Archivi categoria: Curious stuff

Beh.. una figata

Non sono solito postare cose che riguardano il mio lavoro, ma quando un progetto è davvero bello e interessante mi sembra giusto condividerlo.

Mi sono appena arrivate le foto della Grande Punto realizzata da TV Boy. Senza parole. Poi ci sarà un video, e tutto il resto, ma intanto godetevi queste in anteprima.

Fiat Grande Punto TV Boy

Fiat Grande Punto TV Boy

La preparazione della macchina qui.

P.S.: L’auto pare che verrà messa all’asta in beneficenza.

Tags: Fiat Grande Punto, TV Boy

Cronache alpine

Da casa mi scrivono e mandano foto sull’adunata degli alpini.

Alpini a Bassano

Come promesso ne sono arrivati 10 per ogni bassanese. Ne abbiamo una trentina accampati qua fuori. Gli abbiamo dato energia elettrica ed acqua, in cambio abbiamo ricevuto un salame di splendito aspetto ed un invito a cena per la grigliata di domani sera. Scuole e fabbriche chiuse da oggi, si circola solo con bus navetta. Parchi, giardini, campi sono un’ immenso accampamento, proibito tornare a casa a dormire anche se si abita a Cittadella … si perde lo spirito del raduno.

Imponenti le misure di sicurezza/supporto, 2200 volontari, tutti gli ospedali della zona a disposizione ( i malati li hanno mandati a casa) Un gommone va su e giu’ sul Brenta, per ripescare eventuali caduti dal Ponte …Oggi in 8000 sono andati in Cima Grappa (4000 con il pulman e 4000 a piedi). Puoi leggere il programma dell’adunata (grandioso il programma coro e fanfare) sul sito dell’ Associazione Nazionale Alpini.

Altre informazioni su http://www.adunatabassano2008.it/ .

Piu’ d’una le web-cam sull’ evento:

http://www.adunatabassano2008.it/WebCam.htm

http://web.anamontegrappa.it/

Ovviamente ci sono gia’ i primi post su youtube e flickr:

http://www.flickr.com/groups/716429@N20/

Reteveneta, la televisione locale da una completa copertura dell’evento (QUI)

Domenica la sfilata: i primi partono verso le 9, gli ultimi alle 16.

La sfilata e’ in diretta WEB per tutta la giornata (QUI) ed anche su Sky canale 893

Ciao, baci.
L

Come vendere una moto su Twitter in 23 minuti

Twitter è una specie di blog ridotto a sms, scrivi 140 caratteri al volo, i tuoi amici li leggono, rispondono, fai sapere cosa stai facendo in quel momento. Nonostante le possibilità estremamente ridotte è iperattivo. Non ho certo bisogno di essere convinto delle possibilità relazionali del web e del valore delle nicchie, ma quello che è successo stamattina mi ha davvero colpito. Ecco la successione degli eventi:

– ore 11:16 Mi scrive Nicola da Londra, che sta rispedendo il suo Ducati in Italia, per chiedermi se posso assisterlo da Milano per la vendita

– ore 11:22 Giusto per scherzare posto su Twitter il seguente annuncio: Qualcuno è interessato a un Ducati Monster 620ie dark maggio 2004 Km 6.500 prezzo €3.500 tratt, batt nuova, buone condiz.

– ore 11:26 B. via Twitter mi scrive: fichissimo!!! solo che portarla a Londra mi sa di complesso. è a milano?

– ore 11:27 rispondo a B. che (incredibilmente!) la moto è proprio a Londra

– ore 11:29 B. e Nicola (due perfetti sconosciuti con esigenze incrociate) si stanno scrivendo via mail

B., Nick…poi fateci sapere se la vendita è andata in porto..

( Maybe we’re all 1 Twit away )

La mia prima volta (su Internet) – [Mememodem]

E’ da un po’ che ci penso e che volevo proporre questo meme: raccontare la propria prima volta su Internet.

Penso ci siano un sacco di storie curiose e interesanti, comincio a raccontare la mia e provo a coinvolgere un po’ di amici. Se tutti inseriamo nel post la parolamememodem dovremmo riuscire a tener traccia di tutti i racconti su Google.

Era la primavera del 1993. Internet esisteva solo nelle università, e nemmeno in tutte. Era appena nato il primo browser, si chiamava Mosaic (l’antesignano di Netscape, prima di Firefox, Internet Explorer, Safari…).

La posta elettronica praticamente non esisteva ancora. Stava per nascere attesa come una bambina miracolosa, per scambiarsi messaggi si usava Pine. Una schermata nera divisa in due, sopra quello che scrivi tu, sotto quello che scrive l’altro. L’antesignano delle chat.

Alla mia università non ci volevano dare un account (era la prima volta che sentivamo quella parola). Così attraverso la raccomandazione di amici otteniamo il famigerato account dall’università di Cà Foscari a Venezia. Entriamo nella saletta dove quattro baracchine, che a definirli computer oggi farebbe ridere, ci aspettavano.

Ero con Nicola e Dario, apriamo Mosaic e navighiamo per qualche pagina testuale dicendoci tra di noi, tutti esaltati: questa pagina si trova in California, capisci?

Poi arriva il turno di caricare una foto. Tempo di attesa: 6/7 minuti per un jpg di dimensioni ridicole. Ma era un’attesa trepidante. Vedere un’immagine formarsi davanti ai tuoi occhi in quel modo nuovo, diverso e provenire da chissa dove e da chissà chi era come assistere a un rito iniziatico, a un’epoca che cambiava.

Come dei bambini davanti a un negozio di pasticcini, non ci bastava mai niente. Dovevamo provare l’embrione di questa cosa chiamata email, che si faceva fatica a capire cosa fosse e come diavolo funzionasse. Di solito veniva presentata dicendo: Ci si può scrivere una lettera che arriva SUBITO e da un posto qualsiasi a un altro. Una magìa.

Corro in una sede distaccata dell’università e comincio a scrivermi con Nicola attraverso Pine. All’inizio eravamo quasi dubbiosi che fosse veramente l’altro a rispondere, così ci diamo appuntamento in cima a un ponte ben preciso di Venezia dopo dieci minuti: quando ci siamo incontrati sul ponte ci siamo detti all’unisono: Ma allora eri proprio tu…

Lì ho capito Internet e non ho più smesso di amarla.

Vorrei sentire la prima volta di Fede, Gianluca, Luca, Emanuele, Max, Matte, Sabrina, Luca, Wolly… gli altri invitateli voi

Ricordatevi il Tag: mememodem

E poi potete trovare tutti i post su Google, qui.

Per i nostalgici un suono familiare: qui.

Il Wi-Fi di parco Sempione a Milano

UPDATE 3: Guglielmo interviene e il WiFi adesso funziona… (vedi commenti)

UPDATE 2: Wow, sono finito su PuntoInformatico (qui)

UPDATE: nei commenti la risposta dei gestori della rete e altre esperienze…

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Ieri sono stato a fare una simpatica gita di esplorazione urbana. Parco Sempione d’Inverno è bellissimo: quasi vuoto, finalmente si vedono sculture, palazzine e tutta la struttura del parco. Il motivo della gita però, era fare un WiFi PicNic. Cioè andare a testare la rete WiFi pubblica e gratuita di recente annunciata, assieme a me tre amici blogger ben più degni di me. Aprire una rete WiFi pubblica e gratuita è un segno di grande modernità e civiltà per un’amministrazione, e sono contento che finalmente Milano segua gli esempi di New York (qui), San Francisco (qui) e di tante altre città.

Armati dei nostri portatili, e curiosi di navigare seduti tra gli alberi, ci rechiamo al parco. L’esperienza è stata abbastanza deludente:

-l’iniziativa non è comunicata dentro il parco

-è necessario registrarsi ogni volta che si va, presentandosi alla Triennale o all’Acquario o al Bar Bianco con un documento per ottenere un codice di tre ore (cosa scomodissima, io vorrei passare, aprire il Mac, bermi un caffè leggendo la posta e andarmene…)

il nome scelto per la rete (che pare dovrebbe estendersi a tutta Milano) non è Wireless Sempione o WiFi Milano (come sarebbe ovvio), ma Guglielmo (?!?): sembra la rete di casa di qualcuno, cosa ne penseranno i turisti che sbarcano a Milano?

– Ma soprattutto nessuno di noi è stato in grado di connettersi!

Insomma, l’iniziativa è promettente, ma va migliorata. Se volete approfondire, vi lascio alla cronaca e alle scoperte di Elena (qui e qui), all’analisi tecnica di Matteo Flora – LK (qui) e alla pagella e alle foto di Wolly (qui)

Perché si chiama Bluetooth?

I nomi delle tecnologie hanno dietro, spesso, delle storie curiose. SPAM, per esempio, deriva da una marca di carne in scatola e da un famoso spezzone dei Monty Python (vedi qui). Bluetooth, invece, deriva da un nome di un re vichingo del decimo secolo che unificò Norvegia e Danimarca (paese d’invenzione della tecnologia Bluetooth). La tecnologia Bluetooth mette in comunicazione tra loro (e quindi unifica) vari dispositivi tecnologici, quali telefoni cellulari e computer, per esempio. Da qui l’omaggio al re Harald Bluetooth quando si è dovuto coniarne il nome.

Zafferano e whiskas

Adesso provvediamo a stampare le insegne, come suggeriva Paolo ieri sera (qui): davanti a casa mia un bel cartello fucsia al neon: “Hotel Pandemia”, la soluzione low cost per i blogger in transito a Milano. Da un’alra parte di Milano, invece, campeggerà un cartello verde “Da Wolly”, risotti 2.0 con pistilli di zafferano e wi-fi incluso nel coperto.

Backlinkiamo le nuove conoscenze, va là: Gioxx, DelyMith, Marilu, ma soprattutto mettiamo la foto della mia nuova fidanzata: Chicca 🙂

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Ormai la gattina di Paolo mi riconosce si fa spupazzare senza fare tante storie. Cosa dite, li prendo un paio di gattini da tenere in casa?

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