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Il Teatro, la piazza e il marketing (ImprovEverywhere)

Un paio di anni fa ho passato un anno a Quelli di Grock (qui) con Renzo Martinelli (qui). Tra le molte cose che mi hanno segnato dell’esperienza teatrale, seppur amatoriale, è stata la sua intensità comunicazionale. Il teatro è più forte del cinema, della TV, della pubblicità, del “viral”.

Parto da qui per parlare di uno dei casi di comunicazione più innovativi e creativi degli ultimi anni che è, secondo me, ImprovEverywhere (qui).
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Prima del book, l’ebook: Buzz/WOM/Viral

Gli ebook sono un formato comodo per parlare di un argomento in modo leggero e veloce, ma non superficiale. In questo ho cercato di riassumere le cose più significative che sono state fatte e dette riguardo Buzz Marketing, Word of Mouth, Viral Marketing. Critiche, suggerimenti e idee sono le benvenute.

 

Scarica il pdf: qui.

Si può vedere (anche in full screen) su SlideShare: qui.

La pagina dedicata agli ebook: qui.

La WOMMA (Word of Mouth marketing Association): qui.

Sul marketing virale (articolo + libro + intervista)

Mi hanno segnalato un articolo su D di Repubblica. Prima attraverso un sms, poi l’ho ritrovato su un post di fluido (qui). I pdf dei numeri usciti di D di Repubblica li trovate qui, ma non sono molto comodi da consultare.

Vi risparmio la fatica: potete trovare l’articolo qui, mentre il libro di Gianluca Arnesano è qui.

I due punti chiave, secondo me, sono:

capacità del Word of Mouth di influenzare gli acquisti:

I tre quarti della popolazione, però, non crede più alle persuasioni pubblicitarie classiche. Molto probabilmente, quindi, hanno riposto maggiore fiducia altrove. Forse in chi, non guidato da logiche pubblicitarie, sviluppa particolari competenze, utilizza prodotti e diventa con il tempo una fonte attendibile, una sorta di torre di controllo in grado di orientare le scelte di chi acquista.

– necessità di formare nuove professionalità:

La sfida è, e sarà sempre di più, interpretare il cambiamento e proporre una didattica che renda gli studenti preparati, attraverso una sana miscela di nozioni teoriche e di apprendimento rivolti al mondo dell’impresa, dell’editoria, del giornalismo e perché no, dell’arte”.

A questo punto vi linko anche una mia intervista sullo stesso argomento che ho recentemente rilasciato a Benedetta Baserga di RadioCittàFujiko (qui).