Archivi categoria: Segnalazioni

La monnezza goes viral

2259721491_3d782035f4.jpg

Con questo fotomontaggio e molti altri sta prendendo piede un progetto virale che vuole sensibilizzare le persone sul problema dello smaltimento dei rifiuti a Napoli. Politica dal basso? Campagna elettorale? Coscienza sociale? Quello che è interessante, a mio avviso, è la forza comunicativa, che nasce forse (a differenza di tanti virali aziendali wannabe) dal desiderio di comunicare qualcosa di utile a chi ascolta e non a chi parla. Una piccola, interessante lezione per il marketing.

Il blog mondospazzatura.org

La filosofia di guerriglia culturale

Tutte le foto

[visto su Mediamondo]

Un libro più importante del mio

Si chiama Groundswell, è di Charlene Li e, come promette il titolo, farà molte onde.

Il libro (qui) analizza gli scenari futuri generati dalle social technologies, è pre-ordinabile presso Amazon (qui) e nasce dal popolarissimo Blog di Charlene Li (qui) di Forrester Research.

Charlene Li è anche su facebook (qui).

Come usare le Star su Internet

E’ da quasi un anno ormai che seguo l’uso del web nella campagna elettorale USA 2008, potete trovare tutti i post qui. Questo che vedete qui sotto è un video musicale ideato da Will.i.am, fondatore dei Black Eyed Peas, uno dei gruppi hip hop più famosi al mondo. E’ un mix, o un remix (o un mash-up, per dirla alla Internet) di un discorso di Barack Obama. Sta facendo il giro del pianeta.

L’uso delle star come endorsement politico non è certo una novità, la novità è che un video su Internet pare essere più prezioso per i candidati presidenti USA di una comparsata in televisione in prime time. Yes We Can è la canzone perfetta per Internet: partecipativa, coinvolgente, impegnata. E non si può pensare di usare le Star sul web come le si usano in televisione. Questo vale per una campagna politica, ma anche per l’uso di un testimonial. La differenza, in fondo, è semplice, in una trasmissione televisiva ci sono degli spettatori seduti sul divano che aspettano passivamente qualcosa, su Internet dei navigatori che cercano: non si può non dar loro qualcosa di sostanziale. Una delle tante lezioni che possiamo trarre dal marketing politico americano di quest’anno.

[via Marketing Usabile e Marco dal Pozzo]

Video e testo della canzone qui.

Una notizia ripresa 1.000 volte in 40 minuti

Uno dei punti di cui parlo nel libro è proprio la capacità di propagazione di una notizia in rete. Ieri ne abbiamo visto un esempio straordinario con l’annuncio del’offerta di acquisto di Yahoo! da parte di Microsoft.

Alle 12:37 (CET) viene rilasciata la notizia che, in 40 minuti, è stata ripresa da oltre 1.000 fonti. (Leggi qui)

A mio avviso questo fenomeno pone due problemi:

– la necessità di un approccio diverso, più flessibile e dinamico verso la notizia (ne avevo parlato qui)

– la necessità di un sistema di aggregazione delle notizie intelligente.

Continua a leggere

Dalle Conversation PR alla Conversation economy

Non lo dico io, ma John Battelle (tra le altre cose uno dei fondatori di Wired) in un interessante post in cui si interroga sul modello economico della comunicazione sui social media (un argomentino da niente).

Battelle indica due modelli economici rilevanti:

1) Il marketing conversazionale, citando un articolo di AdAge (qui l’articolo in inglese a pagamento, qui per voi il pdf) in cui le conversazioni brand-consumer sono il big scenario e il futuro della comunicazione e non i consumer generated ads considerati comefenomeno di secondo piano rispetto all’Epocal Change (parole di AdAge). In sostanza un modello di marketing orizzontale, relazionale, basato su logiche di rete e di networking andrebbe a costituire, secondo Battelle e AdAge, un modello economico in grado di sostenere e far prosperare i social media come evoluzione di quelli che Battelle chiama Packaged Goods Media (media inscatolati).

2) L’economia conversazionale o Conversation economy. Tracciando uno scenario evolutivo ancora più ampio Battelle descrive il marketing conversazionale come la punta di un iceberg. L’apertura di infiniti canali di comunicazione andrà a influenzare i processi di business delle aziende e i processi di mercato.

Sulla conversation economy, ecco anche BusinessWeek e Nova de Il Sole 24 ore che riporta l’intervista di Alessio Jacona (qui).

E pensare che ogni tanto mi veniva il timore di esagerare con le Internet (Conversation) PR…

[visto su MediaMeter]

Cosa pensa la rete del marketing del 2008?

Gianluca Diegoli tiene un blog delizioso e molto popolare che si chiama MiniMarketing (qui). poco tempo fa ha lanciato una provocazione (tecnicamente si chiama meme) chiedendo cosa faranno il marketing e le PR nel 2008 (qui). Ecco le risposte, sintetiche, come richiesto:

[da MiniMarketing]

Sul marketing virale (articolo + libro + intervista)

Mi hanno segnalato un articolo su D di Repubblica. Prima attraverso un sms, poi l’ho ritrovato su un post di fluido (qui). I pdf dei numeri usciti di D di Repubblica li trovate qui, ma non sono molto comodi da consultare.

Vi risparmio la fatica: potete trovare l’articolo qui, mentre il libro di Gianluca Arnesano è qui.

I due punti chiave, secondo me, sono:

capacità del Word of Mouth di influenzare gli acquisti:

I tre quarti della popolazione, però, non crede più alle persuasioni pubblicitarie classiche. Molto probabilmente, quindi, hanno riposto maggiore fiducia altrove. Forse in chi, non guidato da logiche pubblicitarie, sviluppa particolari competenze, utilizza prodotti e diventa con il tempo una fonte attendibile, una sorta di torre di controllo in grado di orientare le scelte di chi acquista.

– necessità di formare nuove professionalità:

La sfida è, e sarà sempre di più, interpretare il cambiamento e proporre una didattica che renda gli studenti preparati, attraverso una sana miscela di nozioni teoriche e di apprendimento rivolti al mondo dell’impresa, dell’editoria, del giornalismo e perché no, dell’arte”.

A questo punto vi linko anche una mia intervista sullo stesso argomento che ho recentemente rilasciato a Benedetta Baserga di RadioCittàFujiko (qui).