Whyred?

Nelle ultime settimane le due testate italiane che si occupavamo di Internet e innovazione hanno salutato i propri direttori. Riccardo Luna a brevissimo lascerà la direzione di Wired che aveva aperto e Luca De Biase lascerà quella di Nòva che ha condotto per molti anni rappresentando un punto fermo nella costellazione del web.

A modo loro (un modo molto diverso) Wired e Nòva tenevano aperto un dialogo, una conversazione, un dubbio: quello che il futuro potesse essere immaginato da chiunque lo sapesse sognare nel modo giusto e non solo dai cicli finanziari che già governano il presente. Nòva da parecchi anni godeva del rispetto di una nutrita schiera di imprenditori, giornalisti, consulenti, blogger. Wired aveva generato in poco tempo attorno a sè una fervida community. Così in questi giorni per le strade di Milano e per quelle del web serpeggia una sola domanda: Why? Perché?

Ho storpiato il titolo del post in Whyred? proprio per questo. Non per dare una risposta a un quesito (anzi due) che forse di risposte ne hanno troppe, ma per condividere un momento di spaesamento, in cui due forze che spingevano il paese in avanti vengono fermate senza un motivo apparente o dicibile.

Quindi continuiamocelo a chiedere: whyred? Perché dobbiamo rinunciare a Riccardo e Luca? Ma forse non dobbiamo nemmeno rinunciare a loro, ma solo seguirli altrove: sui loro Blog o su Twitter. Forse con la loro uscita dai rispettivi giornali Luca e Riccardo ci stanno, ancora una volta, indicando il futuro: le notizie che ci interessano non è detto che passino sempre per i giornali.

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4 pensieri su “Whyred?

  1. meedabyte

    Direi che le notizie passano sempre meno per i giornali: è nei peers che troviamo la maggiore innovazione e spesso i giornali fanno fatica persino a notarla.

    Luca e Riccardo sono ottimi giornalisti e continueremo a seguirli, ovunque, per le idee che hanno, ma credo che, inevitabilmente ci dovremo aspettare sempre meno informazioni dalle testate, dovremo cercarla sempre di più in noi stessi e nei nostri stessi mezzi.

    Attendo comunque di sapere chi saranno i nuovi direttori! C’è sempre spazio per innovare.

  2. Alberto Bregani

    ritengo il problema sia di wired e di nova (se hanno cognizione del problema…poi sai ..va a capire in ogni separazione dove sta la verità…) – eniuei noi sappiamo dove andare a “leggerlI” e magari ( ..non lo so) avranno scelto per il meglio… aspettiamo anche noi questo “meglio” . Il problema è la spinta culturale e la sollecitazione al pensiero che offriva ciascun binomio ovvero de biase/nova e Luna/Wired… e non so se coloro che seguiranno avranno la capacità di movimentare tante particelle cerebrali come hanno fatto i nostri due… we’ll see…anzi, Will See ..come un mio amico di New York.. ciao ciao 🙂

  3. Roberto Venturiniberto venturini

    Una delle letture possibili è che al lettore “medio” della carta queste elucubrazioni sul senso dei Media digitali e di Internet non fregavano molto, tant’è che pare le testate si orienteranno più sul fronte “gadget review” e simili, più nazional-popolare-fighetto 😉

    A chi, come “noi” è interessato a leggere e capire del senso della Rete etc.. forse la carta non era proprio il media che andava a scegliersi, trovandosi meglio in rete… e anche questa è una forma di Digital Divide… delle teste, non dell’infrastruttura 😉

  4. EnzoC

    Sicuramente li leggeremo altrove, carta o meno non importa. In ogni caso è sicuro che il “giornalista laureato”, quello col Bollino Blu, deve fare i conti con un mestiere che così com’e’ stato non tornerà ad essere mai più. E, forse, i nostri due eroi che escono dal recinto dell’editoria di carta, contemporaneamente, non saranno una prova, ma sono sicuramente un indizio che quel modo sta soffrendo e non poco.

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