I Digital Natives: ci interessano perché sono giovani o perché sono bravi?

19-11-2009

Si parla molto in queste settimane di Nativi Digitali*, è un termine curioso perché se ne parli con un ragazzo tra i 15 e i 20 anni (cioè uno che con le tecnologie digitali ci è nato) ovviamente non ci si riconosce! Per un ventenne è la normalità, il mondo è fatto così, è digitale. Sono gli analogici o i Digital Immigrants (quelli nati col VHS per capirci…) che devono definire una categoria che presto, per dirla con Nicola Greco, sarà la norma: “saremo tutti Digital Natives tra pochissimo“. È un fatto anagrafico.

È normale che in un periodo di transizione la new breed incuriosica e attragga. Considerando poi che più sei digital più sei social e tendi a essere visibile, interconnesso si capisce come i Digital Natives (o meglio coloro che vengono definiti tali) siano sempre più al centro del dibattito. (Riccardo Luna ci dedica il prossimo Numero di WIRED).

Ieri a Roma, durante il terzo incontro del ciclo Capitale Digitale, si è svolto un interessante confronto tra:

Nicola Greco, 16 anni (scheda) / Salvatore Aranzulla, 19 anni (scheda) / Marco De Rossi 19 anni (scheda) / Jessica Brando, 14 anni (scheda) / Valerio Masotti 22 anni (scheda) / Andrea Lo Pumo 22 anni (scheda) / Daniel Brusilovsky 16 anni (scheda)

Ascoltarli sotto la statua di Marco Aurelio è stata sicuramente una ventata di freschezza in un paese governato da ultrasettantenni resistenti all’innovazione. La domanda che mi gira in testa da alcune settimane però è sempre la stessa.

Li ascoltiamo con interesse perché hanno 15 anni o per le cose che dicono? Ci colpiscono perché dicono le stesse cose che diciamo noi, ma hanno “solo” 15 anni o perché dicono oggettivamente cose nuove?

È facile cadere nel tranello di provare stupore per sentir dire a una persona tanto giovane le stesse cose che magari dicono operatori del settore noti e navigati. Non sto certo dicendo che i partecipanti di ieri siano dei semplici ripetitori, anzi: alcuni di loro sono imprenditori innovativi, altri blogger stimati a livello internazionale etc etc. Ma quanto incide il fattore età? Se Nicola greco fosse un 35enne lo ascolteremmo con la stessa attenzione? (a scanso di equivoci prendo proprio Nicola come esempio di incidenza del fattore età, perché lui sa quanto io lo stimi per il suo lavoro di sviluppatore. Lui stesso non gradisce troppo l’attenzione in quanto sedicenne, ma la vorrebbe in quanto developer).

Basta avere meno di 18 anni e un blog con un certo successo per essere un modello o tutta questa attenzione è in realtà disperazione di chi cerca una risposta?

Durante l’ultima Venice Session ricordo Martin Sorrell chiedere con un’insistenza fuori dal comune a Nicola Greco: “Which form of advertising would you rather receive?“ Se da un lato fa onore al grande capo di WPP essere “così sul pezzo”, dall’altro fa paura sapere che non hanno la risposta e vedere il CEO del più grosso gruppo di comunicazione al mondo chiederla a un ragazzino. Sono i tempi che cambiano.

Io credo che in Italia scontiamo un po’ di sensi di colpa per essere un paese storicamente troppo protettivo verso la terza età come classe dirigente. Un paese dove a 40 anni sei un giovane politico o un giovane manager suona ridicolo a livello internazionale. Per cui dobbiamo creare la categoria dei supergiovani, per stabilire che loro non sono ancora pronti a prendere le redini e di conseguenza chi le ha non è ancora tempo che le molli…

Bravo quindi a chi tira fuori l’argomento e lo propone in Campidoglio e in rete.

Il mio native preferito di ieri? Daniel Brusilovsky. Uno che a 16 anni alla domanda “Quanto guadagni?” Risponde serafico: “All’ora o all’anno?” Uno che di euro ne fa 30/40.00 all’anno alla sua età. Uno che scrive su TechCrunch e fa il consulente e l’imprenditore. (Bio).

Senza nulla togliere a Andrea, Salvatore, Nicola e agli altri casi brillanti di ieri, Daniel ha attorno a sè (è nato in Silicon Valey) un ecosistema che valorizza il talento. Voi no. O almeno non ancora. Magari gli incontri come quello di ieri sono il presupposto perché questo ecosistema si sviluppi.

*=Nativo digitale (dalla lingua inglese digital native) è una espressione che viene applicata ad una persona che è cresciuta con le tecnologie digitali come i computer, Internet,telefoni cellulari e MP3. [ http://it.wikipedia.org/wiki/Nativo_digitale ]

My Wine Bloggers conference… (…or “a shortcut to Europe’s top wine bloggers”)

02-11-2009

I’ll write this post in english, because of the many new friends I met in Lisbon last week end. I had an amazing time and met many interesting bloggers at the 2009 European Wine Bloggers Conference. I was there with a “not-so-secret” mission: explore the possibility of having the next edition in Italy and getting to know the international winesphere.

The two days have been so intense and way to short to have enought time to talk to everyone, I’ll draw a quick memo here, hoping not to forget anyone I had a chat with.

First of all the fabolous trio, the unstoppable organizers: Gabriella, Ryan and Robert. Thanks guys, a smooth weekend, planned in any detail.

The vickywinish Anne Victoire: don’t miss her blog and her tastings in paris (and maybe Milan :-) ). The UK batallion: Oliver, “the intoxicating prosator” Douglas, Lizzie, “Eat-like-a-girl” Niamh and Video-Denise: cheers guys.

The super-kind Victor and the Italo-French-Spanish Ivo kept me company. The live tweets of Michael Oudyn were entrataining as much as the chats with Luiz and Gwen.

Finally I listened to the interesting preentations of Philppe and Evelyne, sitting at the side of austrian Julia and the-only-other-italian Anna, had a charming chat with Edviges.

It has been a privilege to meet Rachel together with Doug Cook and being able to bore him with constant talking on Twitter… hope to catch up soon with you guys in Italy or SF.

It has been a great week-end, I won’t miss next year edition wherever it will be. (fingers crossed :-) )


Ospite al World Business Forum di Milano

27-10-2009

Grazie a Augusta e a HSM domani sarò ospite a uno degli eventi più rilevanti e esclusivi a livello mondiale: il World Business Forum, in edizione milanese. Sia come gentilezza nei confronti dell’organizzazione sia come spirito di servizio verso la comunità web io e altri blogger presenti condivideremo alcuni racconti, foto, video, stimoli, idee attraverso twitter, facebook e i nostri blog. Per l’occasione è stato coniato un “tag” ufficiale, una parola d’ordine che renderà facile reperire e riordinare i contributi:

#wbfmi

Trovetete quindi i contributi seguendo Twitter e FriendFeed e facebook

Oltre all’intervento di Bill Clinton, che sarà a porte chiuse :-( ecco chi cercherò di seguire aggiornandovi sui social network di cui sopra e su questo blog:

GARY HAMEL UNO DEI MASSIMI ESPERTI MONDIALI DI BUSINESS STRATEGY

LYN HEWARD DEL CIRQUE DU SOLEIL CHE PARLERA’  DI GESTIONE DEI TALENTI

RAJENDRA PACHAURI DELL’INTERGOVERNMENTAL PANEL ON CLIMATE CHANGE

RODRIGO DE RATO EX DIRETTORE GENERSALE DEL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE

ANDREAS WEIGEND EX CHIEF SCIENTIST DI AMAZON CHE PARLERA’ DI MARKETING E WEB 2.0

Per l’occasione HSM ha creato una pagina che “pescherà” in automatico i contributi postati dagli ospiti: la trovate QUI.

Per certo so che saranno con me: Wolly, Marco Zamperini, Alberto D’Ottavi, Andrey Golub, Gianfranco Chicco… gli altri si aggiungano sotto.


Fare le cose bene… quello che porto a casa da Venice Sessions 4

25-10-2009

La settimana scorsa ho avuto la fortuna (una delle tante che in questi anni il mio lavoro mi riserva) di prendere parte anche alla quarta Session delle Venice Sessions. Questa volta il tema era “Il futuro dei media nella Digital Age” e tra gli altri ospiti c’era “l’amministratore delegato della pubblicità mondialeMartin Sorrell.  (Ph. by D’ottavi)

Nei giorni immediatamente seguenti sono stato costantemente in viaggio (seguiranno dei post al riguardo), ma ho anche fatto decantare una serie di stimoli giunti da una giornata che è sempre intellettualmente molto faticosa. Il segnale più forte, più pulito, più puro alla fine è stato quello di Luca Sofri, che con una dorsale di dignità rara di questi tempi è stato in piedi mezz’ora per dirci che il futuro dei media ( e forse di qualunque altra cosa) è “fare le cose bene”. Sembra banale, ma una posizione etica incontrovertibile non lo è mai, tanto più di questi tempi. Oltretutto la presentazione di Luca è stata brillante e acuta. Qui sotto vi incollo i tre video, vale la pena ascoltarlo. Seguiranno altre riflessioni, vi rimando al canale youtube di Venice Session con tutti i video per approfondire o al sito.

http://www.youtube.com/venicesessions

http://venicesessions.it/

Ecco i video:


Blogfest 2009: quanti eravamo?

09-10-2009

Sulla Blogfest 2009 mi hanno chiesto in tanti: “Ma quanta gente c’era?“. La cosa sembra aver preoccupato quelli che non c’erano più che quelli che c’erano, impegnati a girare tra i barcamp e a stare in compagnia. Io ho incontrato un sacco di persone (e ho passato metà tempo in albergo con l’influenza :( ). I dati sui registrati ce li darà Gianluca. Quelli qui sotto (cliccate sull’immagine per vedere il ritratto collettivo di Organirama) c’erano di sicuro e a quanto pare si sono divertiti. All’anno prossimo.

Immagine 228


Bienvenidos à la Revolution?

22-09-2009

Socialnomics ha realizzato un video molto accattivante che presenta le vertiginose statistiche di penetrazione dei Social Media e il loro “potenziale” effetto sul marketing, sulla società, sull’informazione. Il filmato ha il “passo” di un’epopea, di un cavalcata con sottofondo di Fatboy Slim (lo saprà?:-)) invece che di Wagner. Quel che è certo è che, anche smorzando tutti i sensazionalismi, le cifre, la tendenza, la deriva verso un mondo con un equilibrio molto diverso da quello del millennio scorso pare chiara e inarrestabile.


AmfibieTreks: quando il “genio” Olandese incontra la pineta Sarda

13-09-2009

Se c’è una cosa che gli olandesi sanno fare bene è applicare lo spirito pragmatico a qualunque situazione. Così nel 1985 un omone dutch che conta 4 mogli un duetto e una moto da competizione, tal Gerhardt, ha aperto il primo dei due campi di Amfibie Treks. L’idea alla base è semplice, offrire un campeggio già attrezzato per il suo pubblico fiammingo: tende già montate e ordinate, pranzo collettivo con cucina italiana, scuola di surf e catamarano… In questo modo non serve portar con sè tende e fornelli, ma si può portare lo stretto indipensabile.

Quest’estate ho passato due settimane in compagnia di Alberto al campo di Mandras. Dopo pochi giorni ci si sente in famiglia, aria sana, fresco e ombra della pineta di Santa Lucia di Siniscola, sport, cibo fresco, compagnia e musica la sera, yoga all’alba o al tramonto, tennis, surf e massaggi quando si vuole… sembra di stare in un hotel di lusso, ma in realtà si vive in un bosco, come siamo forse nati tutti…

P.S.: La Sardegna è così vicina da Milano (50 min Linate Olbia + 30 min la navetta di Amfibie…) che è ottimo anche per un week-end.

Il sito di AmfibieTreksAmfibieTreks su facebook


Quando la nostra Capitale diventerà Digitale…

13-09-2009

Il tema delle città e della Rete mi è molto caro, basta rileggere gli ultimi post di quest’anno su Venezia (che si è dotata di un sistema Wi-Fi pubblico). La settimana scorsa per lavoro sono stato a Roma a seguire un evento organizzato da Telecom Italia, si trattava del primo di una serie di incontri destinati a aprire uno spazio di confronto sulla cultura digitale e l’innovazione che la banda larga può portare nel nostro paese.

Mi spiego in parole povere: provate a immaginare una città completamente connessa, con la banda larga in ogni quartiere, magari con una rete pubblica, con reti wi-fi e connessioni mobili facilissime, grazie a telefoni sempre più smart. Quante possibilità di interazione sociale, di fruizione di servizi, di creazione d’impresa ci riserva una città fatta così? Più di quelle a cui riusciamo a pensare ora, di sicuro.

Diventa quindi fondamentale che allo sviluppo dell’infrastruttura tecnologica si accompagni uno sviluppo della cultura digitale, della cultura di rete. Per mettere tutti (il più rapidamente possibile) in condizione di godere dell’enorme potenzialità della Rete e soprattutto di sfruttarlo creativamente.

A breve arriverà a Roma Joi Ito per parlare di Creative Commons a uno dei prossimi incontri di Capitale Digitale. Ho avuto la fortuna di seguire una conferenza di Joi Ito a Milano a Meet The Media Guru e vi assicuro che è imperdibile: qui la cronaca dell’evento milanese. Dopo Joi arriverà un altro ospite straordinario che non posso ancora comunicare. Quello che mi auguro è di veder crescere, non solo a questi incontri e non solo a Roma, la partecipazione delle persone e lo spazio lasciato loro da chi li organizza. Joi Ito e gli altri protagonisti sono dei fari che devono illuminare la nostra strada, ma la strada la dobbiamo percorrere noi.

QUANDO la nostra capitale e il nostro paese diventeranno digitali non è ancora dato saperlo. Gli investimenti pubblici non ci sono mai stati, le opere sono complesse, il cambiamento culturale è epocale. Viviamo probabilmente in una grandissima e millenaria transizione: sarebbe bello vederne il pieno compimento.

Qui sotto, per chiudere, Franco Bernabè (AD di Telecom Italia) intervistato durante Capitale Digitale da Alessio Jacona ci parla di “emancipazione delle periferie grazie allo sviluppo tecnologico”.

Segui Capitale Digitale su facebook

Segui Capitale Digitale su twitter


Valentino Rossi è più veloce di Twitter

13-09-2009

(La moto di vale 45 minuti prima del via. I box sembrano una cripta di una chiesa in quel momento, la moto non si può più toccare, la tensione e altissima e silenziosa. 45 minuti più tardi la Yamaha di Vale e le altre moto riempiranno questo silenzio muovendosi come una nuvola assordante sulla pista)

Domenica 6 settembre sono stato a Misano Adriatico ospite del Fiat Yamaha Team in occasione del MotoGP. Dopo alcune settimane in cui abbiamo mandato alcuni ospiti a passare un week end con Vale e la squadra, vista la vicinanza ho deciso di fare un salto anche io e per una volta seguire la gara da bordo pista, invece che su facebook o su twitter. Proprio con twitter cercavo di raccontare l’evoluzione della gara, ma ho scoperto che Valentino è più veloce anche del più veloce dei servizi web: non facevo a tempo di aggiornare il risultato dopo il primo giro, infatti, che al giro dopo vale aveva già guadagnato una posizione, e questo è successo per 4 giri di fila.

Il trionfo di vale con le orecchie da asino lo avete visto tutti, quello che è stato possibile vedere da vicino sono i momenti minori, ma unici. Il punto di vista offerto a me e a @ialla era davvero unico, infatti: a bordo pista con lo scooter ufficiale  e i pass gold che ci facevano entrare pressoché ovunque!

Valentino la domenica è giustamente superprotetto, anche se la fuga che i piloti fanno dal retro dei box con lo scooter è a mio avviso pericolossissima, vale infatti è stato placato da decine di fan che gli sono saltati addosso sul motorino.

Un’altra bella storia, nata dallo spirito di apertura verso la rete che caratterizza FIAT negli ultimi anni è che una bellissima foto del guest blogger di quella settimana (ialla, appunto) è diventata la foto del giorno a livello mondiale su flickr. Ecco la foto di ialla qui sotto, andate qui per leggervi tutta la storia nei commenti.

Segui le prossime tappe del motogp su facebook

Amici del FYT su twitter

@fiatontheweb @tizianadgi @umbe_china @alexordie @chinaoverload @stetto @ialla


“Ci vogliono due motori e vanno calcolati fin dall’inizio.” [Working Capital Camp Torino, Mario Calabresi Lezione sull'innovazione.]

09-07-2009

Le lezioni italiane

Fondamentale (purtroppo) il concetto espresso da Mario Calabresi, neodirettore de La Stampa: “Uno pensa un progetto nuovo e calcola l’energia che deve mettere in questo progetto. Il punto è che uno può calcolare alla perfezione tutti i passaggi che dovrà fare [...] c’è un’altra cosa da fare, bisogna fare un secondo progetto per smontare le forze contrarie al cambiamento, ci vogliono due motori e vanno calcolati fin dall’inizio.”

Ascoltate il video.

Personalmente ho amato moltissimo anche la citazione di Calvino al minuto 08 e 20.

Le prime 5 start up di Working Capital

A proposito di innovazione e di piani, al Barcamp di Torino sono state presentate 5 nuove aziende, che Telecom Italia sosterrà a soli 4 mesi dal lancio di Working Capital, eccole:

U-StationMemoPalMyoTVShreppyNetsukuku