Archivio mensile:gennaio 2008

198 giorni per 198 pagine

Non so alla fine quante pagine verranno esattamente (tra editing, indice, prefazione etc etc), ma stavo pensando che ho iniziato a lavorare su questo progetto con Apogeo verso fine giugno. Una prima stesura è pronta da pochi giorni e sono circa 197/8 pagine, più o meno quanti i giorni che separano quel giorno di giugno da oggi. Chissà se una pagina al giorno è una buona o cattiva media…

La mia prima volta (su Internet) – [Mememodem]

E’ da un po’ che ci penso e che volevo proporre questo meme: raccontare la propria prima volta su Internet.

Penso ci siano un sacco di storie curiose e interesanti, comincio a raccontare la mia e provo a coinvolgere un po’ di amici. Se tutti inseriamo nel post la parolamememodem dovremmo riuscire a tener traccia di tutti i racconti su Google.

Era la primavera del 1993. Internet esisteva solo nelle università, e nemmeno in tutte. Era appena nato il primo browser, si chiamava Mosaic (l’antesignano di Netscape, prima di Firefox, Internet Explorer, Safari…).

La posta elettronica praticamente non esisteva ancora. Stava per nascere attesa come una bambina miracolosa, per scambiarsi messaggi si usava Pine. Una schermata nera divisa in due, sopra quello che scrivi tu, sotto quello che scrive l’altro. L’antesignano delle chat.

Alla mia università non ci volevano dare un account (era la prima volta che sentivamo quella parola). Così attraverso la raccomandazione di amici otteniamo il famigerato account dall’università di Cà Foscari a Venezia. Entriamo nella saletta dove quattro baracchine, che a definirli computer oggi farebbe ridere, ci aspettavano.

Ero con Nicola e Dario, apriamo Mosaic e navighiamo per qualche pagina testuale dicendoci tra di noi, tutti esaltati: questa pagina si trova in California, capisci?

Poi arriva il turno di caricare una foto. Tempo di attesa: 6/7 minuti per un jpg di dimensioni ridicole. Ma era un’attesa trepidante. Vedere un’immagine formarsi davanti ai tuoi occhi in quel modo nuovo, diverso e provenire da chissa dove e da chissà chi era come assistere a un rito iniziatico, a un’epoca che cambiava.

Come dei bambini davanti a un negozio di pasticcini, non ci bastava mai niente. Dovevamo provare l’embrione di questa cosa chiamata email, che si faceva fatica a capire cosa fosse e come diavolo funzionasse. Di solito veniva presentata dicendo: Ci si può scrivere una lettera che arriva SUBITO e da un posto qualsiasi a un altro. Una magìa.

Corro in una sede distaccata dell’università e comincio a scrivermi con Nicola attraverso Pine. All’inizio eravamo quasi dubbiosi che fosse veramente l’altro a rispondere, così ci diamo appuntamento in cima a un ponte ben preciso di Venezia dopo dieci minuti: quando ci siamo incontrati sul ponte ci siamo detti all’unisono: Ma allora eri proprio tu…

Lì ho capito Internet e non ho più smesso di amarla.

Vorrei sentire la prima volta di Fede, Gianluca, Luca, Emanuele, Max, Matte, Sabrina, Luca, Wolly… gli altri invitateli voi

Ricordatevi il Tag: mememodem

E poi potete trovare tutti i post su Google, qui.

Per i nostalgici un suono familiare: qui.

Pollice

Mi è stato richiesto di pubblicare l’indice del libro (qui). Una cosa alla volta. La prima cosa su cui mi farebbe piacere avere un parere di Max (e di chi altri abbia voglia) è la suddivisione in parti del libro. Ho passato quasi tanto tempo a strutturarlo che a scriverlo. Dopo essermi consultato con Marco Ghezzi di Apogeo, sono arrivato alla conclusione che la suddivisione migliore fosse in tre parti:

I – Ascoltare. Internet come strumento per capire cosa la gente pensa e dice (soprattutto di voi).

II – Prendere parte alla conversazione.

III – Come (ri)prendere il controllo della propria comunicazione.

In questo modo, è stato il pensiero mio e di Marco, sarei riuscito a tracciare un percorso per chi sta cominciando a investire su Internet e i social media come strumento di PR e comunicazione.

Fine delle PR come le conosciamo? Mah…

tower1.JPGLeggo su MediaMeter (qui) di un dibattito a suon di post che cerca di stabilire se i “social media” (blog, social networks, youtube…) decretino o meno la fine delle PR come le conosciamo.

 Questo tormentone de la fine di qualcosa come la conosciamo sembra piacere molto: IBM ha fatto una ricerca La fine della pubblicità come la conosciamo (qui, qui invece un libro dallo stesso titolo), poco prima, sempre IBM, aveva pubblicato un’altra ricerca dal titolo La fine della TV come la conosciamo (qui), argomento ripreso anche da BusinessWeek (qui).

 Ci sono due cose che, nonostante l’indubbio valore di queste ricerche e di questi interventi, non mi piacciono troppo:

 – il fatto che si concentrino sulla fine di qualcosa, piuttosto che sull’inizio di un’altra.

– un attegiamento di base apocalittico e di contrapposizione.

E’ una sorta di effetto 11 settembre per cui tutto deve cambiare in modo radicale. E’ vero che siamo in una fase di transizione mediatica, ma buttare a mare le esperienze maturate è il modo migliore per affondare. Al tempo stesso, i depositari di questa cultura di comunicazione sono chiamati a un profondo rinnovamentto di pensiero e metodologico. Per questo più che dibattere se sia rivoluzione o conservazione, credo sia utile promuovere l’integrazione.

Questo dibattito sul fatto se i social media decretino o meno la fine delle pr come le conosciamo viaggia sugli stessi binari. Ed è stato ripreso sul sito di ferpi (qui) che aderisce alle tesi di Yaxley.

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Ho deciso che la prenderò un po’ larga…

svincolo-v95.jpg

…tanto è il mio blog, posso fare come mi pare 🙂

Scherzi a parte, non mi va di iniziare a parlare subito del libro che sto terminando di scrivere, vorrei che questo spazio aprisse possibilità di confronto e di scambio di conoscenza, che parlasse dell’argomento del libro (le Internet PR) più che del libro in sè.

Ho scoperto un dibattito interessante (qui) che vorrei riproporvi punto per punto in un prossimo post dal titolo: Fine delle PR come le conosciamo sì o no?, tanto per scaldarci un po’…

What is marketing/communication/PR doing (in 2008)?

Questa domanda è stata posta in modo collettivo da Gianluca di MiniMarketing (qui). Si tratta di un meme, una sorta di catena di contributi su un tema, ognuno su un blog diverso e linkati tra di loro. In un meme si chiede a delle persone di intervenire su un tema, loro rispondono ognuna sul proprio blog, linkandosi reciprocamente e invitando altri blogger a rispondere. Si crea così una conversazione a ragnatela. Se preferita una definizione più scientifica di meme andate sul blog di maurizio Goetz (qui).

In realtà la domanda era rivolta al mio blog personale, ma mi è sembrata un ottimo spunto per iniziare a dar vita (prima del momento previsto) a questo blog, destinato ad acompagnare il libro che è in fase di pubblicazione. Mi è sembrato un perfetto primo post perchè non parla del libro ma dell’argomento, ed è partecipativo: esattamente come vorrei diventasse questo blog appena nato.

Passiamo alla domanda e alla risposta.

What is marketing/communication/PR doing (in 2008)?

Questa la domanda rivolta a Valerio Franco, Enrico Bianchessi, Mizio Ratti, Maurizio Goetz, Pierluca Santoro, Giuseppe Mazza, Luca De Fino, Martina Zavagno e Matteo Balzani. Seguendo i lik li conoscerete e troverete alcune loro risposte.

La risposta deve essere contenuta in 140 caratteri, stile Twitter.

Rispondo in lingua e con una battuta che però forse contiene anche una piccola verità

Hopefully, more than 2007 and less than 2009.

Se il marketing/pr/comunicazione riuscirà nel 2008 a migliorarsi rispetto all’anno passato, ma a non accontentarsi e a continuare a voler sperimentare e innovare forse farà la cosa più importante: tenere una mentalità aperta al cambiamento e proattiva.

Ora passiamo la palla a Max, Federica, Sacha, Boccia.

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