Telecom-Luca Luciani-“Waterloo”. Piccola analisi al volo.

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Sta esplodendo il passaparola sulla gaffe di un manager Telecom: il caso Luca Luciani Waterloo. Da un paio di giorni mi entra in tutte le mailing list. A un incontro di motivazione il manager di Telecom esorta i suoi dipendenti a non farsi scoraggiare da quello che si dice sull’azienda ma a rimboccarsi le maniche e fare come Napoleone a… Waterloo (clamorosa disfatta di Napoleone), intendendo probabilmente Austerlitz. La ripetitività delle segnalazioni ricevute mi ha incuriosito e ho fatto una piccola analisi al volo. Niente di serio, una mezz’oretta di ricerche in rete. Sarebbe interessante commissionare un lavoro professionale usando strumenti quali BlogMeter.

La prima pagina di google per Luca Luciani è già piena di link a blog, siti e filmati:

QUI LA RICERCA SU GOOGLE PER LUCA LUCIANI

e ci resteranno un bel po’ e attraversol’aggregatore di notizie di google news è anche nella prima pagina per la ricerca telecom:

QUI LA RICERCA SU GOOGLE PER TELECOM

I blog che nelle ultime settimane di Luca Luciani sono 151 e tutti parlano di Waterloo (sarà una nuova tariffa?)

QUI LA RICERCA SUI BLOG PER LUCA LUCIANI

Solo cercando Luca Luciani su Youtube il video si trova 12 volte con un circa 50.000 views (saliranno di molto nei prossimi giorni).

Questi contenuti staranno lì fino a che chi li ha postati deciderà di toglierli (quindi mai). Intanto questa onda di popolarità del video lo ha fatto finire su Repubblica.

http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=18978

Direi un bel colpo per la sua reputazione e quella della sua azienda. Una delle ragioni per cui il video si sta moltiplicando è proprio il fatto che si stato censurato, si pungola la gente a ricaricarlo e a parlarne, come dice questo tizio, tra i tanti:

http://it.youtube.com/watch?v=xFMRubK2AZw

E’ anche un ottimo esempio di come le aziende non possono pensare di star fuori dalle conversazioni online perchè ci finiscono comunque, e spesso nel modo peggiore.

Il sito di Telecom Italia nel frattempo suona una musichetta allegra, mosra lo spot e l’ultima notizia che riporta è del 13 febbraio (un mese e mezzo fa).

Piaccia o non piaccia, non ci sono più pareti, oggi la reputazione di un brand è fatta anche da quello che dicono i suoi manager in giro per il paese e, soprattutto, di quello che dicono le persone.

Era così difficile fare un video oggi dove Luciani si prendeva un po’ in giro, ammetteva di essere emozionato e aver fatto una gaffe? Avrebbe fatto scendere la pressione e aumentato la simpatia.

(tune) One, two, three, four… can I have a little more…

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8 pensieri su “Telecom-Luca Luciani-“Waterloo”. Piccola analisi al volo.

  1. Mario Caporali

    Quello che e’ impressionante, come rilevato da alcuni quotidiani, non e’ tanto l’ignoranza del personaggio (pensando in buona fede si puo’ presumere abbia confuso Waterloo con Austerlitz), quanto la grammatica sbagliata, la sintassi inesistente ed il linguaggio da osteria dello sport.
    Se fossi stato presente alla convention avrei subito dato le dimissioni dall’azienda. Con personaggi del genere le probabilita’ di successo sono infinitesimali.

  2. Giuseppe

    Mi sembra un’ottima sintesi.
    Come detto in altri forum, mi trovo mio malgrado a fare una sorta di difesa d’ufficio del Luciani, non tanto per la più o meno elevata gravità dei suoi strafalcioni storico-sintattici (bravo Mario Caporali a rimarcare quelli grammaticali, in quanto non meno gravi di quello napoleonico), quanto per il fiume leviatanico di indignazione italica, anzi italiota, che ha sollevato.
    Legioni censoree si sono levate, strappandosi le vesti per lo stipendio del tipo, per la sua carica, come se a giudicare un uomo e il suo valore possa bastare un discorso, per quanto goffo e risibile.
    Non conosco Luciani e non ho motivo né per esaltarlo, né per bastonarlo, ma credo che, prima di scagliargli contro le monetine, prima di gettargli addosso il fango virtuale di tanti blog, forse converrebbe valutarne la figura e l’operato in un modo più laico e moderato….
    ma si sa, siamo il paese più abile ad osannare i vincitori quando questi ci guardano in cagnesco (o ci “motivano”) e poi metterli alla gogna quando questi sono in difficoltà.
    Il tuo commento mi sembra misurato e, soprattutto, di tanto diverso dai beceri insulti, nella misura in cui sottolinea l’aspetto della stupidaggine della censura e suggerisce il video “riparatore” che -lo condivido- avrebbe restituito il “manager” ad una dimensione più autorinica e la vicenda (cui il fogliaccio di piazza indipendenza dedica la prima pagina) una dimensione più congrua.

  3. Marco Massarotto

    Certo Giuseppe. Se ho fatto qualche osservazione pubblica è perchè, coinvolgendo una delle più importanti aziende italiane e vista la velocità e profondità di diffusione, rappresenta un caso (sfortunato) di come Internet possa fare letteralmente da “flipper” per certi contenuti, così tra le tanti voci irridenti o indignate non penso la mia arrechi danno, ma magari possa fare un po’ di chiarezza su queste dinamiche.

  4. Marco

    Anch’io ho notato il grande ed eccessivo buzz su questa vicenda. Repubblica ha fatto un bel lavoretto. Dagospia è stata la prima a notare la censura Telecom, un autogol forse voluto… Qualcuno nel cda Telecom, quello (o quella? sarebbe bello fosse una donna quota rosa) che prenderà il posto di Luciani, si fregherà le mani vedendo che i blogger sono tutti pieni di pudore. Il potere non va sbandierato così, poi con quell’accento romano così poco “marketing”, così trash. Vedete cari bloggers, se Luciani fosse stato
    A. Milanese
    B. Donna
    sarebbe stato “cool” quello che diceva in questo video. Sconfessatemi…

  5. Massimo

    Un dubbio, confortato dall’aver ascoltato il dottor Luciani: non gli ho sentito dire che Napoleone abbia vinto a Waterloo ma, semplicemnte, che abbia realizzato il suo capolavoro. Sulla genialità strategica del Piccolo Corso, infatti, soprattutto nella battaglia in questione si potrà anche discutere ma tenendo conto della realtà; una realta che i vari giletti, sposini, toscani fotografo oliviero e compagnia cantante su rai uno in questo momento – probabilmente ignorano. non vorrei citare chissà quali soloni storici mi limiterei a leggere wikipedia… ecche ccè vo’? … ecco cosa trovo:”… Napoleone voleva attaccare le forze alleate alle sette del mattino, bombardandole con l’artiglieria ma, dato che era piovuto a dirotto tutta la notte e il giorno precedente, non riusci a muovere i cannoni prima di mezzogiorno…..” e, infine “…Nonostante Wellington dichiarasse in seguito di aver voluto vincere esattamente in quel modo, gli errori commessi da Napoleone nella giornata furono molti e decisivi, mentre inglesi e prussiani si batterono al meglio. In questo senso la vittoria degli alleati appare come dovuta agli errori di Napoleone, mentre la battaglia non è stata decisa dall’abilità militare ma dalla fortuna: alle 16:03 di quella giornata, cinquemila cavalieri francesi del Maresciallo Ney attaccarono l’artiglieria avversaria e riuscirono ad impadronirsene in pochi minuti, grazie a una carica audace e devastante. Per completare l’operazione, i francesi dovevano soltanto rendere inutilizzabili i pezzi nemici, e uno dei modi per farlo era piantare un chiodo nel focone del cannone, ovvero il foro dove passava la miccia. Ma per un colpo di sfortuna, chiodi e martelli erano rimasti tutti nelle bisacce delle selle dei cavalli abbattuti durante la carica. I cannoni rimasero così intatti e furono riconquistati dagli inglesi appoggiando l’entrata in campo delle forze fresche prussiane. Napoleone è stato quindi sconfitto definitivamente…”
    concludendo, napoleone a waterloo concepì un buon piano.
    il manager esortava alla vittoria o all’impegno ?

  6. Marco Massarotto

    Spunto curioso e interessante Massimo, in realtà l’unico motivo per cui ho dedicato un paio di post all’argomento è la sua rilevanza in termini mediatici, cercando di tirare un po’ le fila di quello che stava succedendo “tecnicamente”. Sul fatto in sè e, maggiormente sulle persone, non amo esprimere giudizi, tantomeno in pubblico.

  7. Paolo

    Le interviste de “Le iene” ai parlamentari italiani svelano identiche voragini di ignoranza spicciola nel loro bagaglio culturale, a dimostrare che ormai nel nostro Paese quasi mai i meritevoli arrivano ai vertici sia dello Stato sia delle aziende, e sia lo Stato Italiano sia molte nostre aziende versano in una crisi ormai profonda e forse insanabile.
    Non è tanto Luca Luciani il problema, ma l’intero sistema Italia, viziato da partitocrazia, familismo e raccomandazioni. Sbaglio??

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