Il giorno in cui la blogosfera iniziò a parlare in Venessian…

02-07-2009

i-list

… e i Comuni iniziarono a parlare coi cittadini via Web.

Alcune tracce di dialetto Veneziano invadono la rete da qualche settimana. Doman xè il giorno del Bateo camp. Domani mattina, 3 luglio 2009, sarò uno dei 40 fortunati partecipanti al Barcamp forse più originale della storia: il Bateo Camp, un BarCamp organizzato dal Comune di Venezia a bordo di un Vaporetto. L’inizitiva fa parte del Wi-Fi dai del Comune di Venezia. A mio avviso è un BarCamp straordinario per due motivi:

- si svolgerà interamente a bordo di un Vaporetto (detto Battello o “Bateo” in veneziano), mutuando l’unicità di Venezia e del suo famoso mezzo di trasporto, unico al mondo

- è un barcamp organizzato da un’amministrazione pubblica (Il Comune di Venezia) e contribuirà ad aprire a nuove forme di dialogo Amministrazione-Cittadini.

Il secondo motivo è MOLTO più importante del primo, ovviamente, e va a inserirsi in un percorso che vede Venezia come città pioniera nei processi di digitalizzazione, accesso alla rete e dematerializzazione del lavoro della P.A. e dei rapporti cittadino-istituzioni.

A bordo del Battello ci accoglierà Michele Vianello, Vice Sindaco di Venezia, fautore dell’intero progetto Venezia Città Digitale realizzato in partnership con SUN Microsystems che ci farà provare la nuova rete Wi-Fi pubblica che coprirà l’intero Canal Grande e i punti strategici della città.

ALCUNI LINK UTILI:

http://www.cittadinanzadigitale.it/

http://www.veniceconnected.com/

Amministrare 2.0: dichiarazione di Michele Vianello

Segui il racconto dei 40 blogger presenti sul BateoCamp su Twitter e FriendFeed


[giro in bici] Milano – Chiaravalle – Gratosoglio – Milano

01-06-2009

Poche pedalate lungo Corso Lodi e comincia il sapore di periferia, ma termina ben presto quando si imbocca la solitaria via San Dionigi che in poco più di dieci minuti porta all’Abbazia di Chiaravalle, un posto che ricorda le missioni della California. Tutta asfaltata, zero ciclabile, ma tranquilla. Da lì si prosegue verso sud per passare attorno a Sesto Ulteriano (la micro-pista ciclabile, che copre solo la rotonda, ma non i pericolosi viali di acesso, fa tenerezza nella sua ingenuità) e di lì risalendo per giungere a Poasco.

Fiancheggiando il cimitero di Chiaravalle si imbocca una strada stretta che porta a via dell’Assunta. Ci sono alcune cascine che sembrano più accampamenti, e non si è accolti a braccia aperte, basta pedalare, e in pochi istanti ci si ritrova in via Ripamonti. E’ la costante di questo giro, dietro ogni curva cambia lo scenario: periferia, campi di grano, piccoli centri urbani,  periferia disagiata, cascine… ogni cinque minuti è diverso.

La risalita finale lungo il Naviglio Pavese è distensiva, per chi è di strada passate per via Giambologna, dalle caratteristiche case gotiche.

 

Guarda la Google Map dell’itinerario (27 km)

Guarda la Google Map dell’itinerario (27 km)

Tempo di percorrenza 2 ore e 30 minuti con andatura da passeggio.

Tutto asfalto, praticamente nessun pezzo di pista ciclabile. 

GUARDA I MIEI ITINERARI SU WWW.PISTE-CICLABILI.COM


[giro in bici] Milano – Trezzano sul Naviglio – Zibido – Rozzano – Milano

31-05-2009

Google Map del giro (35 km)

Il primo pezzo da Porta Romana a Porta Genova è il più faticoso e pericoloso per la vergonognosa e totale assenza di pista ciclabile, e a causa dei sampietrini e dei binari del tram dismessi.

Una volta imboccata la ciclabile di Alzaia Naviglio Grande, invece, giunge la serenità. Lungo il Naviglio Grande si pedala in tranquillità ammirando circoli di canottaggio, resti di architettura industriale e borghi e paesini pittoreschi.

Arrivati a Trezzano si scavalca il ponte, passando sulla statale. Proseguite per circa un chilometro oltre il paese in direzione Gaggiano, prima di entrare a Gaggiano immettetevi a sinistra su una ciclabile/carrabile che nel giro di un paio di minuti vi fa immergere nella natura: il percorso si chiama “Camminando sull’Acqua” (che incredibilmente non ha una presenza Internet per promuoverlo, ma solo una pagina di capitolato del comune di Buccinasco) ed è una pista ciclabile di alcuni chilometri che passa per molte cascine e il magnifico lago di Boscaccio e la adiacente Cascina Boscaccio (ottima se dovete sposarvi :-) ).

Superata la cascina si prosegue per altri 7/8 chilometri in mezzo a risaie e canneti fino a Zibido. I gentili abitanti del paese vi segnaleranno a quali incroci girare per ritrovare la pista ciclabile molto mal segnalata in questa zona. Ancora 2/3 chilometri, due rotonde e un ponte da fare con attenzione alle auto a alta velocità e si arriva all’altro naviglio: il Naviglio Pavese. Da qui una ciclo/carrabile tranquilla e agevolissima vi riporta a Milano in poco più di mezz’ora.

Tempo di percorrenza 2 ore e mezzo a velocità media andante. Il giro è quasi tutto asfaltato, una parte della ciclabile tra i due navigli ha molto ghiaino, sconsigliate le bici da strada. Il tratto tra Trezzano e Zibido controvento è appena impegnativo. Consigliato pic-nic al Boscaccio e rientro nel pomeriggio.

Consulta la mappa del giro su Google Maps

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[giro in bici] Milano-Idroscalo-Aeroporto di Linate-Ortomercato-Milano

30-05-2009

Il giro si fa in 3 ore circa con andatura da passeggiata. Si attrarversano due parchi (Forlanini e Idroscalo) ricchi di aree per riposo e rifornimento. Il giro attorno alla pista dell’Aeroporto di Linate è suggestivo, con gli aerei che decollano e atterrano a poche decine di metri. Il rientro in città avviene per il popolare quartiere Ortomercato. 

Consulta la mappa del giro (33 km).

 

Vai alla Google Map del giro (33 km).

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Internet, Innovazione e ritorno alle origini…

20-05-2009

Sono molto felice di vedere il Veneto ricorrere così frequentemente nelle mie giornate e progetti lavorativi e farlo sempre in chiave di innovazione e prestigio. Dopo le varie tappe veneziane, ora tocca a Padova. Durate le giornate del Forum della Ricerca e dell’Innovazione ci sarò una giornata dedicata a “Il futuro di Internet e dei media”.

Alle 14:15 presso Palazzo del Bo parleremo di Comunicazione e Web 2.0 assieme a clienti e amici: Stefano Stravato, Digital Marketing Manager di Fiat Automobiles S.p.A., Pepe Moder, Head of Digital di Barilla e Francesca Casadei aka La Fra.

Leggi il programma.

Vieni al Bo.

Ne parla anche Pepe.


Il Pane di Matera

03-05-2009

 

(Matera, un’organizzatrice del MateraCamp ci regala il Pane di Matera)

I “raduni”, di qualunque natura, sono vecchi come l’uomo. Il desiderio di incontrarsi e scambiarsi esperienze, conoscenza esiste da sempre e l’uomo appena può organizza incontri con persone che condividono le stesse opinioni, gli stessi interessi, le stesse passioni. Internet nei suoi pochi anni di vita è diventato uno straordinario strumento di aggregazione, di organizzazione di incontri che nascono da affinità e frequentazioni online. La formula di rito di questi incontri si chiama BarCamp, termine di estrazione hacker e legittimato dall’editore americano Tim O’Reilly. Ogni anno in Italia si tengono decine di BarCamp, organizzati secondo regole scritte e non scritte, codificati in una WIKI. Uno particolare è quello dove sono appena stato e della cui genuinità voglio anch’io testimoniare qui: il MateraCamp.

Mi sono aggiunto a questo viaggio praticamente all’ultimo saltando su un aereo e dirigendomi verso uno dei posti meno raggiungibili d’Italia. Per andare da Bari a Matera (60Km) per un motivo o per l’altro ci vuole il triplo che da Milano a Bari (881km). Ma il viaggio vale la pena. Quando arrivate a Matera subito dopo il tramonto e la città vi apre le sue porte, vi rendete conto di essere in luogo speciale, assurdo anche. Materaviglia

(Matera, I Sassi, vista notturna)

Matera, la abbiamo chiamata affettuosamente Cratera, è una città dentro un buco profondo qualche centinaio di metri in cui vivono 50.000 persone. E’ lunare, surreale e al tempo stesso concretissima come il suo tufo, che ricorda il suo pane, o forse viceversa. Nei secoli gli uomini hanno scavato gallerie come talpe, 3 piani sotto il sottosuolo scavati con un angolo tale che arriva comunque la luce del sole. A Matera i morti stanno sopra i vivi. Vivi che scavano da sempre cunicoli per ripararsi dal freddo o dai nemici, per conservare il cibo e fuggire il caldo.

(Matera, I Sassi)

Matera città porosa, che assorbe e racconta, proprio come il suo pane. I Materani ti raccontano le storie della propria terra e una storia che ti raccontano tutti è quella del loro pane: antico, ruvido, pieno di bozzi come la terra che lo ha generato. Hanno fatto un consorzio e dicono che il Pane di Altamura (a 30km di distanza) famoso nel mondo è in realtà il Pane di Matera. Non c’è ovviamente nessuna prova su chi lo abbia preparato prima, ma se guardate il pane e pensate alla città non avrete alcun dubbio che è il pane di Matera e di nessun altro.

Grazie  a Matera, quindi, che ha condiviso con noi il suo pane, la sua gente, la sua pietra.


La primavera del Web

29-04-2009

C’è fermento in queste settimane. Tra i blogger, tra le aziende, tra le agenzie di comunicazione, tra i giornalisti. In questa primavera 2009 stanno fiorendo un sacco di progetti su Internet o grazie a Internet. Vado a memoria, ne dimenticherò molti…

Massimo sta facendo sbocciare COWI su COWI: mi piace un sacco il suo Co-Working Project

Hai un ufficio? Hai qualche scrivania libera? Allora perché non provi a guadagnare qualche euro con il coworking? E’ anche un modo per conoscere persone nuove e interessanti.

Lorenzo ha organizzato uno splendido Facebook Developer Garage, una giornata tutta dedicata al Social Network che in pochi mesi ha conquistato l’attenzione degli italiani. Due/trecento persone hanno popolato per un giorno i bellissimi chiostri dell’Umanitaria confrontando esperienze, progetti, e parlando per la prima volta in Italia con un rappresentante di facebook

Lele sta sdoganando facebook a Ruling Companies assieme all’Università di Urbino faremo una diretta su FriendFeed in una room dedicata: segnatevela.

 50 persone in 3 giorni stanno dando vita a un manifesto che era nato come un post che avevo lanciato lì. Vi terrò aggiornati.

[disclaimer ON] La FIAT  e  La Stampa sbarcano su twitter. Ed è solo l’inizio: stay tuned. SUN mette a disposizione degli sviluppatori 250 Virtual Machines. L’amministratore delegato di Telecom Italia siede tra gli studenti di Catania cercando un garage dove, invece di smontare motorini rubati, nasca una nuova Google. [disclaimer OFF]

Stiamo offrendo risorse per organizzare un barcamp dedicato alle mamme. E pare ce ne sia già un secondo in contemporanea.

Anche al Parlamento, Internet è al centro del dibattito.

Insomma, secondo me tra qualche anno questa primavera 2009 sarà ricordata come la primavera del web. Un periodo un po’ romantico, un po’ affaristico, ma un momento in cui stanno nascendo nuovi equilibri, nuovi tessuti sociali, nuovi centri di interesse e forse anche di potere.

Che dite?


Il filosofo, il computer e la scrittura…

16-04-2009

Maurizio Ferraris ci racconta come l’avanzare della tecnologia porti a un prepotente ritorno della scrittura, anziché al suo declino. Sembrerà una banalità, ma il filosofo torinese conduce una presentazione brillante e con risvolti inediti: in particolare il concetto che “nulla di sociale esiste fuori del testo”, concetto cruciale per chi si occupa di Social Media.

Affascinante anche l’excursus sull’impatto della tecnologia (e del telefonino) nelle relazioni sociali. Credo Ferraris abbia saputo cogliere una sintesi che sa parlare ai tecnologi, agli umanisti, ai massmediologi, ai filosofi: insomma agli uomini.

Nel finale Ferraris analizza il ruolo della parola scritta nella globalizzazione: un’esplosione di documentalità, per dirla con Ferraris. Su una cosa sola non sono molto d’accordo: nel nostro ufficio c’è davvero pochissima carta! :-)

Vi consiglio di dedicare 7 minuti ad ascoltare la presentazione del professor Ferraris.


 

[via Venice Sessions]


7 post dal terremoto

15-04-2009

Linnea è appena tornata da una lunga Pasqua in cui ha donato la sua vacanza e le sue energie alla gente de L’Aquila. Ecco i suoi post:

L’Aquila o forse Beirut

Vita da volontari

Coppito L’Aquila

La roba

San salvatore. L’inferno sconosciuto

Non solo tende

Epilogo o forse no

LE FOTO QUI


“Benvenuto in Ferpi”

04-04-2009

Me lo ha detto ieri mattina (dopo quasi un anno che mi ripromettevo e cercavo di associarmi)  Roberto Antonucci al termine dell’incontro di benvenuto e ammissione dei nuovi soci.  Ferpi, la storica associazione dei relatori pubblici presieduta da Gianluca Comin, si è molto orientata al web in questo ultimo anno, rinnovando il sito e lanciando Ferpinet e facendo dei social media il tema centrale dell’ultimo magazine di cui ero ospite, prima ancora di associarmi.

Ecco il link per leggere la mia intervista.

Ecco il link per scaricare il Magazine Ferpi n. 56 marzo 2009.

Su questo numero: Nicola Mattina (One company, many voices) Italo Vignoli (Le relazioni pubbliche nell’era dei social media), Enrico Grazzini (La nuova sfida è preoccuparsi), Simona e Pietro Battistella (La presenza in rete di un’organizzazione è sempre più diffusa, è questa una delle sfide più difficili), Marco Massarotto (Internet Pr: cambiano strumenti e linguaggi), Michele Ficara Manganelli (Le organizzazioni devono imparare a conversare con i pubblici), Vincenzo Cosenza (Blog, forum, social media: l’opinione si forma online), Diego Biasi (La verà novità: le persone al centro).