L’avvento delle Macro-Nicchie?

Commentando su FriendFeed  i dati che vedete qui sotto, presi da TechCrunch mi è venuta una riflessione: come si può definire un gruppo di utenti come quelli di facebook nello scenario dei media? In Italia pare ci siano 5 milioni di persone registrate a facebook, ma è evidente che molti sono curiosi che poi lasceranno il loro account “dormiente”. Qualche milione di persone possono a fatica essere definiti una nicchia su una popolazione Internet tra i 25 e i 30 milioni. D’altro canto questi utenti usano facebook, ma al tempo stesso rispondono al telefono al lavoro o a casa, mandano e leggono email, etc etc. Dedicano solo parzialmente la loro attenzione al social network in questione.

E se fossero Macro-Nicchie?

 

Se, cioè, l’Internet della Coda Lunga, delle nicchie stesse già generando delle macro-nicchie, aggregati di cittadini/lettori/consumatori che non hanno un peso specifico sufficiente a essere maggioranza/minoranza, ma sono troppo grossi e rilevanti per essere una nicchia? Il concetto di Macro-Nicchia sarà di sicuro di grande appeal per chi si occupa di advertising (la possibilità di pianificare con un minimo di verticalità), forse un po’ meno per le P.R. che sono sempre più spesso a caccia di contenuti verticali ad altissima specificità.

Per chi fa P.R. le macro-nicchie sono fondamentali, ma solo se non sono “generaliste”. Insomma i social network tematici (anobii e simili) o lo sviluppo di comunità e gruppi attorno a un tema che sviluppino una massa critica notevole, almeno in Italia, sono ancora attesi, sarà il 2009 il loro anno? Vedremo…

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9 pensieri su “L’avvento delle Macro-Nicchie?

  1. L'avvocatessa

    Leggo da non-tecnica degli “aggregati di cittadini/lettori/consumatori”: in questa accezione, le ‘macro-nicchie’ di cui ti occupi sono già un osservatorio privilegiato per molte categorie sociali e professionali…ivi inclusa quella dei giuristi, accademici o legulei che siano.
    Non ti nascondo che spesso mi domando se potranno presto o tardi essere qualificate come l’apice evoluto delle “formazioni sociali” indicate – sessant’anni fa! – dal Costituente…e se esse, in quanto forme di fortissima (a volte totalizzante…) integrazione, già rappresentino una – curiosissima ed interessante – sede di sussidiarietà ‘orizzontale’.

    Ciao, Marco! 🙂

  2. svaroschi

    Macro-nicchia è un termine coniato da te?
    Nonostante capisca quello che tu dici il termine mi sembra un po’ un ossimoro, non so se renda bene.

    La riflessione mi sembra interessante, è da approfondire. Grazie

  3. Marco Massarotto

    @avvocatessa

    l’apice evoluto delle “formazioni sociali” indicate – sessant’anni fa! – dal Costituente

    Ho sempre amato la nostra Costituzione: illuminata, moderna, completa.

    Il tema che poni è molto stimolante, perché allo scenario in cui la macro-nicchia dei professionisti (per esempio) si organizzi e “ottimizzi” la loro vita professionale grazie a Internet SI AGGIUNGE l’altro scenario che dici tu, e cioè che esercitino rappresentatività in questo modo.

    Ciao, Avv. 🙂

  4. Marco Massarotto

    @svaroschi
    Non lo so se è coniato da me, urgh. Sicuramente è un ossimoro, una provocazione, che mi è venuta in mente discutendone prima su FF. Volevo provare a evidenziare proprio questo, che i 5 milioni di italiani su FB son difficili da definire nicchia, ma sono cmq qualcosa di molto simile a una nicchia, no?

  5. Mattia

    E’ sicuramente molto interessante il tema delle nicchie e macro-nicchie.
    Io nel mio piccolo ad esempio, occupandomi di produzione video e musicale e distribuzione digitale, sto sviluppando tutta una serie di blog tematii, web-tv tematiche e social network tematici, da sviluppare e linkare con le macronicchie (tipo facebook, myspace e youtube) in cui ho canali e profili) in modo da beneficiare di advertising mirato e referrals anche a livello dei contenuti.
    Sono del parere che promuovendo adeguatamente e contemporaneamente contenitori e contenuti si arrivi all’unico modello di business possibile e redditizio.
    Altrimenti si è visto recentemente che anche colossi quali i suddetti fb, youtube e myspace, pur essendo stati valutati milioni o miliardi di dollari all’acquisto da parte di un grande player, stentano poi a raggiungere un fatturato annuo decente col modello del solo advertising on-site di banner o testuale, perchè i membri di tali community sono totalmente insensibili ad essi e anzi infastiditi dalla presenza di pubblicità, che regolarmente non viene cliccata non producendo revenues.
    Quindi l’unico modello secondo me (quello che sto attuando con la mia piccola azienda) è quello di creare nicchie ipertargettizzate ed agire sul doppio binario dell’advertising on-site e nel contenuto, dai loghi in overlay nei video fino al product placement sia in foto che video che addirittura nelle canzoni (come fanno da anni i rapper americani con i marchi della moda).

  6. fabio

    Il termine macro-nicchia è interessante. Tuttavia, sebbene Facebook, ad esempio, mi sento di definirlo nicchia, d’altro lato potrebbe anche essere considerato diversamente da una nicchia. Che cosa intendiamo per nicchia? Intendiamo una comunità accomunata dallo stesso comune interesse?

  7. vincos

    Ciao Marco, mi sembra un po’ una forzatura il termine macro-nicchia oltre che un ossimoro, ma al di là dei termini io penso che Twitter sia di nicchia in Italia, ma Facebook è sicuramente mainstream…chiaramente sempre rispetto all’universo di riferimento che non può essere l’intera popolazione, ma solo quella wired.
    Ormai siamo a oltre 6 milioni e mezzo su 21-22 milioni di italiani connessi…e la crescita continua.
    ciò pone sicuramente nuove sfide per i professionisti della comunicazione che sarà interessante affrontare 😉

  8. Marco Massarotto

    @vincos

    infatti è una provocazione, ma è difficile definire facebook anche un mezzo di massa. Ha un po’ le caratteristiche di entrambi, del mass media e del niche media, volevo provare a dire questo.

    Tu dici che facebook ha 6 milioni di italiani registrati, che fa un prime time in TV… vero. Ma mi pongo due tre domande:

    – Quanti account sono attivi?
    – Hai modo di raggiungere tutti i 6 milioni di italiani su facebook e ha senso farlo?

    Insomma quei sei milioni di italiani danno luogo a un numero indefinito di aggregati nicchie che rendono facebook ben diverso da canale 5. A me ricorda di più un aggregato di nicchie, che un canale mainstream… ma magari sbaglio.

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