Saranno “vertical” i video del futuro?

verticalvideohead

Per il New York Times: “It’s not a crime“, insomma “Si può fare!“. Non occorre pretendere che gli smartphone users (che tengono il telefono verticale) girino la testa, ma possiamo noi girare i video secondo la loro inclinazione.

Una conferma arriva dal Giappone, dove la penetrazione e l’uso always on degli smartphone sono realtà da oltre un decennio e dove da sempre nascono le tecnologie “mobile” e i comportamenti d’uso correlati (i giapponesi sono assidui utilizzatori, pendolari intensivi e anche facilitati nell’uso da corporature e mani più minute), con il primo video musicale in format 100% “vertical video”.

In realtà è 100% mobile, non solo vertical, il video riproduce infatti “Il mondo visto dagli occhi, anzi dagli schermi, di una teenager”: le relazioni, le notizie, l’entertainment, tutto esiste in quanto è dentro il proprio smartphone. La storia narrata in questo video musicale ha dentro di sé una weltanschauung, una visione del mondo , che oggi passa, appunto per i nostri smartphone.

 

 

Tema o problema?

Non è nuovo il tema/problema del vertical video. Prendendo a prestito il linguaggio dei programmatori e il loro “humour potremmo definirla:  una “feature/bug di sistema”* generato dalla massiva e rapida diffusione dei video fatti con lo smartphone, che di default riprendono in formato “portrait” reso popolare dai selfie e dall’essere il più adatto al conferencing o al self-broadcasting. Con il diffondersi delle funzioni di live streaming (Periscope, Facebook Live, Snapchat) sui social network questo fenomeno pare destinato ad aumentare… ma anche le perplessità.

 

Video verticale, crescita verticale.

Secondo la popolarissima ricerca annuale di Mary Meeker, il 2015 Internet Trends Report, i video visti su device con schermo verticale ammontano ormai al 29% del totale.

VerticalVideo_2015-internet-trends-report-24-638

Su Snapchat i video “vertical” sono visti sino a 9 volte di più di quelli “horizontal” e i dati di videochat e conferencing via smartphone sono in crescita… anche loro verticale.

 

 

The (vertical) medium is the message?

Un caso in cui il mezzo plasma il messaggio, con conseguenze di non poco conto: vediamo i principali aspetti di critica che il vertical video riceve:

  • La non idoneità ai formati di web streaming e video on demand (YouTube etc etc)
  • Il presunto conflitto con la “visione orizzontale”dei nostri occhi.
  • non rendono nei “paesaggi” e nelle inquadrature

e molte altre considerazioni che però sembrano più pregiudizi che vere criticità. La verità è che non esiste un formato dominante, nella storia dell’immagine  né tantomeno sul web.

monalisavertical

La Mona Lisa in formato “Portait”, incluso il paesaggio.

Si dice che i video debbano essere orizzontali (come gli schermi dei cinema), ma poi sono arrivati i televisori quadrati. Il web è fatto di quadrati, ma gli smartphone sono rettangolari e verticali ed uno dei gesti più familiari per i navigatori, da qualunque device è lo scrolling… verticale!

 

Le piattaforme video creative come VIMEO, infatti, hanno già aggiornato il loro codice e consentono il caricamento e la visione in formato verticale, gli altri seguiranno. Non mancano poi i vantaggi del formato verticale: le persone “vengono meglio” in un formato che taglia sfondi inutili e mantiene il focus su visto e mezzo busto. Anche la preoccupazione sui “landscape” se vale per paesaggi vasti e ampi, diventa, invece, addirittura un punto di forza per grattacieli, cascate, montagne e campanili! Vediamo a seguire alcuni esempi che ci raccontano come il formato “Vertical Video” si sta rapidamente affermando e aggiungendo nuove opportunità espressive per registi e film maker.

 

Vantaggi in tutte le direzioni.

Le panoramiche verticali aumentano la drammaticità di sport estremi, downhill e self-broadcasting:

 

 

La dimensione verticale apre nuove opportunità alla narrazione e alla documentaristica ecome ci testimonia Zena Baccarat di Stanford,  soprattutto al giornalismo:

 

Valorizzazione dello speaker, possibilità di integrare video e testo, vicinanza col pubblico: sono molti i vantaggi dell’informazione con questo formato. Proprio in questi giorni il premier Matteo Renzi ha inaugurato i primi “Live” da Palazzo Chigi  con la nuova tecnologia Facebook Live anch’essa in verticale!

renzilive

 

Talenti e creativi sono già al lavoro ed esiste anche un Festival: il Vertical Film Festival nelle bellissime Blue Mountains Australiane. Il bando? Un “Time Lapse“… ovviamente verticale!

 

 

Vertical agencies?

E non manca nemmeno la comunicazione commerciale: una conferma che la creatività sta uscendo da forme e format è il recente spot di JEEP al Superbowl, mandato in TV, ma in formato Vertical!

 

Il gruppo WPP in società con SnapChat (!) e DMG Media ha già creato un’agenzia dedicata alla produzione di formati innovativi, tra cui i video creativi per i brand, tutti rigorosamente… verticali, nella speranza di rendere verticali anche le vendite! Si chiama Truffle Pig. Una bella intuizione, il vertical video infatti si presta ai tanti formati pubblicitari verticali, non solo digitali, ma anche outdoor ed è quindi anche un tema di… spazio media da occupare!

 

Vertical campaigns!

[UPDATE dicembre 2016] A pochi mesi dalla data di pubblicazione iniziale di questo post ecco alcun conferme di grande rilievo. La Santa Sede, attenta e preparata alla comunicazione sui media digitali intercetta il tema con grande tempismo e diffonde un documentario su Papa Francesco girato interamente in verticale, perfetto per gli smartphone, con un senso di immediatezza, realtà e contemporaneità molto importanti.

screenshot-2016-12-09-08-09-10

Nemmeno Nespresso perde tempo e lancia un contest, “Nepresso talents” (real, direct,uncrafted… for a vertical world) con tanto di finale (in verticale) al Festival di Cannes.

 

Conoscete altri casi? Lasciateli nei commenti!

 

 

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5 pensieri su “Saranno “vertical” i video del futuro?

  1. Pingback: La crescita del vertical: guarderemo solo video “mobile only”?

  2. Ori

    personalmente
    per prima cosa, quando guardo un video sullo smartphone, giro lo schermo.. 😛

  3. D

    L’errore è stato quello di spingere per il widescreen (16:9) se si fosse rimasti con schermo più ‘quadrati’ (o anche solo sensori quadrati) il video sarebbe risultato ‘bello’ sia sul TV (nel buon vecchio formato 4:3) sia sul cellulare, sempre rettangolare ma un po’ meno ‘wide’.

    Aggiungo che il 16:9, è un formato buono solo per il cinema (ma forse neanche per questo), che già è proiettato verso il 21:9, probabilmente i nostri bisnipoti guarderanno una fila di singoli pixel affiancati lunga 50 m.

    Aggiungo che, specie al computer, il widescreen è stato un passo indietro:
    – quando si deve leggere si deve fare talmente tanto ‘scroll’ che alla fine si fa prima a stampare su carta.
    – quando si programma, in una videata, tra barre e tool, si vedono 30 righe di codice, quando con un 4:3 se ne vedono il doppio.

    Forse alla fine, mettere un monitor 16:9 in verticale è la scelta migliore, in tutti i sensi.

  4. Il Franz

    Trovo che questo articolo non tenga in considerazione l’unico aspetto importante: la visione umana è prevalentemente orizzontale, è inutile “menarla” con la valorizzazione del soggetto: se il soggetto è una persona è inquadrabile correttamente in un formato 16/9 ma se il soggetto è un paesaggio NON è inquadrabile in un 9/16. L’articolo e il video di youtube fa una tremenda confusione tra la diffusione di contenuti su carta stampata e il veicolare informazioni audiovisive, avendo studiato un minimo di cinema e come funziona la visione umana bilanciando pro e contro si può sostenere che il formato 9/16 sia una cazzata clamorosa, mi si perdoni il termine. Quando gli esseri umani nasceranno con gli occhi sovrapposti sopra il naso, potremo riparlarne.

  5. marcomassarotto Autore articolo

    Ciao Franz, al tuo punto di accenna al sesto paragrafo
    -> (“Il presunto conflitto con la “visione orizzontale”dei nostri occhi.”)

    Si cui però non ci sono studi o evidenze empiriche che la visione in verticale sia sgradita. Certo dipende da cosa si guarda e per quanto tempo. Infatti ci sono lungo tutto l’articolo citati moltissimi dati che guardare i video sul display dello smartphone in modalità verticale è un comportamento diffuso.

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