parla un misto di italiano, inglese e spagnolo, tutti abbastanza approssimativi, ma vino, spaghetti and lobster sono parole che capiscono tutti.
Cosi’ tra una magnata, una bevuta, una partita a carte e una conversazione nostalgica sull’Italia passo il week end
Mentre zio Frank prepara l’aragosta zia Rosa mi porta nel backyard e mi da’ la benedizione con l’acqua santa e mi regala un biglietto della lotteria. Martedi’ c’e’ l’estrazione, se vinco pago il volo per tutti e facciamo un block party!
Miami Life
Jacira mi porta a ballare Salsa, a un incontro dei ToastMasters, un gruppo che si ritrova ogni settimana per fare dei discorsi in pubblico per migliorare la propria capacita’ oratoria. Loro non sanno che ormai, grazie a Quelli di Grock, sono un attore consumato e me la cavo bene col mio “self introduction speech”.
Attorno a casa ci sono i segni di Katrina, l’uragano che ha devastato New Orleans e che poco prima e’ passato di qua, sebbene a “Category 1” invece del “Category 4” della Louisiana. Tutti gli alberi sono divelti, anche i piu’ grossi, ed era solo “Category 1”!
Questo e’ Katrina visto dal satellite. In Florida con gli uragani si impara a convivere. Le case hanno schermi protettivi su tutte le finestre: se il vento entra dentro, scoperchia il tetto e li’ e’ davvero finita. Tutti hanno un’assicurazione contro gli uragani e se la tua casa presenta anche un solo punto debole, non te la fanno. Quattro o cinque volte all’anno ci si barrica in casa per un paio di giorni, senza elettricita’, ad aspettare che passi la bufera, appunto. Meglio andarsene prima che ne arrivi un altro, no?
Poi vado a South Beach, la zona piu’ cool di Miami, prendo una multa perche’ parcheggio vicino a un estintore, passeggio lungo Ocean Drive. Il caldo e’ torrido e non e’ che sia poi un gran che, qui siamo fuori stagione, sia per l’umidita’ sia per gli uragani.
Domani vado a NY, gli zii mi aspettano. Purtroppoquasi tutte le foto di Miami sono andate perdute assieme a quello che c’era nel Hard Disk del mio computer. Sto aggiornando il blog da un Apple Store, dove ho portato il mio piccolino a far riparare.
Ci risentiamo da NY, dove dovrei avere piu’ supporto tecnologico e tornare a mettere piu’ foto.
Da Hollywood a Hollywood

A Miami, piu’ precisamente a Hollywwood, tra Miami e Fort Lauderdale, mi ospita Jacira, la proprietaria del sito Salsapower.com,, di cui sono il corrispondente da Milano. Jacira ha avuto una vita avventurosa, fa mille lavori e ha dei letti con dei materassi Nikken ripieni di magneti su cui si dorme come dei ghiri.
Scoobie e’ molto gelosa del nuovo arrivato.
Mentre Frisco e’ un simpaticone.
E Mister e Starfish due coccoloni.
Piu’ che Florida dovrebbero chiamarla Torrida.
Ragazzi, a Miami quando si scende dall’aereo senti uno “SPLASH”. E’ come stare in una vasca d’acqua calda. Anche il mio computer ne risente e sta facendo le bizze, domani sono a NY e vi aggiorno.




















