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Valentino Rossi è più veloce di Twitter

(La moto di vale 45 minuti prima del via. I box sembrano una cripta di una chiesa in quel momento, la moto non si può più toccare, la tensione e altissima e silenziosa. 45 minuti più tardi la Yamaha di Vale e le altre moto riempiranno questo silenzio muovendosi come una nuvola assordante sulla pista)

Domenica 6 settembre sono stato a Misano Adriatico ospite del Fiat Yamaha Team in occasione del MotoGP. Dopo alcune settimane in cui abbiamo mandato alcuni ospiti a passare un week end con Vale e la squadra, vista la vicinanza ho deciso di fare un salto anche io e per una volta seguire la gara da bordo pista, invece che su facebook o su twitter. Proprio con twitter cercavo di raccontare l’evoluzione della gara, ma ho scoperto che Valentino è più veloce anche del più veloce dei servizi web: non facevo a tempo di aggiornare il risultato dopo il primo giro, infatti, che al giro dopo vale aveva già guadagnato una posizione, e questo è successo per 4 giri di fila.

Il trionfo di vale con le orecchie da asino lo avete visto tutti, quello che è stato possibile vedere da vicino sono i momenti minori, ma unici. Il punto di vista offerto a me e a @ialla era davvero unico, infatti: a bordo pista con lo scooter ufficiale  e i pass gold che ci facevano entrare pressoché ovunque!

Valentino la domenica è giustamente superprotetto, anche se la fuga che i piloti fanno dal retro dei box con lo scooter è a mio avviso pericolossissima, vale infatti è stato placato da decine di fan che gli sono saltati addosso sul motorino.

Un’altra bella storia, nata dallo spirito di apertura verso la rete che caratterizza FIAT negli ultimi anni è che una bellissima foto del guest blogger di quella settimana (ialla, appunto) è diventata la foto del giorno a livello mondiale su flickr. Ecco la foto di ialla qui sotto, andate qui per leggervi tutta la storia nei commenti.

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Il giorno in cui la blogosfera iniziò a parlare in Venessian…

… e i Comuni iniziarono a parlare coi cittadini via Web.

Alcune tracce di dialetto Veneziano invadono la rete da qualche settimana. Doman xè il giorno del Bateo camp. Domani mattina, 3 luglio 2009, sarò uno dei 40 fortunati partecipanti al Barcamp forse più originale della storia: il Bateo Camp, un BarCamp organizzato dal Comune di Venezia a bordo di un Vaporetto. L’inizitiva fa parte del Wi-Fi dai del Comune di Venezia. A mio avviso è un BarCamp straordinario per due motivi:

– si svolgerà interamente a bordo di un Vaporetto (detto Battello o “Bateo” in veneziano), mutuando l’unicità di Venezia e del suo famoso mezzo di trasporto, unico al mondo

– è un barcamp organizzato da un’amministrazione pubblica (Il Comune di Venezia) e contribuirà ad aprire a nuove forme di dialogo Amministrazione-Cittadini.

Il secondo motivo è MOLTO più importante del primo, ovviamente, e va a inserirsi in un percorso che vede Venezia come città pioniera nei processi di digitalizzazione, accesso alla rete e dematerializzazione del lavoro della P.A. e dei rapporti cittadino-istituzioni.

A bordo del Battello ci accoglierà Michele Vianello, Vice Sindaco di Venezia, fautore dell’intero progetto Venezia Città Digitale realizzato in partnership con SUN Microsystems che ci farà provare la nuova rete Wi-Fi pubblica che coprirà l’intero Canal Grande e i punti strategici della città.

ALCUNI LINK UTILI:

http://www.cittadinanzadigitale.it/

http://www.veniceconnected.com/

Amministrare 2.0: dichiarazione di Michele Vianello

Segui il racconto dei 40 blogger presenti sul BateoCamp su Twitter e FriendFeed

Il filosofo, il computer e la scrittura…

Maurizio Ferraris ci racconta come l’avanzare della tecnologia porti a un prepotente ritorno della scrittura, anziché al suo declino. Sembrerà una banalità, ma il filosofo torinese conduce una presentazione brillante e con risvolti inediti: in particolare il concetto che “nulla di sociale esiste fuori del testo”, concetto cruciale per chi si occupa di Social Media.

Affascinante anche l’excursus sull’impatto della tecnologia (e del telefonino) nelle relazioni sociali. Credo Ferraris abbia saputo cogliere una sintesi che sa parlare ai tecnologi, agli umanisti, ai massmediologi, ai filosofi: insomma agli uomini.

Nel finale Ferraris analizza il ruolo della parola scritta nella globalizzazione: un’esplosione di documentalità, per dirla con Ferraris. Su una cosa sola non sono molto d’accordo: nel nostro ufficio c’è davvero pochissima carta! 🙂

Vi consiglio di dedicare 7 minuti ad ascoltare la presentazione del professor Ferraris.


 

[via Venice Sessions]

Ancora Venice, ancora la rete…

Ne avevo parlato in un post recente, Venezia sembra tornare insistentemente nella mia vita personale e professionale.

Dopo aver pubblicato questa foto del ponte di Calatrava o della Costituzione  sono stato contattato dalla rivista CIVITA che mi ha chiesto (e ho felicemente offerto) la foto per la loro copertina di questo numero.

Martedì 31, invece, avrò la fortuna di essere ospite al secondo incontro dei cicli di Venice Sessions.

E’ un progetto che seguiamo per lavoro, non amo molto parlare dei miei impegmi lavorativi sul mio blog, ma in questo caso faccio felicemente un’eccezione sia per la location (il complesso monumentale di San Salvador, che ospita il Future Centre di Telecom Italia) sia per i protagonisti.

A Venice Sessions 2, infatti saranno presenti alcuni personaggi straordinari per parlare di futuro, innovazione e dell’evoluzione del nostro paese. Io in particolare sono curioso di sentire gli Interventi di Ilaria Capua a cui potete anche porre delle domande e Christian Salmon.

Il programma completo dovrebbe apparire a breve sul sito. La giornata è a porte chiuse, ma ci sarà una cronaca su Internet nel gruppo Facebook di Venice Sessions e su altri spazi, dove a partire dal giorno dopo verranno caricati i video degli interventi.

 

Update: le bio dei partecipanti.

biografie-venice-session-2

Venezia Caput Network

Noi veneti abbiamo un senso di nostalgia sopito che si risveglia ogni volta che la cadensa veneta viene a farsi risentire alle nostre orecchie. Cosi ascoltare Michele Vianello, vicesindaco di Venezia, parlare di lavoro nomade, Internet come abilitatore sociale, città cablate e WiFizzate con in più la chicca di un’intonazione lagunare è stato davvero piacevole. Era uno dei tanti aperiblogger con cui ormai si lancia qualcosa sulla rete, artefice stavolta Cisco (fornitore hardware del progetto e quindi ovviamente entusiasta sponsor della sua visibilità, ma anche intelligente produttore di cultura e fattività digitale come volano di business) e quindi Lele

Ero stato, mesi fa, a un incontro con l’amministratore delegato di una grande azienda, che voleva aprire un dialogo con i blogger quasi fossimo una categoria sociale, ma dopo averci detto “ci risentiamo online” non ha mai risposto a un mio post che citava un suo punto di vista. Li organizziamo anche noi questi incontri a volte, ma raramente: hanno senso solo quando sono davvero sinceri e di lungo periodo. Vianello è davvero sincero, entusiasta e fatemi dire progressista, fa progresso. E a Venezia poi, doppiamente difficile.

Ecco le cifre del progetto (il power point nella chiavetta che ci han dato non funziona su mac, sorry, non posso condividerlo):

– 7 milioni di euro di investimento

– il centro storico di Venezia cablato con fibra proprietaria del comune (su cui poter erogare servizi, anche a pagamento ai 21 milioni di turisti annui che passano per la laguna: fate due conti e immaginate le possibilità di rientro a breve)

– 600 e rotti hotspot wifi

– arredo urbano destinato a cambiare per favorire la “dematerializzazione del lavoro”(parole del vicesindaco)

Perché proprio da quella che sembra la città più statica d’Italia stanno partendo alcune delle iniziative web più dinamiche o perché Venezia sembra essere per tutti la città di Internet in questo anno?

 

LINKS

Venice Conected: il portale di prenotazioni turistiche

MacWorld (WOW) sullo stesso aperitivo dove ero io

Roberto Scano, al riguardo

Buone cause… (come sceglierle su Internet)

Oggi ho messo un po’ di ordine nella Cause che sostengo su Facebook. Attualmente aderisco a 4 cause, ma mi ripropongo di usare di più questo straordinario strumento e ampliare lo spettro di cause che sostengo, facendolo però in modo oculato. Le cause a cui ho preso parte ad oggi sono:

Creative Commons, una importante iniziativa (firmata Harvard:-) ) sul diritto d’autore

SITOCAUSA SU FACEBOOK

Starbucks in Italy, un mezzo scherzo, non so nemmeno bene chi la gestisca, ma non si può essere troppo seri e adoro il caffè di Starbucks

NESSUN SITO – CAUSA SU FACEBOOK

Terre Des Hommes – Obiettivo Scuola (Disclaimer: è un’iniziativa della mia agenzia)

SITOCAUSA SU FACEBOOK

La Causa contro l’art 50 bis (il C.D. Decreto antifacebook di cui si parla in questi giorni) creata da Gigi Tagliapietra 

CAUSA SU FACEBOOK

Proprio quest’ultima causa (se volete approfondire il decreto vi rimando all’ottimo e dettagliatissimo post di Stefano Quintarelli) mi ha fatto riflettere sia sulla potenza dello strumento “Causes” su un network così largo e attivo come quello di facebook, sia sull’importanza che, secondo me, andrebbe data alla scelta di tali cause e in generale alle proprie affiliazioni sul web.

Un criterio semplice e efficace per individuare una “buona causa” su facebook è guardare chi sono gli amministratori. Per esempio la causa “Creative Commons” è stata “aperta” da qualcuno che con Creative Commons non c’entra ma ha ora tra gli “amministratori” della causa stessa Melissa Reeder che fa parte del board di Creative Commons, motivo per me sufficiente per ritenere che quella causa vada nella direzione giusta. Ne ho eliminate altre, di cause, che erano gestite da persone estranee a quelle organizzazioni o istituzioni che dicevano di sostenere. Insomma con un minimo di attenzione si può essere sicuri di aiutare davvero chi si vuole aiutare.

Questo criterio di selezione è facilmente estensibile a molte delle vostre attività su Internet, se ci pensate bene. “Chi c’è dietro?” è una domanda semplice da porsi, e spesso a cui è semplice dare risposta e che consente di selezionare meglio le proprie fonti, attività, amicizie online.

Tutte le mie cause su Facebook

Un presidente di 47 anni

Secondo me il vero cambiamento è il fatto che Barack Obama sia giovane, non tanto che sia di colore. A sentir parlare lui e McCain son proprio due lingue diverse, due epoche diverse, due millenni diversi. a new language for politics Naturale dire che Obama è il candidato di Internet, Internet è il mezzo di Obama. Naturale che siano le prime elezioni dove il web conta più della carta stampata e forse le ultime dove la TV conta di più (Leggete qui il post di Pratellesi). *= OMG è internet slang per “Oh my God” , espressione di stupore e meraviglia. Qui disegnato con la grafica della O della campagna di Obama: solo con lui poteva aver senso questa immagine che sta facendo il giro del mondo.