Il filosofo, il computer e la scrittura…

Maurizio Ferraris ci racconta come l’avanzare della tecnologia porti a un prepotente ritorno della scrittura, anziché al suo declino. Sembrerà una banalità, ma il filosofo torinese conduce una presentazione brillante e con risvolti inediti: in particolare il concetto che “nulla di sociale esiste fuori del testo”, concetto cruciale per chi si occupa di Social Media.

Affascinante anche l’excursus sull’impatto della tecnologia (e del telefonino) nelle relazioni sociali. Credo Ferraris abbia saputo cogliere una sintesi che sa parlare ai tecnologi, agli umanisti, ai massmediologi, ai filosofi: insomma agli uomini.

Nel finale Ferraris analizza il ruolo della parola scritta nella globalizzazione: un’esplosione di documentalità, per dirla con Ferraris. Su una cosa sola non sono molto d’accordo: nel nostro ufficio c’è davvero pochissima carta! 🙂

Vi consiglio di dedicare 7 minuti ad ascoltare la presentazione del professor Ferraris.


 

[via Venice Sessions]

[Pubblicità Italia] – Coinvolgere per raggiungere…

Piero Babudro (il giornalista che mi ha intervistato qualche giorno fa) è stato molto gentile e ha inserito la mia intervista  sul quotidiano spedito via pdf di oggi. In teoria era programmata per il numero cartaceo di Pubblicità Italia, ma all’ultimo sono stato “sostituito” con non si sa bene chi e perché…  Meglio così, almeno riesco a linkarla e farla leggere sul web a chi interessa. Se fosse uscita sul cartaceo mi toccava faxarvela 🙂

Il PDF, comunque, lo trovate qui.

“Benvenuto in Ferpi”

Me lo ha detto ieri mattina (dopo quasi un anno che mi ripromettevo e cercavo di associarmi)  Roberto Antonucci al termine dell’incontro di benvenuto e ammissione dei nuovi soci.  Ferpi, la storica associazione dei relatori pubblici presieduta da Gianluca Comin, si è molto orientata al web in questo ultimo anno, rinnovando il sito e lanciando Ferpinet e facendo dei social media il tema centrale dell’ultimo magazine di cui ero ospite, prima ancora di associarmi.

Ecco il link per leggere la mia intervista.

Ecco il link per scaricare il Magazine Ferpi n. 56 marzo 2009.

Su questo numero: Nicola Mattina (One company, many voices) Italo Vignoli (Le relazioni pubbliche nell’era dei social media), Enrico Grazzini (La nuova sfida è preoccuparsi), Simona e Pietro Battistella (La presenza in rete di un’organizzazione è sempre più diffusa, è questa una delle sfide più difficili), Marco Massarotto (Internet Pr: cambiano strumenti e linguaggi), Michele Ficara Manganelli (Le organizzazioni devono imparare a conversare con i pubblici), Vincenzo Cosenza (Blog, forum, social media: l’opinione si forma online), Diego Biasi (La verà novità: le persone al centro).

[Il Mondo] Su Internet non serve essere “maghetti”: bastano impegno e passione.

 

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Grazie a Chiara Brusini per avermi inserito in un articolo su Il Mondo in edicola questa settimana che parla delle professioni del web. Oltre a me nell’articolo vengono intervistati clienti e colleghi: Stefano Stravato di FIAT, Mauro Lupi, Nereo Sciutto, Miriam Bertoli, Marco Loguercio, Andrea Andreutti. Professionisti che si occupano di Internet presso grandi aziende, o che hanno aperto nuove strutture e hanno creato posti di lavoro. Forse è questa cosa che ha fatto pensare al titolista che siamo dei maghetti: aver creato dei posti di lavoro in un difficile periodo di crisi.

L’articolo, infatti, si intitola: “Tornano i maghetti del web”.

In realtà posso assicurarvi, come sottolineano anche Mauro e Nereo, che non si tratta di magia, di trucchi o cose simili, ma di duro lavoro quotidiano e passione per quello che facciamo. Ogni tanto io aggiungo anche una sostanza calda e fumante che esce da strani marchingegni rumorosi: caffè.

Nessuna polemica, infatti “Mark Potter” vuole sdrammatizzare: sono sicuro le intenzioni erano le migliori e l’articolo racconta bene come Internet stia aprendo nuovi settori professionali, ma visto che c’è un gran bisogno di evangelizzare e produrre cultura di rete nel paese, l’idea che su Internet occorra essere dei maghetti rischia di non essere molto educativa. 

P.S.: Se qualcuno non lo trova ho il pdf dell’articolo inviatomi dall’ufficio stampa di un cliente, ve lo mando via mail.

P.P.S.: Il font di Harry Potter lo trovate qui.

P.P.P.S.: I credits della mia foto usata nell’articolo sono su SketchIn

Ancora Venice, ancora la rete…

Ne avevo parlato in un post recente, Venezia sembra tornare insistentemente nella mia vita personale e professionale.

Dopo aver pubblicato questa foto del ponte di Calatrava o della Costituzione  sono stato contattato dalla rivista CIVITA che mi ha chiesto (e ho felicemente offerto) la foto per la loro copertina di questo numero.

Martedì 31, invece, avrò la fortuna di essere ospite al secondo incontro dei cicli di Venice Sessions.

E’ un progetto che seguiamo per lavoro, non amo molto parlare dei miei impegmi lavorativi sul mio blog, ma in questo caso faccio felicemente un’eccezione sia per la location (il complesso monumentale di San Salvador, che ospita il Future Centre di Telecom Italia) sia per i protagonisti.

A Venice Sessions 2, infatti saranno presenti alcuni personaggi straordinari per parlare di futuro, innovazione e dell’evoluzione del nostro paese. Io in particolare sono curioso di sentire gli Interventi di Ilaria Capua a cui potete anche porre delle domande e Christian Salmon.

Il programma completo dovrebbe apparire a breve sul sito. La giornata è a porte chiuse, ma ci sarà una cronaca su Internet nel gruppo Facebook di Venice Sessions e su altri spazi, dove a partire dal giorno dopo verranno caricati i video degli interventi.

 

Update: le bio dei partecipanti.

biografie-venice-session-2

A Palermo per un Master

Grazie alla passione per la Rete di Francesco Passantino e alla sua gentilezza sono stato invitato a tenere una lezione all’ISIDA di Palermo: un esempio di come il Sud del nostro paese sappia produrre eccellenza. In un marzo tiepidissimo sono tornato quindi a Palermo per un week end. Il sabato e la domenica ho vagato senza meta camminando ore e ore per i vicoli del centro. Un po’ di foto…

Vucciria miticaPiazza Verdi (palermo)Sign of the times

Le altre QUI

Venezia Caput Network

Noi veneti abbiamo un senso di nostalgia sopito che si risveglia ogni volta che la cadensa veneta viene a farsi risentire alle nostre orecchie. Cosi ascoltare Michele Vianello, vicesindaco di Venezia, parlare di lavoro nomade, Internet come abilitatore sociale, città cablate e WiFizzate con in più la chicca di un’intonazione lagunare è stato davvero piacevole. Era uno dei tanti aperiblogger con cui ormai si lancia qualcosa sulla rete, artefice stavolta Cisco (fornitore hardware del progetto e quindi ovviamente entusiasta sponsor della sua visibilità, ma anche intelligente produttore di cultura e fattività digitale come volano di business) e quindi Lele

Ero stato, mesi fa, a un incontro con l’amministratore delegato di una grande azienda, che voleva aprire un dialogo con i blogger quasi fossimo una categoria sociale, ma dopo averci detto “ci risentiamo online” non ha mai risposto a un mio post che citava un suo punto di vista. Li organizziamo anche noi questi incontri a volte, ma raramente: hanno senso solo quando sono davvero sinceri e di lungo periodo. Vianello è davvero sincero, entusiasta e fatemi dire progressista, fa progresso. E a Venezia poi, doppiamente difficile.

Ecco le cifre del progetto (il power point nella chiavetta che ci han dato non funziona su mac, sorry, non posso condividerlo):

– 7 milioni di euro di investimento

– il centro storico di Venezia cablato con fibra proprietaria del comune (su cui poter erogare servizi, anche a pagamento ai 21 milioni di turisti annui che passano per la laguna: fate due conti e immaginate le possibilità di rientro a breve)

– 600 e rotti hotspot wifi

– arredo urbano destinato a cambiare per favorire la “dematerializzazione del lavoro”(parole del vicesindaco)

Perché proprio da quella che sembra la città più statica d’Italia stanno partendo alcune delle iniziative web più dinamiche o perché Venezia sembra essere per tutti la città di Internet in questo anno?

 

LINKS

Venice Conected: il portale di prenotazioni turistiche

MacWorld (WOW) sullo stesso aperitivo dove ero io

Roberto Scano, al riguardo

Face-Marketing

Nelle ultime settimane su facebook (giunto recentemente a pare 7,5 milioni di account italiani) si sono verificati due fenomeni con delle caratteristiche comuni:

una diffusione a crescita esponenziale tipica dei sistemi virali, così come definiti dal modello matematico Kermack McKendrick.

un uso spontaneo, da parte di molti utenti, della propria faccia, o meglio della propria foto-profilo (o buddy icon o profile picture, per essere pignoli) per una causa ben precisa. Continua a leggere