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Perché difendere la rete? (Ovvero portiamo Twitter in Parlamento).

[È nato tutto con questa nota su facebook: http://www.facebook.com/note.php?saved&&suggest&note_id=385548876604 ora abbiamo centinaia di tweet senza sosta e ne stanno già parlando in molti…] Vi ripropongo il testo anche qui, fuori da Facebook.]

Giovedì prossimo, 11 marzo, in occasione degli incontri di Capitale Digitale sarà in Italia Lawrence Lessig. Lessig (autore di REMIX, testo fondamentale per capire le nuove dinamiche che sottendono al diritto d’autore e alla fruizione di contenuti e informazione) è colui che ha fondato Creative Commons e che ha fatto da advisor a Obama nella sua campagna elettorale. Una figura di primissimo piano che avremo l’onore di poter seguGiovedì prossimo, 11 marzo, in occasione degli incontri di Capitale Digitale sarà in Italia Lawrence Lessig. Lessig (autore di REMIX, testo fondamentale per capire le nuove dinamiche che sottendono al diritto d’autore e alla fruizione di contenuti e informazione) è colui che ha fondato Creative Commons e che ha fatto da advisor a Obama nella sua campagna elettorale. Una figura di primissimo piano che avremo l’onore di poter seguire di persona o in diretta streaming. L’incontro sarà a Montecitorio, presso il Parlamento italiano e si parlerà di libertà e diritto all’informazione, di contenuti digitali e fruizione, di copyright e pirateria, di Internet e politica. In occasione di questo incontro, presieduto dall’onorevole Gianfranco Fini, e che vedrà la presenza di molti amici e persone che da anni lavorano per la Rete, invece di chiedervi di mandare via twitter le vostre domande abbiamo pensato di portare alla Camera le vostre risposte. Le vostre risposte alla domanda: perché dobbiamo difendere la rete? Se in questi giorni scrivete su Twitter i vostri motivi e usate il tag #difenderelarete, i vostri Tweet verranno consegnati a Lessig e al Presidente Fini e verranno consultati e discussi durante il dibattito. Ci sembrava il modo più forte di rendere davvero rappresentativo questo incontro e di “far entrare più persone possibili in Parlamento”. Vi preghiamo di diffondere questa nota presso i vostri amici che ritenete possano essere interessati e invitarli a Twittare il loro perché. Grazie. UPDATE 11/3/2010 ore 11:00 Siamo letteralmente travolti dai tweet, sono oltre 300 da ieri sera e crescono al ritmo di 2/3 al minuto! Riccardo Luna li sta leggendo, è probabile che oggi verranno proiettati o commentati non so se riusciremo a raggrupparli per le 15 in un documento, nè se sia giusto visto che è diventato il tag della giornata. Produrremo un documento da pubblicare sul web e spedire alla Camera all’inizio di prossima settimana, così non ci perdiamo i vostri tweet di oggi. ire di persona o in diretta streaming. L’incontro sarà a Montecitorio, presso il Parlamento italiano e si parlerà di libertà e diritto all’informazione, di contenuti digitali e fruizione, di copyright e pirateria, di Internet e politica.

In occasione di questo incontro, presieduto dall’onorevole Gianfranco Fini, e che vedrà la presenza di molti amici e persone che da anni lavorano per la Rete, invece di chiedervi di mandare via twitter le vostre domande abbiamo pensato di portare alla Camera le vostre risposte. Le vostre risposte alla domanda: perché dobbiamo difendere la rete?

Se in questi giorni scrivete su Twitter i vostri motivi e usate il tag #difenderelarete, i vostri Tweet verranno consegnati a Lessig e al Presidente Fini e verranno consultati e discussi durante il dibattito.

Ci sembrava il modo più forte di rendere davvero rappresentativo questo incontro e di “far entrare più persone possibili in Parlamento”. Vi preghiamo di diffondere questa nota presso i vostri amici che ritenete possano essere interessati e invitarli a Twittare il loro perché.

Grazie.

UPDATE 11/3/2010 ore 11:00
Siamo letteralmente travolti dai tweet, sono oltre 300 da ieri sera e crescono al ritmo di 2/3 al minuto! Riccardo Luna li sta leggendo, è probabile che oggi verranno proiettati o commentati non so se riusciremo a raggrupparli per le 15 in un documento, nè se sia giusto visto che è diventato il tag della giornata. Produrremo un documento da pubblicare sul web e spedire alla Camera all’inizio di prossima settimana, così non ci perdiamo i vostri tweet di oggi. Seguono aggiornamenti, qui sotto l’andamento della conversazione:

UPDATE 12/3/2010 ore 08:00

Stimiamo oltre 2000 tweet in 24 ore, i limiti tecnici della piattaforma twitter stanno venendo fuori nel retrieval, ne avevamo cmq salvati la stragrande maggioranza. In vari passaggi i tweet sono stati letti o citati, ora stiamo cercando il modo più sensato e realistico di confezionarli. Ecco un trend, per darvi l’idea.

E invece ecco la classifica dei top tag su Twirus.

E se non riguardasse solo il Marketing?

Stavo sfogliando questa presentazione sui modelli di management ampiamente ispirata dai vettori del cosiddetto Web 2.0: comunità, conversazione, collaborazione. E mi è tornata in mente una domanda ricorrente la cui risposta conosciamo benissimo, ma che a volte da operatori del marketing tendiamo a dimenticare: non stiamo guardandola troppo stretta? Non siamo troppo focalizzati a studiare e analizzare gli effetti e le variazioni che le dinamiche della rete portano al marketing e ci dimentichiamo che le stanno portando alla società? Forse dovremmo cambiare punto di vista e ricordarci, mentre scriviamo un piano di comunicazione, che le forze sociali sotterranee al web cambiano le gerarchie di potere, prima che di comunicazione. Fare una campagna di comunicazione sui Social Media non deve essere una scorciatoia per una visibilità a basso costo, ma il riconoscimento di nuovi stakeholder e nuove regole di potere tra l’azienda e i consumatori. Solo allora le campagne funzionano davvero.

Ecco dunque uno schema noto ai Web Marketer applicato al management (cioè a coloro che decidono e pagano per le campagne di Web marketing 😉 )

Choukran, Marrakesh (Thank you, Marrakesh) – Part 1


Bab El Khemis, Alley. Photo by Marco Massarotto, click for full credits.

I just spent six days in Morocco to visit Marrakesh and I’m very thankful to the city (and the people I met there) for the pleasant time. Marrakesh is warm (it actually is, on December it’s about 25°C) in a Maghreb, unique way. We were living in a Riad (the typical Moroccan house with a central patio, the picture above is Derb Jdid, where our Riad was located) in the north end of the Medina (part of the Unesco World Heritage). We were close to Bab El Khemis, the Door of Thursday, day in which there’s a local low end Suq (market), a zone mostly inhabited by locals.

[Find a very detailed and useful Marrakesh’s Medina Google Map Mashup here]

The very comfortable climate encouraged long walks getting lost in the Medina alleys, discovering a monumental neighborhood and getting everyday closer with the people. At first the Medina is a little bit scary: dark alleys, poverty, dirt. After a couple of days it grows on you and you actually feel you always lived in that kind of place and talk with everyone. The Moroccans are friendly, honest, a bit pushy sometimes, but very pleasant people.

[I reccomend to download the Marrakesh iPhone LonelyPlanet it’s worth if you buy a Meditel 3g sim card for 4.990DH that gets your iPhone online and will get you out of the Medina’s alleys]

The Spice Market. Photo by Marco Massarotto, click for full credits

Street food is very popular in Marrakesh, so let’s cover that straight, starting from breakfast. 🙂 The chilly mornings didn’t scare me from a walk to Cafe Des Epices, at the Spice Market. Almost every morning I lingered there tasting a delightful Crepe Marocaine au miel (Squared, puff pastry crepes: videorecipe) and a fresh orange juice (oranges are so tasty there….) served by the young, beautiful girl working there. Sitting in the shadow of the Terrace of Cafe Des Epices is a perfect way to watch the Suq awaken and shape in front of your eyes.

Thé à la Menthe. Photo by Marco Massarotto, click for full credits.

The north end of the Medina (Bab el Khemis) is connected to the Suq (The spice market is one of the first you meet walking from north) by the Rue Assouel. This street is extremely lively form morning to night and you hardly will see a tourist there. Along Rue Assouel you may encounter: bakers, mechanics, small mosques, taylors, beggars, cigarette smugglers, egg sellers on sidewalks, small grill bars where Moroccans eat continuosly. It’s a journey into the Moroccan people and their history: proud, hard workers, often poor. Don’t get too formal on the dirt and the mud on the streets, you’ll get used to it and we all have been kinds playing in the streets and that’s the rule in the Medina: the street is the floor…

Marrakesh - Medina by night. Photo by Marco Massarotto, click for full credits.

…unless you can afford carpets. The carpet market follows the spice market, and after that the leather market and others all the way down, down (everybody will give you directions, most of the time wrong) down to… La Grand Place, the big square, the beating heart of Marrakesh: Djema el Fna.

Djema el Fna - Painting, photo by Marco Massarotto, click for full credits.

Djema el Fna is one of the world’s most famous squares and one of Africa’s largest and more active. In the morning terrace bars and stalls start offering fresh fruit juice along with every kind of item. As the day goes by Djema el Fna changes and becomes a huge open air restaurant with dozens of food stalls, a great view with amazing lights at sunset and a theatre with monkey and snake shows. A unique experience of humanity.

Marrakesh, Djemaa el Fna in the evening2, photo by Jerzy Strzelecki on Wikipedia, click for full credits

Food at this stalls is really fresh and tasty and it’s your best way into the Moroccan Cuuisine, made of grilled meat, rice and couscous with meat or fish, fried fish and all sorts of spicy, tasty, quick bites. Grab a seat at one stall (I suggest #34) and enjoy the moroccan flavours surrounded by the non stopping life of Djema el Fna: it will be a memorable meal.

Moving south from Djema el Fna square, the Royal part of the city begins… but we will talk about that in the next post.

Read Choukran, Marrakesh (Thank you, Marrakesh) – Part 2

Watch all the pictures on flickr

Read The Marrakesh tips post / (COMING SOON)

Fare le cose bene… quello che porto a casa da Venice Sessions 4

La settimana scorsa ho avuto la fortuna (una delle tante che in questi anni il mio lavoro mi riserva) di prendere parte anche alla quarta Session delle Venice Sessions. Questa volta il tema era “Il futuro dei media nella Digital Age” e tra gli altri ospiti c’era “l’amministratore delegato della pubblicità mondialeMartin Sorrell.  (Ph. by D’ottavi)

Nei giorni immediatamente seguenti sono stato costantemente in viaggio (seguiranno dei post al riguardo), ma ho anche fatto decantare una serie di stimoli giunti da una giornata che è sempre intellettualmente molto faticosa. Il segnale più forte, più pulito, più puro alla fine è stato quello di Luca Sofri, che con una dorsale di dignità rara di questi tempi è stato in piedi mezz’ora per dirci che il futuro dei media ( e forse di qualunque altra cosa) è “fare le cose bene”. Sembra banale, ma una posizione etica incontrovertibile non lo è mai, tanto più di questi tempi. Oltretutto la presentazione di Luca è stata brillante e acuta. Qui sotto vi incollo i tre video, vale la pena ascoltarlo. Seguiranno altre riflessioni, vi rimando al canale youtube di Venice Session con tutti i video per approfondire o al sito.

http://www.youtube.com/venicesessions

http://venicesessions.it/

Ecco i video:

Blogfest 2009: quanti eravamo?

Sulla Blogfest 2009 mi hanno chiesto in tanti: “Ma quanta gente c’era?“. La cosa sembra aver preoccupato quelli che non c’erano più che quelli che c’erano, impegnati a girare tra i barcamp e a stare in compagnia. Io ho incontrato un sacco di persone (e ho passato metà tempo in albergo con l’influenza 😦 ). I dati sui registrati ce li darà Gianluca. Quelli qui sotto (cliccate sull’immagine per vedere il ritratto collettivo di Organirama) c’erano di sicuro e a quanto pare si sono divertiti. All’anno prossimo.

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Google sta “trasformando” Internet in un Social Network?

Non passa settimana che non compaia una nuova “vocina” nella barra in alto quando siamo loggati col nostro account Google. Ormai assomiglia sempre di più a un interfaccia da Social Network:foto, filmati, chat, messaggi, newsfeed, mappe, friends…

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E se la strategia di risposta di Google alla deriva social della search* fosse tessere un filo sottile, ma molto ampio e resistente attorno a tutta la nostra vita digitale? Offrirci una miriade di servizi sul web aperto e poi imbastire una rete tra di essi costituendo così un Social Network Virtuale grande quanto la base utenti di gmail?


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Anche alcune novità introdotte recentissimamente sembrano andare nella direzione di marcare stretto facebook e gli altri Social netwrok: penso, per esempio, a Google Friends Connect (emulo di Facebook connect?) e l’introduzione della funzione “LIKE” su Google reader. Ma anche alla recente acquisizione della “centrale” di Feed RSS più importante che ci sia: Feedburner e al fatto che i fondatori di FriendFeed siano tutti ex googliani, che sia il prossimo merge? 🙂

E per le aziende?

Le lezioni che si possono trarre da questa microanalisi, in termini di comunicazione, sono due:

il “territorio” è molto più ampio del social network del momento: va benissimo usare facebook che consente alcune forme di interazione molto interessanti coi propri consumatori, ma è saggio non mettere tutte le “eggs in the same basket”. Una strategia di relazioni online deve saper integrare spazi e strumenti diversi tra di loro e continuare a rispettare i motori di ricerca, che sono ancora la fonte naturale di ricerca di informazioni su prodotti e servizi.

– il web è fatto di flussi, di updates, di contenuti che devono viaggiare molto velocemente e interconnettersi tra di loro in ogni modo possibile. Quando un’azienda progetta una presenza web dovrebbe “abilitare” questi flussi il più possibile e evitare “impalcature” troppo rigide e pesanti.

*chiedere una cosa ai propri amici/contatti dà una risposta spesso qualitativamente più alta che chiederla ai motori di ricerca

“Ci vogliono due motori e vanno calcolati fin dall’inizio.” [Working Capital Camp Torino, Mario Calabresi Lezione sull’innovazione.]

Le lezioni italiane

Fondamentale (purtroppo) il concetto espresso da Mario Calabresi, neodirettore de La Stampa: “Uno pensa un progetto nuovo e calcola l’energia che deve mettere in questo progetto. Il punto è che uno può calcolare alla perfezione tutti i passaggi che dovrà fare […] c’è un’altra cosa da fare, bisogna fare un secondo progetto per smontare le forze contrarie al cambiamento, ci vogliono due motori e vanno calcolati fin dall’inizio.”

Ascoltate il video.

Personalmente ho amato moltissimo anche la citazione di Calvino al minuto 08 e 20.

Le prime 5 start up di Working Capital

A proposito di innovazione e di piani, al Barcamp di Torino sono state presentate 5 nuove aziende, che Telecom Italia sosterrà a soli 4 mesi dal lancio di Working Capital, eccole:

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[giro in bici] Milano – Trezzano sul Naviglio – Zibido – Rozzano – Milano

Google Map del giro (35 km)

Il primo pezzo da Porta Romana a Porta Genova è il più faticoso e pericoloso per la vergonognosa e totale assenza di pista ciclabile, e a causa dei sampietrini e dei binari del tram dismessi.

Una volta imboccata la ciclabile di Alzaia Naviglio Grande, invece, giunge la serenità. Lungo il Naviglio Grande si pedala in tranquillità ammirando circoli di canottaggio, resti di architettura industriale e borghi e paesini pittoreschi.

Arrivati a Trezzano si scavalca il ponte, passando sulla statale. Proseguite per circa un chilometro oltre il paese in direzione Gaggiano, prima di entrare a Gaggiano immettetevi a sinistra su una ciclabile/carrabile che nel giro di un paio di minuti vi fa immergere nella natura: il percorso si chiama “Camminando sull’Acqua” (che incredibilmente non ha una presenza Internet per promuoverlo, ma solo una pagina di capitolato del comune di Buccinasco) ed è una pista ciclabile di alcuni chilometri che passa per molte cascine e il magnifico lago di Boscaccio e la adiacente Cascina Boscaccio (ottima se dovete sposarvi 🙂 ).

Superata la cascina si prosegue per altri 7/8 chilometri in mezzo a risaie e canneti fino a Zibido. I gentili abitanti del paese vi segnaleranno a quali incroci girare per ritrovare la pista ciclabile molto mal segnalata in questa zona. Ancora 2/3 chilometri, due rotonde e un ponte da fare con attenzione alle auto a alta velocità e si arriva all’altro naviglio: il Naviglio Pavese. Da qui una ciclo/carrabile tranquilla e agevolissima vi riporta a Milano in poco più di mezz’ora.

Tempo di percorrenza 2 ore e mezzo a velocità media andante. Il giro è quasi tutto asfaltato, una parte della ciclabile tra i due navigli ha molto ghiaino, sconsigliate le bici da strada. Il tratto tra Trezzano e Zibido controvento è appena impegnativo. Consigliato pic-nic al Boscaccio e rientro nel pomeriggio.

Consulta la mappa del giro su Google Maps

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[giro in bici] Milano-Idroscalo-Aeroporto di Linate-Ortomercato-Milano

Il giro si fa in 3 ore circa con andatura da passeggiata. Si attrarversano due parchi (Forlanini e Idroscalo) ricchi di aree per riposo e rifornimento. Il giro attorno alla pista dell’Aeroporto di Linate è suggestivo, con gli aerei che decollano e atterrano a poche decine di metri. Il rientro in città avviene per il popolare quartiere Ortomercato. 

Consulta la mappa del giro (33 km).

 

Vai alla Google Map del giro (33 km).

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