Perché le api in copertina?

Ammesso che vi interessi vi racconto come è nata la copertina del libro. Ho passato alcuni mesi molto indeciso su cosa proporre all’editore come immagine di copertina. Inizialmente avevo preparato un placeholder per fare una copertina suggerita da chi fosse interessato. Poi mi ero orientato su una immagine in licenza Wikimedia Commons che descrivel’algoritmo Page-Rank, quello usato da Google.

Avevo trovato questa immagine sulla pagina italiana di WikiPedia che descrive il Page-Rank (Se siete interessati a capire come fiunziona Google vi consiglio di leggere la pagina inglese).

Un giorno vado a trovare Marco Ghezzi per discutere l’indice e lui apre il file relativo al mio libro sul suo computer. Il reparto grafico di Apogeo aveva studiato una copertina, probabilmente per preparare la scheda del libro da far girare nelle librerie. Tant’è vero che riportava un sottotitolo inesatto.

copertinainternetpr.jpg

Mi è piaciuta subito. Cromaticamente la trovo molto forte: contrastata, ma calda. Sulle api abbiamo fatto un ragionamento interessante.

Ci sono due cose, sulla metafora delle api, che all’inizio non mi entusiasmavano:

– non è la metafora più originale sull’argomento

– richiamano alla mente l’uso dell’ape per i buzz agent o buzz angels.

Ma ragionandoci sopra abbiamo realizzato che l’ape come simbolo del Buzz Marketing non fa onore a questi meravigliosi insetti e nemmeno al loro uso metaforico.

Chi usa l’ape come sinonimo di Buzz, infatti, ci dà una visione al tempo stesso limitata e deviante del ruolo che le api hanno. Le api-buzzer sono un binomio che comunica solo una piccola parte (e la più fastidiosa) delle api: quella di insetti che ti ronzano attorno.

Le api invece sono operaie, costruiscono, collaborano, raccolgono il meglio di quello che c’è (polline) e lo seminano. Creano reti sociali (gli alveari) che producono un frutto dorato di valore: il miele.

A quel punto eravamo conquistati. Andiamo con le api, ci siamo detti io e Marco: si meritano di essere rivalutate perché sono sane, costruttive e sociali, proprio come Internet.

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4 pensieri su “Perché le api in copertina?

  1. marcog

    a dire il vero l’idea delle api e’ del nostro grafico, Enrico e credo di Fabio. Io, come te, l’ho solo molto apprezzata.
    m

  2. dario

    Un altro livello di lettura (forse involontario ma – nel caso – ancora più interessante), è che – come qualunque sviluppatore/smanettone/geek saprà dirti, una grande parte della potenza delle applicazioni sociali è data dalla presenza di interfacce di programmazione in parte aperte, che permettono ad altre applicazioni e sistemi di interagirvi.

    Un esempio è twitter, che può essere comandato da web ma anche da twitterrific o altre applicazioni simili, oppure la possibilità di Facebook di supportare migliaia di applicazioni custom sviluppate da terze parti.

    Queste interfacce si chiamano “Application Programming Interface”, oppure, per tutti… API 🙂

  3. Marco Massarotto

    Grazie Dario. Infatti ero tentato di parlare anche del gioco api-API, ma mi sembrava un po’ tecnico. Ad ogni modo questo post è tipo le API della copertina (o le API delle api), no? Ok, basta. 🙂

  4. Balena

    Si puo’ postare solo un “in bocca al lupo”?
    Capisco che sono off topic parlando di canidi, ma Marco è per me un mito!

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