Il costo della carta e quello delle digital news

Silicon Alley, fa una curiosa analisi dei costi di carta e spedizione del New York Times (che dal 28 al 30 gennaio ha perso l’11%), comparandoli con un’ipotetico ebook-reader omaggio per tutti i lettori del NYT.

Stampa + distribuzione=$644 million per year

Distribuzione di 830.000 kindle (che includono i costi di download)=$297 million

Poi si aprirebbero mille problemi: usabilità, manutenzione, rigetto della tecnologia, diminuzione del valore dell’adv etc etc, ma come conclude Alley Insider: “la carta è una pessima modalità di distribuzione della notizia”, anche se pare ancora l’unica possibile.

Le domande, infatti, IMHO, sono:

Quanti anni ci metterà ad avvenire lo switch all’informazione digitale?

E in Italia?

E chi saranno i protagonisti delle digital news?

QUI L’ORIGINALE

Ne parla anche mezza Internet

Musei 2.0

Mi scrive lo studente autore di una tesi su Musei e Web 2.0 per ringraziarmi e dirmi di aver inserito Internet P.R. nei ringraziamenti della tesi. Sono io che lo ringrazio perché mi fa rendere conto di aver trascurato troppo il settore del marketing culturale online, che soprattutto in Italia, ha delle potenzialità enormi.

Credo che dopo il dibattito su Internet e politica, scatenato dalla campagna di Obama e che ha dato luogo a una serie di incontri in Parlamento, il cui esito non è ancor chiaro, ma è pur sempre un inizio, sia giunto il momento di aprire un altro fronte: quello dei beni culturali.

Siamo il paese dei musei, dell’arte, delle pinacoteche, delle sculture. Penso che dovremmo al più presto implementare uan strategia di identità digitale (e quindi globale) del nostro patrimonio artistico.

Esperienze? Suggerimenti? Idee? Da dove comincereste? Che dice Mario Resca?

 

Scarica gratis la tesi Musei online – Gli strumenti 2.0 al servizio del dibattito culturale

Piccolo sondaggio tra studenti.

La scorsa settimana sono stato invitato a tenere un seminario sulle Internet P.R. presso l’Università di Pesaro, Facoltà di Comunicazione da Giovanni Boccia Artieri. La sera prima alcuni studenti mi hanno invitato in pizzeria e abbiamo chiacchierato della penetrazione di Internet in città e in provincia e nelle loro vite. Mi sembravano un po’ scettici, sentivano (e condivido) una grande importanza ancora del reale, ma secondo me sottovalutavano un po’ la rilevanza che il web ha già nei processi d’acquisto, anche dei loro. Così abbiamo deciso di fare un sondaggino molto semplice, anonimo e su un campione di 30 studenti tra i 20 e i 25 anni di un centro urbano medio. Niente di scientifico, per carità, ma i grafici di risposta sono abbastanza significativi di come le nuove generazioni si informino via internet in modo naturale, spesso inconsapevole, insomma abbiano “adottato” il mezzo e questo ne influenza le decisioni d’acquisto.

La presentazione

Grazie per la fondamentale collaborazione nella stesura delle domande e nel conteggio a Sara/Prezzemolo, Sybelle, AnnaTorc e Thomas

La Casa Bianca apre un blog

A questo indirizzo: http://www.whitehouse.gov/blog/ si trova il blog della White House andato online esattamente il giorno dell’inaugurazione col post Change has come to WhiteHouse.gov. La Casa Bianca ha anche un canale YouTube: http://it.youtube.com/user/whitehouse .

Non che ci fosse bisogno di ulteriori conferme della centralità dei social media nella società odierna (ca va sans dir nel marketing), ma adesso è forse davvero il momento di passare oltre e smettere di chiedersi se le attività di marketing sui social media vadano fatte e chiedersi piuttosto come vanno fatte in modo efficace.

Singolare anche la diretta via CNN.com (su internet) e la contemporanea possibilità di chattare coi propri amici di facebook. Insomma dal punto di vista mediatico questa inaugurazione ha sancito il trionfo del media digitale anche su eventi live di scala globale.

 

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L’avvento delle Macro-Nicchie?

Commentando su FriendFeed  i dati che vedete qui sotto, presi da TechCrunch mi è venuta una riflessione: come si può definire un gruppo di utenti come quelli di facebook nello scenario dei media? In Italia pare ci siano 5 milioni di persone registrate a facebook, ma è evidente che molti sono curiosi che poi lasceranno il loro account “dormiente”. Qualche milione di persone possono a fatica essere definiti una nicchia su una popolazione Internet tra i 25 e i 30 milioni. D’altro canto questi utenti usano facebook, ma al tempo stesso rispondono al telefono al lavoro o a casa, mandano e leggono email, etc etc. Dedicano solo parzialmente la loro attenzione al social network in questione.

E se fossero Macro-Nicchie?

 

Se, cioè, l’Internet della Coda Lunga, delle nicchie stesse già generando delle macro-nicchie, aggregati di cittadini/lettori/consumatori che non hanno un peso specifico sufficiente a essere maggioranza/minoranza, ma sono troppo grossi e rilevanti per essere una nicchia? Il concetto di Macro-Nicchia sarà di sicuro di grande appeal per chi si occupa di advertising (la possibilità di pianificare con un minimo di verticalità), forse un po’ meno per le P.R. che sono sempre più spesso a caccia di contenuti verticali ad altissima specificità.

Per chi fa P.R. le macro-nicchie sono fondamentali, ma solo se non sono “generaliste”. Insomma i social network tematici (anobii e simili) o lo sviluppo di comunità e gruppi attorno a un tema che sviluppino una massa critica notevole, almeno in Italia, sono ancora attesi, sarà il 2009 il loro anno? Vedremo…

Obama come la Coca Cola?

Il 2009 sarà l’anno di Obama. Tra meno di tre settimane si insedierà alla Casa Bianca. Una piccola curiosità: stasera, leggendo il blog di amici, mi sono imbattuto in un vecchio commercial della Coca Cola, uno storico: quello degli “Auguri, Coca Cola… e poi…”. Mi sono guardato la versione originale, in inglese, molto più emozionante nelle parole di quella italiana (grazie Internet:-) ).

A un certo punto mi è tornato in mente “Yes, We Can” il video di Will I Am e molte altre rock star girato per Obama, durante l’appena trascorsa campagna elettorale.

La canzone pubblicitaria della Coca Cola (un grande classico) è del 1971 (QUI), eppure ha delle fortissime analogie e utilizza tecniche quasi identiche al modernissimo video di Obama (2008), provo a elencarne alcune, magari a voi ne vengono altre…

– Orecchiabilità

– Montaggio alternato scene di gruppo/primi piani

– Multietnicità

– Coralità

– Collettività

– Senso di unità/appartenenza

– Sogno

– Cosmopolitismo / Senso di leadership mondiale

Insomma dopo 37 anni l’America crede ancora negli stessi valori, cambia solo un po’ il ritmo?

Il dono: un’ottima forma di comunicazione.

 gift

Visto che siamo a Natale ho pensato di riunire alcuni casi e testimonianze che dimostrano la forza comunicativa del dono. Regalare un libro, un’idea, un contenuto è spesso non solo un gesto meritevole dal punto di vista etico, ma anche premiante in termini di comunicazione. Nulla di nuovo, ma ricordare sotto Natale i casi e le teorie più importanti è forse il miglior “post di Natale” che si possa fare.

L’economia del dono è un concetto che si ritrova sin dai tempi dei Nativi Americani: QUI.

Chris Anderson ha teorizzato e messo in pratica la forza del Gratis (FREE): QUI.

C’è chi ne ha fatto una strategia: http://www.strategyofgiving.com/

Luca De Biase ha scritto un libro sull’economia della felicità: QUI.

Joi Ito, a capo del progetto Creative Commons, che sta rivoluzionando il concetto di diritto d’autore e Intellectual Property sta pubblicando FreeSouls (lett. Anime Libere) una celebrazione di coloro che vogliono condividere: QUI.

I RadioHead hanno lanciato il loro disco regalandolo: QUI.

La lista potrebbe proseguire all’infinito. Il concetto di fondo è che donare qualcosa non è solo un gesto morale nobile, è anche una strategia di comunicazione efficace

Donare serve a dimostrare che si crede in quello che si fa al punto di farlo provare gratis, serve a costruire fiducia, a farsi conoscere e ricordare per quello che si è costruito.

Donare è anche la logica base del web. Ti dò un servizio FREE e poi ti “vendo” gli upgrade. Un concetto semplice eppure che sta rivoluzionando un’economia basata sulla produzione e non sul godimento, dove se ti andava bene avevi l’assaggino di prosciutto al supermercato.

Un modello economico, quello del dono, che si sta facendo strada e forse sta alla base della crisi di tanti altri modelli. A proposito di crisi, chiudo con un altro piccolo dono di ottimismo: alcune parole tratte da una bellissima intervista a Sergio Marchionne, ripresa da Alfonso Fuggetta, dove si parla di una nuova filosofia:  “una filosofia dove il merito prevale sulle conoscenze, la leadership sull’autorità, la ricerca dell’eccellenza sulla mediocrità, lo spirito competitivo su una visione egocentrica e l’affidabilità sulle vane promesse”. 

Altri esempi di economia del dono o di dono come strategia di comunicazione?

Dicembre… un mese in cui ho girato molto

Per lavoro, moltissimo. Ma anche un ritorno a Genova, città ammaliante e rivisitata grazie a una strana forma di baratto moderno: ospiti in un Hotel ricco di fascino in cambio di qualche insegnamento su come usare il web per promuoverlo.

Poi serate e aperitivi milanesi, molti per lavoro, qualcuno con preview sul futuro, altri con gli urban wine.

Tanta street art, prima in un freddo week end in brianza, poi per lavoro, con i più noti street artist italiani a Bologna che dipingevano dal vivo al Motor Show e che ora hanno messo le loro opere all’asta (scade domani).

Una conferenza e cena a seguire dove ho avuto la fortuna di ascoltare da vicino Joi Ito e farne un piccolo racconto dal vivo in modo poco convenzionale, ma condiviso con persone interessate.

Una domenica piovosa passata con 90 appassionati di motori, e ora sono proud member del Punto Racing Club.

Ho migrato il blog su wordpress.com, come dicevo a Wolly, che non viene mai ringraziato abbastanza per la sua dedizione a WP, è più comodo. L’hosted version serve solo se hai particolare esigenze di design.

Ho ricevuto la mia scatola di un gioco di società ironico e carino, la versione “blog” del monopoli, in cui i due creatori, Marco e Juliette mi hanno incluso in due carte imprevisti manco a dirlo legate al cibo e al tennis: http://www.blogstargame.com/

Poi lavoro, lavoro, lavoro. Dicembre è il mese in cui si va a caccia di budget avanzati dall’anno in corso e di quelli nuovi. Poi arriva Natale, ormai è qui e tutto si ferma. [continua…]

Le 91 tesi di Gianluca (LETTURA OBBLIGATORIA)

[mini]marketing è uno dei blog che seguo da sempre per la pulizia, lo stile, l’intelligenza e l’acume delle posizioni riguardo il marketing e l’assunto [mini] che sono finiti i tempi dei BIG spender, BIG budget, BIG… Lo dice anche Seth Godin che “Small is the new big“..

Stamattina esce il suo ebook, in distribuzione gratuita per merito di Antonio Tombolini. L’ebook si chiama:

[mini]marketing 91 discutibili tesi per un marketing diverso

Ha un solo difetto, secondo me: è gratis. Nel senso che la conoscenza di valore deve avere un prezzo, altrimenti si rischia di considerarla meno di quel che è. Dunque approfittatene: SCARICATELO, leggetelo e poi penserete a come sdebitarvi con il suo autore.

P.S.: L’USCITA DEL E-BOOK ACCOMPAGNA LA NUOVA VESTE GRAFICA DI APOGEO ON LINE: BENVENUTO

1,2,3 Mariastella.

Sobria, semplice, diretta il Ministro della Pubblica Istruzione MariaStella Gelmini apre un canale su youtube con un video di 27 secondi senza fronzoli, grafiche, effetti speciali, ma con già in poche ore oltre 21.000 views e 700 commenti. Uno dei pochi politici che ha capito che su Internet la sostanza conta più della forma. Vediamo come prosegue. Ecco il transcript:

“Ho deciso di aprire un canale su YouTube perchè intendo confrontarmi con voi sulla Scuola e sull’Università. Voglio accogliere idee, progetti, proposte, anche critiche. Una cosa però non farò mai: quella di difendere lo status quo o di arrendermi ai privilegi o agli sprechi. Dobbiamo avere il coraggio di cambiare e lo dobbiamo fare insieme.”